venerdì 18 maggio 2018

Una "Piccola donna" in guerra: "Hospital Sketches" di Louisa May Alcott

Hospital Sketches
di Louisa May Alcott
L'Iguana, 2018

Traduzione di Sara Grosoli 
prefazione di Daniela Matronola
testo inglese a fronte

pp. 232
€ 17,00


C'è un personaggio femminile che riscuoteva e riscuote la quasi totale approvazione delle lettrici: Josephine March. Secondogenita della famiglia March e protagonista morale del romanzo di Louisa May Alcott Piccole donne, Jo era la preferita di tutte. Beth era buona in maniera inarrivabile e anche se tutte abbiamo pianto per la sua morte (ops, spoiler!), era quella con cui ci identificavamo meno. Amy era troppo affettata: se a malapena la tolleravano la madre e le sorelle, figuriamoci noi lettrici che non eravamo bionde e aggraziate. Meg aveva del potenziale, ma cavolo! Finiva per sposarsi giovanissima con tanti saluti alle veementi dichiarazioni di indipendenza. Jo invece era un modello: si arrampicava sugli alberi, divorava libri, scriveva novelle e romanzi, se ne fregava dell'essere benvestita e sottostare ai dettami delle regole per le signorine. Lei aveva coraggio, si tagliava i capelli per ricavare soldi per aiutare il padre e aveva Laurie, l'amico/filarino che avremmo volute tutte. Nonostante tutti i discorsi sul femminismo, siamo state contente quando alla fine del secondo libro convola a giuste nozze anche lei, coniugando la sua attività di educatrice con l'amore per il pacato professore tedesco*.
"Jo c'est moi" avrebbe detto la Alcott: proprio come la sua eroina, la Alcott era una donna forte e determinata e allo scoppio della guerra di secessione decise di dare il proprio contributo come infermiera volontaria dal 1862 al 1863.
Mi precipitai a casa attraversando la poltiglia di neve dicembrina come se fossi inseguita dai ribelli e, come molte altre reclute, feci irruzione tra i miei familiari con l'annuncio:
-Mi sono arruolata!-
Seguì un silenzio impressionante. Tom, l'incorreggibile, lo interruppe con una manata sulla spalla e l'aggraziato complimento.
-Vecchia Trib, sei un asso!-
Hospital Sketches è una raccolta di lettere scritte durante il servizio sotto le armi. Utilizzando la figura fittizia dell'infermiera Tribulation Periwinkle tra il maggio e il giugno del 1863 la Alcott pubblicò le sue scenette di vita militare sul giornale Boston Commonwealth. Visto il successo mondiale di Piccole donne e dei suoi seguiti, le opere spurie dell'autrice sono sempre rimaste in disparte. Hospital Sketches, ad esempio, non ha avuto edizioni italiane fino ad oggi e il volume, con il testo inglese a fronte, è appena stato pubblicato da Iguana Editrice. Per tutte le ragazzine ormai diventate donne, ritrovare la penna ironica e scanzonata della Alcott è puro piacere soprattutto per una ragione: vedere Jo March affrontare la guerra, non solo tagliandosi i capelli, ma andando fisicamente incontro al pericolo.
L'infermiera Trib è Jo March e la lettura di queste lettere spinge a ricercare i tratti della piccola donna preferita di tutti. Troviamo quindi una donna con un certo senso dell'umorismo: se in Piccole donne non aveva paura ad indossare un enorme cappello di paglia anche a costo di sembrare uno spaventapasseri, qui appena arruolata assume, in maniera divertente e applicato ai suoi vestiti, il modo di parlare militaresco.
Avendo passato in rassegna tutti gli stracci che possedevo, ne selezionai alcuni per un turno di picchetto mentre prendevano aria su uno steccato; alcuni li sottoposi all'influsso purificatore del mastello da bucato; altri li misi a montare la guardia nel baule; mentre quelli deboli e feriti andarono all'Ospedale del Cestino da cucito, per essere rimessi in grado di partecipare al servizio attivo.
Entrambe scherzano volentieri sul loro status di "zitella".
Se Jo è apparentemente spavalda, ma in fondo al cuore anche molto timida, Tribulation cerca di vincere la propria vigliaccheria non già verso il servizio militare, ma verso la burocrazia necessaria ad ottenere i pass e i visti necessari.
Trib si mette di buona lena per fare tutto il suo meglio per aiutare i poveri ragazzi che tornano dal fronte e mostra la sconfinata compassione ed empatia che Jo mette nel curare la sorella Beth. Per i suoi pazienti diventa confidente, li aiuta sia a livello fisico che scrivendo le lettere per loro per i cari rimasti a casa. Con un paziente giunge a definirsi come "sostituto di una madre, una moglie o una sorella"
Ed entrambe sono intrise di un profondo senso religioso, di una sconfinata fede nel divino.
Le lettere che Tribulation scrive ricordano quelle inviate da Jo durante il suo soggiorno a New York: ma se Jo era ferma allo sferruzzare calze e a scalpitare impaziente, Trib si lancia nel cuore dell'azione, si sporca le mani, non ha falsi pudori. Trib è la Louisa figlia del filosofo trascendentalista e dell'attiva suffragetta Abby May.
Trib è Jo come sarebbe potuta essere, se non avesse scelto il matrimonio. Così, anche chi non è stata soddisfatta del finale della storia di Jo, può avere una visione su un universo parallelo in cui la spavalda piccola donna è diventata una coraggiosa infermiera.

*mi prendo la responsabilità per tutti i plurali majestatis utilizzati nei giudizi su Beth, Amy, Meg e Jo.

Giulia Pretta


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