venerdì 14 settembre 2018

«Leggere Omero rinfranca l'anima»: "Un'estate con Omero" di Sylvain Tesson

Un'estate con Omero
di Sylvain Tesson
traduzione di Sara Arena
Milano, Rizzoli, 2018

pp. 233
€ 17,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



«Per scrivere Un'estate con Omero mi sono segregato per un mese nelle Cicladi. Ho vissuto in una piccionaia sull'isola di Tinos, di fronte a Mykonos, affacciata sull'Egeo. Una civetta frequentava assiduamente la scogliera vicina. Le sue grida squarciavano la notte. I terrazzamenti, popolati dalle capre, digradavano verso il mare.
Leggevo l'Iliade e l'Odissea alla luce di una lampadina alimentata da un generatore. Il vento incessante sferzava le acque del mare, sollevandole, come a suon di pugni, in onde maestose, strappava le pagine dei miei libri, mi faceva volare via i fogli.» (p. 29)
Dopo il bestseller internazionale Nelle foreste siberiane (Sellerio, 2012), il giornalista e scrittore Sylvain Tesson approda in libreria con un nuovo titolo, stavolta dedicato ai poemi omerici. Il libro consta di nove capitoli, ognuno diviso in brevi sottoparagrafi, dal numero variabile.
La storia che egli racconta è quella di un isolamento volontario, un allontanamento dalla società durante il quale ha potuto  approfondire lo studio dell'Iliade e dell'Odissea.
«Mi sono immerso nell'Iliade e nell'Odissea come nelle acque impetuose di una cascata. Ho respirato per mesi al ritmo dei versi omerici, nelle mie orecchie ne risuonava la musica, battaglie e navi in procinto di levare le ancore affollavano i miei sogni. L'Iliade e l'Odissea mi hanno impartito una grande lezione di vita, e ho scoperto che commentano la nostra attualità. È il miracolo del mondo antico: quasi tremila anni fa, dalle coste dell'Egeo, un poeta, qualche pensatore e un pugno di filosofi hanno regalato al mondo insegnamenti il cui valore non è stato minimamente scalfito dal passare dei secoli.» (p. 9)
Il principale merito del libro è proprio questo: dopo una prima parte in cui l'autore racconta le vicende di ognuno dei due poemi omerici, con una prosa moderna e accattivante, e le diatribe che stanno dietro la questione omerica, Tesson si lancia in una serie di capitoli dedicati agli aspetti più importanti e caratterizzanti dei poemi: il rapporto tra forza e bellezza, astuzia e arte oratoria, la sorte, la hybris e così via. I singoli aspetti vengono trattati in maniera approfondita, con gli opportuni rimandi al testo, e vengono utilizzati a sostegno dell'assunto principale, ovvero il valore eterno degli insegnamenti omerici. I versi dei poemi che sono qui oggetto di studio, inquadrano l'uomo nella sua complessità e, soprattutto, lo fotografano nel suo immutabile divenire:
«Io credo in questo: nell'immutabilità dell'uomo. […] i poemi omerici sono immarcescibili perché l'uomo, pur cambiando nell'aspetto e nelle vesti, resta sempre lo stesso: è ugualmente miserabile o grandioso, mediocre e sublime, sia che indossi l'elmo sulla piana di Troia o che aspetti l'autobus sul marciapiede di una città del Ventunesimo secolo.» (p. 17)
I poemi omerici hanno questo di incredibile: la loro lezione resta sempre attuale. Passano i secoli, cambiano le usanze, ma le forze e le passioni che smuovono l'uomo sono sempre le stesse. Tesson ci dimostra ciò facendo molti riferimenti al presente, a situazioni attuali, inimmaginabili ai tempi del cantore greco, eppure da lui predette in maniera strabiliante.
Perciò riprendiamo in mano l'Odissea e l'Iliade e guardiamoli con un occhio diverso, non più come testi che ci obbligavano a studiare a scuola, ma come pagine in cui leggere dell'essere umano, raccontato nella sua mutevole complessità. Un antidoto, insomma, alla modernità alienante, per riscoprire le radici più profonde dell'uomo.
«[…] apriamo senza indugio l'Iliade e l'Odissea per leggerne qualche passaggio ad alta voce, seduti di fronte al mare, davanti a una finestra, in cima a una montagna. Lasciamo entrare in noi i loro canti sublimi e sovrumani: ci aiuteranno a diradare la nebbia del nostro tempo.» (p. 18)
Una lezione per amare Omero, una lezione per comprendere il presente, poiché, come scrive Tesson, «Leggere Omero rinfranca l'anima» (p. 10)

Valentina Zinnà