mercoledì 19 dicembre 2018

«"Femminismo" significa solo uguaglianza per tutti i generi»: le vite di cinquanta donne coraggiose che cambiarono il mondo.

Cosa farebbe Frida Kahlo? - Lezioni di vita da 50 donne coraggiose
di Elizabeth Foley e Beth Coates,
traduzione di Ida Amlesù
Illustrazioni di Bijou Karman
Sonzogno, 2018

pp. 223
€ 16,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)




Il titolo originale di quest'opera – What would Boudicca do? – prende ad esempio la prima biografia inserita nel libro: Boudicca, famosa eroina, capo della tribù degli Iceni, nell'Anglia orientale, la quale ha combattuto valorosamente contro l'espansionismo dell'impero romano. Il titolo italiano, invece, si affida al nome della ben più famosa Frida Kahlo per rivelare fin da subito l'intento del libro: raccontare, attraverso delle breve biografie, le vite di alcune donne che hanno lasciato il segno nella storia mondiale. Per raggiungere tale scopo le autrici, entrambe scrittrici ed editor londinesi, hanno raccolto storie di diverse figure femminili, appartenenti a luoghi ed epoche diverse, facendo precedere ad ognuna di esse un ritratto del personaggio, a cura dell'illustratrice Bijou Karman.
La bellissima copertina, illustrata da Sara Ciprandi (di cui abbiamo già apprezzato le doti in occasione del volume monografico proprio su Frida Kahlo, di Hop! Edizioni), invita il lettore a fermarsi per sapere qualcosa di più di quest'opera, ma è solo aprendo il volume che si può apprezzare pienamente il lavoro svolto dalle autrici.
I nomi vanno da Boudicca a Maria Montessori, passando per Grazia Deledda, Anna Magnani, Cleopatra, Agatha Christie e altre ancora. Scorrendo le pagine è possibile leggere del gesto di ribellione di Rosa Parks, la quale rifiutò, su un autobus, di cedere il posto ad un cittadino americano, oppure essere catapultati nell'Irlanda occidentale, per assistere alle imprese della coraggiosa Gráinne ní Mháille (altrimenti nota come Grace O'Malley), donna pirata, ben nota per il suo valore.

Sarebbe riduttivo, tuttavia, definire Cosa farebbe Frida Kahlo? una semplice raccolta di biografie: queste storie al femminile sono accompagnate da un sottotitolo che riassume il messaggio principale veicolato dal loro operato, indirizzato come esortazione ai singoli lettori. Allo stesso modo, i cappelli introduttivi delle singole storie illustrano i messaggi delle biografie e le raccordano alla quotidianità. Si prenda ad esempio l'introduzione a Boudicca:
«Stanche che vi si parli sopra alle riunioni? Che il vostro paternalistico capo vi rubi le idee per poi presentarle come sue? Le donne hanno tollerato queste assurdità per innumerevoli secoli e resistito a esse per altrettanti. Messa di fronte a simili insulti, la celebre regina di Norfolk dai capelli di fiamma avrebbe probabilmente urlato: “Inceneritelo!”» (p. 15)
Oppure, ancora, la premessa alla storia della celebre Mae West, il cui rapporto con la propria silhouette – non proprio filiforme – è un incoraggiamento ad amare il proprio corpo:
Spaghetti alle zucchine, muosse di avocado “al cioccolato”, chips di verza essiccata: l'inarrestabile business delle diete senza carboidrati, del mangiare sano e degli esperti di benessere ha molto di cui sentirsi responsabile. Siamo tutti a favore di una sana alimentazione e del tenersi in forma, ma stare dietro alle irrealistiche aspettative della società (e di noi stesse) su come dovremmo apparire può essere estenuante. […] Se vi siete mai sentite giù di morale per le vostre rotondità, ricordate le sagge parole attribuite alla callipigia incantatrice dello schermo, nonché leggenda di Hollywood, Mae West: «Una curva è la più graziosa distanza fra due punti» (pp. 23-24)
La scrittura è efficace e precisa, e al contempo ironica e pungente. Le autrici hanno consultato materiali di diversa natura, sfruttando tutte le risorse a loro disposizione e fornendo, ai lettori che vogliano approfondire l'argomento, un'utile bibliografia, in coda al libro.
Un libro interessante, destinato e consigliato sia alle lettrici che - soprattutto - ai lettori, in grado di proporre figure carismatiche, che siano di esempio a tutte le donne del presente e del futuro. Perchè come viene scritto nell'introduzione alla storia di Mary Wollstonecraft, una delle pioniere della battaglia per i diritti delle donne, «"femminismo" significa solo uguaglianza per tutti i generi» (p. 19).


Valentina Zinnà