domenica 18 marzo 2018

«Spero che non lascerete fare alle donne tutto quello che fanno gli uomini, ammiraglio»

Manhattan Beach
di Jennifer Egan
Mondadori, 2018

Traduzione di Giovanna Granato

pp. 510
€ 22 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)



«Il vestito pesa novanta chili. Il cappello da solo ne pesa venticinque. Le scarpe tra tutt'e due arrivano a quindici. Ora, prima che cominciate ad alzare gli occhi al cielo all'idea di portare tutto quel peso, sappiate che la ragazza laggiù - bassa non è, ma non è nemmeno un carrarmato Sherman, come tante delle donne che si vedono qui in giro - non solo si è messa il vestito senza tante storie e ha camminato col vestito addosso senza tante storie, ma ha anche sciolto una gassa d'amante su un doppino con i guanti a tre dita alle mani. Quanti di voi, signori, sarebbero in grado anche solo di fare una gassa d'amante su un doppino?» (p. 243).

Quanto sapete dei palombari? Io avevo in mente enormi scafandri, tute che rallentano i movimenti e rendono più complessa la più semplice operazione sulla terraferma, mentre con passi un po' buffi da astronauti fuori posto avanzano verso la piattaforma. Avevo letto di grandi imprese durante la Seconda guerra mondiale, ma di sicuro non avrei mai immaginato che anche una donna potesse sobbarcarsi un lavoro così pesante fisicamente. In ogni caso, il mondo dei palombari è sempre rimasto lontano da me.
Poi, è arrivato in libreria Manhattan Beach, il nuovo romanzo di Jennifer Egan.
Leggerei qualunque scritto di Egan, e non solo perché è un Premio Pulitzer pienamente meritato, ma perché sa scrivere storie. Storie con grandi protagoniste femminili, che scardinano pregiudizi senza mai risultare programmaticamente femministe. Anna, la protagonista di Manhattan Beach, è una preadolescente, quando la incontriamo nelle prime pagine, accanto al padre: eppure ha già una forza interiore notevole, così come una grande capacità di sondare i pensieri e le emozioni degli adulti che le stanno accanto. In particolare, col padre Eddie ha un rapporto magico, di fiducia e dedizione: «La sua mano era una presa elettrica dove lei infilava sempre la propria, ovunque andassero, anche quando non le importava» (p. 222). E in effetti lei lo accompagnava ovunque, per conto del sindacato per cui lavorava suo padre: pur non avendo ben chiaro di che cosa si occupasse l'uomo, Anna era pronta a ingentilire chiunque con la sua bellezza e la sua età. Così è accaduto anche nella lussuosissima casa di Dexter Styles, dove ad Anna è stato detto di giocare con la figlia dell'uomo, mentre gli adulti avrebbero discusso importanti questioni di lavoro. La tensione di suo padre, sì, era palese, ma Anna non si era ugualmente sottratta al suo compito. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per il genitore, anche per alleviare il dolore che lui provava a ogni rientro a casa, dove la moglie Agnes accudiva amorevolmente la piccola Lydia, affetta da ecolalia e gravi problemi motori causati dal parto. La sofferenza è tanta: Eddie non sa come aiutare la famiglia, adesso che ha dovuto vendere la macchina al sindacato, indebitarsi per comprare la sedia a rotelle per Lydia... Ma qualcosa deve inventare.
Di sicuro Agnes e Anna non avrebbero mai voluto che Eddie se ne andasse. E invece. Jennifer Egan fa un salto temporale e ci porta a conoscere Anna ventenne, bella e decisa, calata su un tavolo da disegno per controllare tutte le misure dei vari pezzi per le navi da guerra. Non abbiamo più notizie di Eddie e anche Anna cerca di non pensarci troppo, coinvolta com'è dal quartiere navale, dove trascorre le sue giornate, in compagnia di altre donne (perlopiù sposate, loro). Anna non sente il suo essere donna come un limite per alcune professioni, né come un'arma da usare per ottenere favori: è la stessa ragazzina di una volta, ha solo imparato a stare al mondo, anche per aiutare la madre e la sorella a vivere. Le giornate a casa, d'altra parte, girano attorno a Lydia, alle visite specialistiche e ai trattamenti con creme e profumi per alleviare le sofferenze, sue e di chi sente di non accudirla mai abbastanza. È in questa routine che Anna intravede di colpo il sogno della sua vita: diventare palombara. Al cantiere navale vede chi si immerge e ripara le navi, osserva con invidia gli uomini che si calano in quelle enormi tute e sperimentano cosa significa camminare sul fondo del mare.
Ormai, l'obiettivo è chiaro, ma è difficile realizzarlo, in un mondo prettamente maschile che non prende sul serio Anna e, anzi, la deride per il suo tarlo bizzarro.
Intanto, un nuovo incontro: in un locale notturno, durante una rara uscita, Anna scopre che il proprietario è proprio Dexter Styles, l'ultimo uomo con cui suo padre ha avuto a che fare prima della scomparsa. L'ultimo, perlomeno, di cui fosse a conoscenza Anna. Anche l'uomo pare notarla, ma per la sua bellezza; di sicuro non riconosce nella ventenne elegante e audace che ha davanti la ragazzina di anni prima. E se lui fosse l'unico ad avere informazioni su Eddie?

