martedì 11 luglio 2017

#CriticaNera - Quanto conosciamo davvero chi abbiamo amato?

Una separazione
di Katie Kitamura
Bollati Boringhieri, 2017

Traduzione di Costanza Prinetti

pp. 187
€ 16,50 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Il passato è sottoposto a ogni tipo di revisione, è un campo poco stabile, e ogni alterazione nel passato ne detta una nel futuro. Perfino un cambiamento nella nostra concezione del passato può portare a un futuro diverso da quello che abbiamo programmato. Il passato non è affidabile, è terreno cedevole. (p. 166)
Come vi comportereste se vostra suocera, ignara della separazione in atto da vostro marito, vi chiamasse e vi chiedesse, con tono imperativo: "Allora, si può sapere dov'è finito mio figlio?". Questa potrebbe essere l'occasione migliore per smarcarsi da un rapporto familiare sempre teso e complesso, accennando alla vostra nuova vita, lontana da suo figlio. Oppure, sorprendentemente, no: la protagonista di La separazione, lucido io-narrante della vicenda, non ce la fa a evitare le richieste inquisitorie della suocera, che non si insospettisce davanti al fatto che Christopher sia partito per la Grecia senza portare la moglie. No, l'importante è che la giovane donna vada a cercarlo in quel paese straniero dove Christopher sta conducendo ricerche antropologiche sul lutto per il suo nuovo libro. 
Senza avere il tempo per pensare al da farsi, la protagonista si trova in volo con una valigia leggera, decisa a chiarire una volta per tutte che è ormai fondamentale rendere pubblica la separazione. Ma ad aspettarla non è la Grecia delle rovine antiche, magnifica e irripetibile; è un paesino arroccato tra le montagne brutalmente riarse e annerite dagli incendi dolosi, per la precisione un resort tanto di lusso quanto sinistro, perché semi-vuoto e isolato. Potrebbe essere un luogo suggestivo per una fuga romantica, non tanto per delle ricerche: la donna si accorge subito che qualcosa stona e i suoi primi sospetti sembrano confermati dal fatto che Christopher ha lasciato la stanza qualche giorno prima, per un viaggio di ricerca, e non è più tornato né ha dato notizie di sé. Il cellulare è spento, la camera d'albergo caotica. Che fare?
La protagonista decide di aspettare il marito e, visto che ormai è lì, cerca di scoprire i dintorni; quasi per caso, si accorge di tensioni e relazioni personali tra gli impiegati dell'albergo e il sesto senso la spinge a pensare che Maria, la bella addetta alla reception, abbia avuto una relazione di qualche tipo con Christopher. Forse è lo strano interesse che la ragazza dimostra per la scomparsa dell'ospite, forse lo sguardo misto a gelosia che la protagonista ha intercettato più volte... Ecco che fantasie e pensieri, sospetti e ipotesi rimandano il timore più grande: quello che, dietro le ore che passano, si celi una tragedia.
Allora, con la scelta di cercare Christopher, si rimettono in gioco molte delle certezze di questa giovane moglie, per anni volutamente cieca davanti alle infedeltà del marito, ma anche attratta dal suo fascino innato. Le ricerche sono un'occasione per scoprire aspetti sospettati ma mai bene accertati della vita di Christopher, ma anche per mettere in gioco sé stessa, insieme alle scelte di vita fatte degli ultimi mesi.
Così il resort diventa una sorta di bolla d'isolamento, in grado di distillare i sentimenti, prima vissuti con grande distacco, poi analizzati nelle loro componenti razionali e irrazionali. Sì, perché la protagonista non si lascia andare all'angoscia o alla paura, ma cerca di filtrare ogni sensazione attraverso il suo forte pragmatismo. Come nelle traduzioni che svolge per lavoro non deve lasciarsi coinvolgere troppo dalla materia trattata, così la sparizione di Christopher viene affrontata un passo alla volta, con freddezza, senza coinvolgimento apparente. Ma l'immaginazione corre: non sono tanto i ricordi del passato ad affiorare, quanto il pensiero parallelo di ciò che Christopher potrebbe aver vissuto nei giorni appena passati o vivere in quel momento.

Il romanzo, apparentemente strutturato come un giallo, è però fortemente incentrato sullo scavo interiore e su grandi atavici temi che non smettono di interessarci: il timore della morte e di un lutto, la parabola di un amore, che porta verso una fine e un nuovo inizio, la gestione delicatissima di equilibri familiari e soprattutto un quesito: quanto davvero conosciamo chi abbiamo accanto? 
E questi argomenti vengono affrontati con una scrittura sorvegliata e letteraria, con uno stile cristallino che non cede al fascino dell'ornamento, proprio come la protagonista non cede alla divagazione fine a sé stessa. 

GMGhioni

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