giovedì 23 agosto 2018

Marisa, la prima top manager italiana


Marisa, la prima top manager italiana
a cura di Fiorenza Barbero
Effatà, 2018
Collana: Donne toste

Brossura, 144 pp.

€ 9,00



“Essere donna è difficile, perché molti sono convinti che per fare carriera non devi esserlo” - Marisa Bellisario

Si legge in un soffio l’affascinante ritratto che Fiorenza Barbero dedica alla memoria di Marisa Bellisario, ripercorrendo le tappe salienti della vita di una donna unica ed esemplare, a partire dai banchi di scuola a Ceva, attraverso le vittorie come Top Manager Italiana, fino al 6 Agosto 1988, il giorno del triste e prematuro funerale a Torino. Molte le figure di spicco, che hanno speso parole di lode per una donna, Marisa, che è divenuta simbolo dell’emancipazione femminile non solo nel nostro Paese, ma anche all’estero, definita “tough but fairs” dai colleghi New Yorkesi, che identificavano in lei il motto: “Pensare come un uomo, agire come una Signora, lavorare come un cane”. Una donna di avvenente bellezza, che vestiva alla moda e compariva spesso sulla copertina delle riviste più importanti.



Fiorenza Barbero con minuzia di dettagli, un numeroso gruppo di testimonianze e dichiarazioni, consegna al lettore un importante strumento per la comprensione delle delicate dinamiche, che hanno giocato un ruolo fondamentale nella costruzione della carriera della Bellisario, tratteggiandone in modo delicato il carattere, con palpabile stima e desiderio di oggettività, a trent'anni dalla morte, sopraggiunta inaspettatamente per tumore.



Scandito attraverso l’asse temporale, che a partire dagli anni ’60 vede Marisa impegnata in progetti ambiziosi, aziende come Olivetti ed Italtel, sullo sfondo della città di Torino, Cuneo, Milano e Manhattan, il libro focalizza costantemente l’attenzione sul pensiero eloquente di una donna “self-made”, in grado di ispirare le folle, risanando società in perdita

Aveva trovato la chiave e non ne faceva mistero: “Bisogna avere fiducia in se stessi, tanta voglia di lavorare e pensare positivo; nella capacità tecnologica c’è il futuro delle nazioni e nella tecnologia la donna trova un valente alleato, perché con essa non serve la forza fisica. Le macchine devono facilitare, non ostacolare, la vita dell’uomo. 
Questi principi e le sue intuizioni le valsero nel 1984 il titolo di presidente della sezione nuove tecnologie, all’interno della Commissione Nazionale per la parità tra uomo e donna, istituita nell’84 dal governo Craxi.



La Bellisario è stata esempio di femminilità coniugata al duro lavoro, che le è valso il plauso di innumerevoli personalità, tra cui il premio Nobel Rita Levi Montalcini, che dedica nella prefazione del libro un sentito ringraziamento alla forza d’animo con cui la manager italiana è riuscita negli anni a infrangere le barriere del complesso e stereotipato mondo aziendale.



Fiorenza Barbero ci consegna un libro di grande sensibilità, elegante e intelligente, che può essere apprezzato da chiunque desideri guardare alla vita con coraggio e desiderio di affermazione personale.




Elena Arzani