Inizia così una doppia sfida per Anna: dimostrare a sé stessa di poter diventare palombara e scoprire che cosa è accaduto a suo padre. In entrambi i casi, si tratta di imparare ad andare a fondo per poi riemergere portando in superficie ritrovamenti. In entrambi i casi, Anna è semplicemente una donna, e come tale sottovalutata dagli uomini che le stanno attorno. In entrambi i casi, bisogna stringere i denti davanti al pregiudizio, e per farlo Anna sceglie sempre la via della spontaneità: è una donna che sa parlare ben chiaro a sé stessa, non vive di illusioni, ma di concretezza.
Ed è in nome della concretezza che affronterà un percorso irto di difficoltà, di pericoli che la metteranno spesso davanti a scelte complesse, tutt'altro che indolori. E mentre la verità viene lentamente a galla, la scena si sposta da Anna a Eddie, per ripercorrere le ore che hanno preceduto la sua scomparsa e per spiegarne le cause profonde.

Misurandosi con un tema molto specifico, che ha richiesto anche anni di accurata documentazione storica da fonti scritte e orali, Jennifer Egan ha percorso la via del romanzo storico con grande padronanza. La guerra, vista attraverso gli occhi di una giovane donna piena di sogni e scevra dai pregiudizi, assume tutt'altri colori: quelli del mare, innanzitutto, ma anche quelli dell'acciaio degli scafi delle navi da guerra, e delle verità che, torbide in mezzo alla fanghiglia del fondo, prima o poi vengono riportate alla luce.

GMGhioni



Quando facciamo la sua conoscenza, Anna Kerrigan è una bambina, ma fin dalle prime pagine ha una forza d'animo e una determinazione insolite, che proseguiranno per tutto il romanzo. Anna, abituata ad accompagnare il padre nelle sue trattative di lavoro piuttosto misteriose ai suoi occhi, sa interagire con gli adulti e vedere oltre le loro parole. Forse per questo resta colpita dall'incontro con Dexter Styles, che anni dopo le avrebbe dato la speranza di ritrovare suo padre. Questo, infatti, è sparito misteriosamente, lasciando Anna a porsi decine di domande e a fare i conti con le difficoltà quotidiane. Ma Anna è andata avanti e i suoi sogni si sono posati su una professione insolita: diventare palombara. Presto la recensione di @gloriaghioni, che non vedeva l'ora di rientrare in questo pomeriggio piovoso, per concedersi una tisana bollente e #ManhattanBeach. State leggendo anche voi il nuovo romanzo di #JenniferEgan? #Mondadori #bookstagram #bookish #instalibri #instabook #book #books #bookaddict #Manhattan #novitàeditoriali #Criticaletteraria #preview #bookbreakfast #merenda #teatime
Un post condiviso da CriticaLetteraria.org (@criticaletteraria) in data: