lunedì 18 giugno 2018

Luce e ombra nell'Europa del Cinquecento: "Figli del segreto" di Cinzia Tani

Figli del segreto
di Cinzia Tani
Mondadori, 2018


pp. 390 
€ 20


Una grande storia, anzi saga famigliare del Cinquecento, in cui si muovono imperatori, sovrani, nobili, dame, cavalieri e popolani. Grosso modo così si potrebbe riassumere Figli del segreto di Cinzia Tani, volto noto della RAI e grande appassionata di Storia italiana e non. Già perché questo libro di Mondadori, che è il primo capitolo di una futura trilogia, è un ottimo esempio di romanzo che mescola il privato e il pubblico senza soluzione di continuità, laddove le vicende pubbliche di Carlo V, "colui che dominava su impero dove non tramontava mai il sole" si riflettono nelle scelte private dei suoi congiunti, famigliari e membri di corte. Cinzia Tani è brava a legare tutto, senza perdersi in scelte o particolarmente kitsch o particolarmente truculente, ma donando al lettore una storia ritmata come una serie televisiva e documentata come una puntata di Ulisse di Alberto Angela. 
Al centro della vicenda vi sono gli orfani Acevedo che si ritrovano, loro malgrado, con la famiglia distrutta in una sola notte: infatti, durante per l'appunto una notte che mai dimenticheranno, i loro genitori verranno uccisi a sangue freddo, in circostanze misteriose e che lasciano parenti e affini del tutto sgomenti. Da qui si snoda poi un susseguirsi di vicende che evocano i grandi protagonisti del secolo in cui è ambientato il romanzo, il Cinquecento che, se fossimo a un esame di Teoria della Letteratura, potremmo definire a giusta ragione il grande protagonista del libro.

Ed è qui che Figli del segreto si emancipa da tanti romanzi storici, anche molto belli e ben fatti, che affollano le nostre librerie. Tani infatti riesce a mantenere sempre la barra a dritta della propria vicenda, essendo capace di non annoiare mai il lettore ma senza fare affidamento ai classici cliché di questo genere di letteratura: il sangue, il sesso e il potere. Sangue, sesso e potere che sì sono utilizzati dalla scrittrice, ma con sapienza: non sono mai espedienti fini a se stessi ma perfettamente inseriti nella vicenda, che spiegano e completano il profilo dei principali personaggi.

Il libro poi ha una doppia possibilità di lettura o, ancora meglio, di interesse per il lettore: infatti va bene, benissimo per chi ama la storia delle grandi dinastie europee, in questo caso gli Asburgo di Carlo V (con una menzione d'onore per il personaggio di Giovanna, passata alla storia, ci dice Cinzia Tani, con l'ingiusto appellativo di "la Pazza") ma anche per chi è semplicemente interessato ad approfondire i grandi temi del Sedicesimo secolo.

Infatti in Figli del segreto, mai a forza ma sempre con grazia, sono presentate la Riforma Protestante, le Guerre d'Italia, la Controriforma con l'Inquisizione, le grandi lotte religiose, il Nuovo Mondo, le nuove armi da fuoco e il cambiamento delle tattiche di guerra, la moda, il costume, la filosofia, la politica e la letteratura dell'epoca. 

Un romanzo scritto nel segno della leggerezza, ma senza mai far passare sotto silenzio l'adesione, il quanto più possibile fedele, al dato storico. Brava Tani nell'essere riuscita a tenere insieme trama e Storia: noi siamo davvero curioso di leggere, nei prossimi due capitoli, come andrà a finire la parabola degli orfani Acevedo.

Mattia Nesto