sabato 2 maggio 2009

La prima avventura di Penelope Guzman


PENELOPE GUZMAN. IL COLPEVOLE
Di Eliott Parker
Torino, Seneca Edizioni, 2008
(www.senecaedizioni.com)

Pagg. 193
€ 15.00
ISBN: 978-88-6122-117-8

Per altre informazioni: www.penelopeguzman.com

L’ufficio di Penelope Guzman è un ufficio come tanti altri: non ha bisogno di personalizzarlo perché i suoi clienti si lascino andare, né vuole creare un’atmosfera familiare. Il solo nome dell’investigatrice garantisce un successo; i numerosi casi risolti, la sua conturbante personalità istintiva e a tratti razionale, la sua nonchalance affascinante e il suo intuito fanno il resto. Così si entra nel suo ufficio, con l’aspettativa di trovare la sua pelle fresca da trentenne e le sue domande sempre mirate.
Così, probabilmente, vi è entrato l’avvocato Baldwin, gravato da un peso non indifferente. Ovvero, dopo un estenuante scambio di battute, confessa di essere autore di un assassinio violento, a sfondo passionale, di cui è stato però accusato il suo amico (e amante) Spoonish, perché trovato sul luogo con l’arma del delitto in mano e sporco di sangue. Richiede, tra mille reticenze, che Penelope riesca a dimostrare la sua colpevolezza e scagioni così Spoonish.
Sicuramente, già gli esordi della trama sconvolgono il normale iter del romanzo giallo: è quantomeno insolito che l’omicida desideri autoaccusarsi, ma Baldwin intesse un’interessante teoria, per cui Penelope stessa si lascia convincere.
Per risolvere il caso, Penelope prende in parte le distanze dagli attuali metodi scientifici alla C.S.I., utilizzati invece dall’attraente e scrupoloso commissario Feuerbach. Tutte le prove, per l’investigatrice, devono essere anche analizzate alla luce dell’identikit psicologico dell’assassino, e quindi la tecnologia non basta. Ma della più attuale tecnologia la stessa Penelope fa largo uso, contribuendo così a inserire il romanzo nell’attualità più recente e aggiornata.
Come in ogni giallo ben riuscito, la trama non è assolutamente così lineare, tant’è vero che il caso sembrerebbe concludersi a metà libro, con l’imprigionamento di Baldwin. Qualcosa, tuttavia, non è chiaro a Penelope, che continua ad arrovellarsi, fino all’illuminazione davanti alla sua birra preferita. Segue una tradizionale lotta contro il tempo, tratteggiata con una notevole bravura simpatetica, fino a portare la tachicardia di Penelope nel lettore.
Quando la situazione è quasi conclusa, secondo la tradizione, il piano viene svelato, perché il colpevole si sente al sicuro e Penelope è con le spalle al muro: pare una situazione senza uscita, piena di sconvolgenti rivelazioni.
Benché la suspense non sia sempre mantenuta a pari livello, ma stemperata con pause a volte fin troppo lunghe e informazioni accessorie, Eliott Parker è in grado, con questa sua prima prova, di tenere alta l’attenzione del lettore: non meraviglia dunque che si legga Il colpevole con tutta la curiosità che un buon libro giallo sa suscitare.

GMG