domenica 30 marzo 2008

Il mistero dentro alla routine


«La boutique del mistero»
di Dino Buzzati
Milano, Mondadori, 1968


Quando Buzzati nel 1968 ha mandato alla stampa questa raccolta, desiderava raccogliere in un’unica sede i migliori racconti scritti fino a quel momento. È dunque chiaro che non ci troviamo davanti a una produzione omogenea, né per cronologia, né per stile, ma è proprio nel contenuto che le narrazioni si incontrano. Tutti i racconti, infatti, trattano un aspetto diverso del mistero (da qui il titolo) nascosto nella quotidianità: a volte sono gli oggetti a celare un segreto, a volte veri e propri mostri magici (si legga, ad esempio, “Il colombre”), o a volte è lo stesso atteggiamento umano a dimostrarsi inaffidabile (una prova su tutte è il racconto intitolato “Sette piani”). Qualche volta siamo davanti a divertissement, come nel racconto “Una goccia”, o a prose liriche, come nel bellissimo “Inviti superflui”.

Quindi, un panorama mutevole che fa della varietà uno dei suoi più grandi elementi di vanto: anche a livello stilistico, i racconti possono durare poco più di un sospiro (un paio di pagine) o essere divisi in sottoparagrafi numerati (come “Il cane di Dio”).

Come sempre, in Buzzati, molti brani si offrono a una doppia lettura, sempre piacevole e degna d’attenzione: una prima scorsa letterale, che permette di godere dello stile sobrio e quotidiano, senza fronzoli ma esatto, e di una seconda lettura più approfondita, volta a carpire (tranne che nei divertissement, come suddetto) un secondo significato. Si intravedono temi sociali, pregiudizi e scoperte, irrazionalità e ipocrisia, amore e coerenza, coraggio e nostalgia… Insomma, è proprio l’universalità dei sentimenti umani ad offrirsi in prova in questi numerosi e accattivanti racconti, ideali da gustare intervallati o in un’unica corsa.

Anathea