martedì 16 gennaio 2018

Cosa succede quando una coppia vive nell’abitudine della quotidianità?


Terapia d'amore
di Daniel Glattauer
Feltrinelli Editore, 2017

pp. 114
€ 13 (cartaceo)

€ 9,99 (ebook)



Joana e Valentin, dopo diciassette anni di matrimonio, decidono di affrontare una terapia di coppia e si accomodano nella stanza di un terapeuta dove «una naturalezza innaturale» fa da sfondo a tutto il romanzo.
«[…] Siedono ben distanti, tue sedie vuote a separarli. Nulla autorizza a credere che si conoscano o siano interessati a sapere qualcosa l'una dell'altro.». Nell’immagine iniziale troviamo la sintesi del romanzo: il vuoto e l’incomunicabilità che possono caratterizzare la vita a due dopo numerosi anni di matrimonio.
I protagonisti si rivolgono ad un terapeuta per affrontare i loro problemi. Si sono conosciuti sott’acqua, in un corso di sub, data la passione comune per le immersioni. L’inizio del loro amore è stato all’insegna di un abbandono all’altro in totale fiducia. Tuttavia, i figli, il lavoro, le piccole diatribe quotidiane, hanno corroso il loro amore assoluto.
La sessione dal terapeuta sembra essere un totale fallimento, dato che Jaona e Valentin faticano anche a litigare e, come spesso avviene, si insultano e si rinfacciano azioni e silenzi reciproci: 
L'errore è stato venire qui insieme. Di solito ognuno va per conto proprio.  È più facile quando ognuno va per la propria strada, siamo più allenati a farlo. Vero, Valentin?
Glattauer ricorre ai dialoghi, ad un botta e risposta tra i due coniugi e il terapeuta in un susseguirsi di battute che ripercorrono i cliché del matrimonio in crisi. Joana riferendosi al marito: 
«Partendo dal presupposto di essere infallibile, pensa di poter continuare a vivere come ha fatto finora e amen. Sì, continuare a vivere come ha fatto finora: per mio marito sarebbe questo l'esito perfetto della terapia, quello che gli farebbe esclamare "Ne è proprio valsa la pena"».
I dialoghi sono spontanei e dettano il ritmo di quanto accade durante la seduta.
L’ironia accompagnata da una buona dose di cinismo, rappresentano l’elemento cardine della storia. I personaggi si caratterizzano in modo piuttosto preciso, pur nell'essenzialità delle risposte reciproche.
Il libro è intervallato da piccoli disegni, essenziali e stilizzati che sintetizzano quanto accade tra i protagonisti.
Un romanzo breve che si legge come se si fosse davanti a una serie TV. I dialoghi scorrono veloci, fotografano attimi. Manca, tuttavia, un approfondimento psicologico dei protagonisti che il lettore può conoscere sempre e solo attraverso le singole battute.
Il finale, totalmente inaspettato, riscatta il libro e apre un buono spunto di riflessione.

Elena Sassi

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