mercoledì 1 agosto 2018

Nonna Picassa di Marcello Jori

Nonna Picassa

di Marcello Jori
Mondadori, 2000
Collana: Strade blu

pp. 264
€ 16,90


L’artista italiano Marcello Jori  dà vita, sullo sfondo di una Bologna degli anni ’70, a un emozionante romanzo, in cui l'amore tra una nonna e suo nipote si fondono all'arte, divenendo pura magia, con tutte le complesse dinamiche relazionali del caso.
“Una luce incandescente di arte vera si era accesa nel punto sbagliato e bisognava al più presto allacciare un cavo elettrico con il mondo.”
Marco, il protagonista del libro, ha una nonna geniale, che scopre alla veneranda età di ottant'anni una predisposizione innata per l'arte pittorica, al punto di riuscire a realizzare con assoluta nonchalance opere degne di Picasso, di fronte agli occhi increduli, non privi di iraconda invidia, del nipote.
"Possibile che una tabula rasa cominci a dipingere a ottant'anni e sappia già cosa fare?"
 Marco ingaggia una divertente competizione artistica con quel mostro di bravura della nonnina da cui si sente irrimediabilmente schiacciato e afflitto. Lui, ancora inesperto, deve misurarsi con la genialità dell’irrefrenabile ottantenne, dalla quale fugge nel tentativo di costruirsi un’indipendenza personale. La vita tuttavia ha in serbo qualcosa di diverso per lui, nel momento in cui l’autrice di quadri follemente paragonabili all’indiscusso genio iberico di Picasso, si ammala. L’arte assume a quel punto una nuova connotazione, quella di musa guaritrice, catalizzando involontariamente l’attenzione su se stessa.

I tratti del romanzo sono un’amalgama costante di ilarità, mista a improbabilità, un puzzle di sentimenti ed emozioni, che dipingono a loro volta un quadro che lascia tanto ammaliati, quanto stupiti e piacevolmente divertiti.
“Un paio di cose sono vere, in tanta irresponsabile scrittura - afferma l’autore - Che mia nonna era un’artista straordinaria è vero, che ha dipinto il primo quadro moribonda all’alba degli ottant’anni è vero, che grazie alla pittura ha rosicchiato sei nuovi anni di vita e di brividi è addirittura verissimo.”
A 18 anni dalla prima riedizione, Nonna Picassa è più viva che mai nel nostro immaginario, mentre il nipote Marco guarisce i suoi malanni promettendole un’imminente mostra, ma incapace di tener fede al proposito, si ritrova immerso in uno scenario di rocamboleschi equivoci. Una storia che tuttavia è metafora del vissuto e carriera dell’autore, dei primi passi professionali mossi nel campo dell’arte, degli incontri con tutti i personaggi il cui ruolo talvolta segna le sorti dell’ascesa od insuccesso di un artista.
“[…] la nostra tirava di pennello in una cittadina turistica di mezza montagna, dove mercanti e collezionisti, se mai c’erano passati, avevano preferito cercare funghi piuttosto che quadri.”


Elena Arzani