sabato 21 ottobre 2017

#PagineCritiche - Italiano digitale: è davvero anarchia?

Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network
di Vera Gheno
Franco Cesati Editore, 2017

con prefazione di Stefano Bartezzaghi

pp. 140
€ 12 (cartaceo)



In quali e quante varietà di italiano scriviamo quando siamo online? Si tratta davvero di pura anarchia? Vera Gheno, che unisce ai suoi studi di sociolinguistica un'ottima padronanza dei social network, ha scritto da pochissimo Social-linguistica, un libretto piacevolissimo, preciso e divertente come sanno sempre fare i libri della collana "Pillole di linguistica" di Franco Cesati Editore. 
Dopo una sintetica retrospettiva sugli esordi della "socialità" su Internet, sempre filtrati dall'esperienza in prima persona dell'autrice, si giunge al nucleo centrale, dedicato alla "lingua liquida" online, che permette di trovare sul web 
«piena realizzazione del ruolo della lingua contemporaneamente unificatrice e separatrice: unificatrice tra persone che comunicano in maniera simile, e su temi condivisi, separatrice nei confronti di 'diversi', includendo in questa categoria anche gli utenti inesperti» (p. 33).
Dunque, per appartenere a un gruppo, anche su internet occorre padroneggiare una lingua condivisa, che parte dall'italiano neostandard, per poi lasciarsi ibridare continuamente dagli stimoli della rete: si tratta di un italiano forzato ma anche stimolato dal mezzo di comunicazione, un "e-taliano" per citare Giuseppe Antonelli. Vi si introducono vero e propri 
«elementi di stile, come l'uso delle emoticon, degli acronimi, del maiuscolo che mima l'urlo ecc. L'omissione di questi tratti non impedirebbe certo il passaggio delle informazioni "di base": talvolta forse si perderebbero delle informazioni aggiuntive, mentre in altri casi non si tralascerebbero che tratti espressivi» (p. 38).
Questi e altri elementi dell'italiano digitato vengono analizzati con competenza ed esempi brillanti, spesso ironici, da parte di Vera Gheno, come testimoniano già i titoli dei vari paragrafi. E poi ci sono anglismi, dialettismi, neologismi: insomma, la lingua della rete è tutt'altro che scontata! Anzi, si evolve e ingloba tutto ciò che può aiutarla a diventare più espressiva ed efficace e, quando serve, opera una risemantizzazione funzionale di parole che forse altrimenti sarebbero andate perse (chi di noi usava abitualmente "menzionare" prima del suo ripescaggio per i social network?). Non manca l'attenzione alla punteggiatura e persino agli spazi bianchi: scrivere online è meno casuale di quanto potrebbero pensare i detrattori dei social. Eppure gli errori, refusi o meno, impazzano: come porsi? 
Per riflettere su questo, la terza sezione del libro è molto utile: Vera Gheno si sofferma qui su chi frequenta i social, tra vizi e virtù. In questa società ormai sempre connessa, occorre ricordare che «qualsiasi cosa scriviamo, ci mettiamo un pezzo di noi» (p. 107) e sono tanti i consigli e i suggerimenti per frapporre un utile filtro alla sovra-esposizione dell'io, ma anche per aiutarci a mettere un'auto-censura ed evitare così gravi pentimenti quando ormai è troppo tardi. 

Giocoso, stimolante, utile a non farsi ingannare e annegare dal mondo dei social network, Social-linguistica è quasi un "istant-book" per l'estrema attualità dei temi trattati, ma porta con sé il rigore dell'analisi di un libro destinato a restare come ottima descrizione dell'e-taliano del 2017. 

GMGhioni


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