sabato 21 gennaio 2017

#CritiArte - La Collezione come forma d’arte



La collezione come forma d'arte

a cura di Elio Grazioli
Johan&Levi Editore, 2012


pp. 128
18,00 € (cartaceo)

“La collezione come opera d’arte” è l’argomento a cui si ispira non solo il libro di Elio Grazioli (Johan & Levi Editore), ma anche la Conferenza promossa nell’ambito della mostra  "La finestra sul cortile. Scorci di collezioni private", presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano, in collaborazione con UBS.

La figura del collezionista moderno viene approfondita attraverso un approccio inedito, intimistico e fisolofico, che sposta l'occhio di indagine dalla mera opera d'arte acquistata e collezionata, per ampliare la visuale fino ad abbracciare il concetto estetico di collezione in quanto forma d'arte stessa.

Non più un "semplice" accumulo seriale di oggetti, bensì la condivisione di una ricerca artistica in atto, che si sgancia dalla chiusura del passato, per aprirsi in modo sinergico allo scambio, all'ispirazione ed alla modernità dei linguaggi.


lo stesso collezionista è un artista che accetta di esprimersi tramite immagini dotate di un forte potere simbolico, le quali diventano un’estensione della sua persona.

Elio Grazioli affronta ed approfondisce la tematica del collezionismo nell’ottica della creazione di un’opera d’arte, che differentemente dall’acquisizione in forma museale, attraverso un approccio passionale e trasversale alla materia, si rende fautrice di unicum contemporanei, in cui la pratica artistica si amalgama e fonde all’oggetto stesso.

Ogni collezione è una creazione che palesa la personalità e la visione del collezionista, e in quanto “atto creativo” è essa stessa un’opera d’arte. Questo è tanto più vero quando il collezionista è un artista che lavora sul concetto di “accumulo”.
Scorrendo le 128 pagine, il lettore potrà avere un saggio di affascinanti esempi del collezionare moderno, da Joseph Cornell, cacciatore di bizzarrie con cui compone le sue scatole divinatorie, a Claes Oldenburg, che espone come opera propria una raccolta di oggetti d’affezione; da Marcel Broodthaers, per cui il collezionare è all’origine della scelta di diventare artista, a Hans-Peter Feldmann che, sulla scia di Malraux, da anni ritaglia, classifica e incolla immagini per un insolito museo.
Un libro interessante, un soffio di freschezza e libertà, che avvolge il lettore, conducendolo per mano attraverso le dinamiche che regolano un’arte maggiormente libera da scelte storico-logistiche consolidate. Un approccio nuovo, dinamico, in grado di stimolare curiosità e fantasia per un’arte ricca di simbolismo e personalità, ma anche una rilettura in chiave moderna di oggetti di riferimento nel panorama della cultura mondiale.

Elena Arzani



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