martedì 23 giugno 2015

#CritiComics | "B Comics", un proiettile sparato dritto negli occhi

B COMICS – FUCILATE A STRISCE. CRACK! 
a cura di Maurizio Ceccato 
Ifix, 2014 

160 pp.
€ 22,00 

A discapito di una copertina che sembra suggerire tutt'altro nel suo manifestarsi come un gigantesco pacchetto di Marlboro, "B Comics - Fucilate a strisce. Crack!" è molto più che un contenitore di storie a fumetti. Il volume non è neppure un veicolo che trasporta le storie dei dieci autori e le scarica una volta arrivato a destinazione, sembra più che altro il pedale dell'acceleratore che il curatore Maurizio Ceccato spinge sino in fondo per far viaggiare alla massima velocità questi racconti, dando a ognuno degli autori la possibilità e la libertà di mostrare i propri muscoli. 

La sensazione è proprio che le storie contenute non abbiano trovato limiti durante il percorso di crescita. Non sono state limitate da un tema (il Crack! che dà il titolo alla raccolta è poco più che una suggestione) o da un genere specifico tant'è che ci si imbatte in storie di fantascienza, filastrocche futuriste, fantasy cavallereschi, racconti della realtà e dell'irrealtà.

Se quindi i fumetti della raccolta non sono accomunati da temi, atmosfere o genere, a tenerli legati insieme c'è un obiettivo comune. Bisogna rompere questo cerchio di suoni puri e conquistare la varietà infinita dei suoni-rumori, come recita a tutta pagina la citazione di Luigi Russolo ne "La grande caccia del Signor R.". E con le sue storie "B Comics - Fucilate a strisce. Crack!" rompe il cerchio e conquista questa varietà.

L'ISOLA di Matteo Berton 
Il racconto a fumetti di Berton è la storia di un'isola prossima all'autodistruzione, di un cane e del suo padrone costretto ad alzarsi per andare a cercarlo mentre infuria la tempesta. Berton ci regala una narrazione attenta ai particolari, portata avanti sfruttando il grande formato del volume che l'autore divide a volte in una gabbia fitta dove intravediamo la fatale bellezza dell'isola, a volte aprendosi in panoramiche da cui ne intuiamo la maestosa pericolosità. Giocano un importante ruolo nella narrazione le onomatopee che all'inizio suggeriscono un'atmosfera apparentemente silenziosa, e poi scoppiano nelle ultime pagine in un boato in cui si confondono i tuoni, il fischio dell'uomo e l'abbaiare del cane, per terminare con un finale dove l'uomo e l'isola sembrano avere la stessa feroce rassegnazione all'oblio e l'identica dignità nel mostrarsi distrutti, dispersi nel mare.

L'ADDORMENTATO NELLA VALLE di Martoz 
Martoz rielabora le suggestioni di una poesia di Arthur Rimbaud (che dà il titolo al fumetto), trasformandole in un racconto fantasy che vede il nostro eroe in fuga e braccato da misteriosi inseguitori. Il talento non comune di Martoz non sta tanto nel riuscire a mantenere l'equilibrio tra le parti, ma proprio a miscelare continuamente un certo lirismo della narrazione con uno scalpitante senso dell'avventura. L'autore traduce il tutto in un tratto selvaggio con cui indugia a deformare i personaggi per suggerire i dinamismi dei movimenti e le loro emozioni. Martoz evita l'estetica fantasy comune eliminandone la patinatura dell'immaginario classico del genere gettandolo in un'atmosfera fluo, selvatica e sporca.
"L'addormentato nella valle" di Martoz
DOMENICA di Alessandro Ripane
Alessandro Ripane ci racconta un'assurda apocalisse la cui responsabile è la sordità di un'anziana. La vecchina alza il volume del suo televisore in maniera implacabile, senza rendersi conto che i decibel provenienti dall'apparecchio stanno distruggendo la Terra. Cercano inutilmente di porre rimedio alla follia inconsapevole della donna (una sorta di Cthulhu affetto da sordità), due carabinieri da fiction che con la loro prevedibilità da Primo Canale non fanno altro che constatare l'avvenuto armageddon e la conseguente formazione di una Nuova Atlantide. L'immaginario di Ripane è un mondo di vinyl toys sciolti da una fiamma ossidrica, un gotico squagliato è pieno di mostri in moplen, di quartieri resistenti all'acqua e di personaggi grondanti che sembrano perdere vita man mano che la storia avanza eppure - come la plastica - confermano la loro eternità in barba a qualsiasi proprietà biodegradante. 

CONTRORA di Elena Guidolin 
Con controra si definisce nel Sud Italia quel momento del giornata - situato tra mezzogiorno e il primo pomeriggio - in cui è consigliato evitare di uscire di casa a causa del troppo caldo. La controra è quasi un'entità spirituale , o meglio un “Demone di Mezzogiorno”, come viene definito dall’Antico Testamento. Ed è un racconto di demoni anche quello narrato da Elena Guidolin, che comincia quasi impalpabile e poi acquista non solo corpo ma anche carnalità. La sua "Controra" è forse il fumetto più inquietante della raccolta, che procede come un noir metafisico alla continua ricerca di una fisicità sfuggevole di cui cattura solo fluidi e brandelli. I corpi umani si confondono, si compenetrano con il paesaggio, si uniscono ai contorni degli animali, in un unico piano dove convivono confusamente realtà, ricordo e allucinazione. Elena Guidolin acceca il suo lettore con il contrasto tra un bianco sovraesposto e un nero profondissimo, entrambi privi di qualsiasi purezza, come sporcati dalla polvere. Le pagine di "Controra" non sembrano disegnate, sono figure impresse sui fogli da una vampa improvvisa di calore. 

0,99 AL KG di Manfredi Ciminale 
In una metropoli che potrebbe essere la Los Angeles di "Blade Runner", la Tangeri di William Burroughs o la Milano di Expo 2015, un cinese acquista al mercato una melanzana, che nottetempo si schiude e libera una mantide religiosa. L'allucinata fantascienza di Manfredi Ciminale è un Pasto Nudo con melanzana che traduce in immagini la narrazione fluida e ipnotica di Burroughs che rivela una città psichedelica e la fascinazione dell'autore nell'esplorarla insieme al suo personaggio, mostrandone l'anima tramite scorci fluorescenti, complotti di insetti e una popolazione di subumani che definiremmo tali se solo non vi ritrovassimo tutte le nostre deformità.
"0,99" di Manfredi Cminale
APPUNTAMENTO SUL MONTE GERVASO di Emanuele Messina 
Questo fulmineo e fulminante fumetto di Emanuele Messina è il punto di partenza perfetto per un revenge movie in salsa rurale. C'è un uomo in un bosco, ha un vestito di piume e indossa una maschera con le corna. Una telefonata disturba la sua tranquillità: qui Messina si fa beffe dell'orrore e racconta dall'altro capo del telefono la burocratica quotidianità degli Esperti in Genocidi, li fa apparire ridicoli ma comunque spietati e meritevoli di una punizione che non tarderà ad arrivare. Purtroppo la storia finisce qui, come fosse un frammento o un punto di partenza perfetto per qualcosa che avviene fuori campo. 

BRUCIACASA di Alberto Valgimigli 
Le macchie di colore rosso sono il filo che collega le pagine del lavoro di Valgimigli. Un rosso che è inizialmente sole cocente, che poi colora il grembiule materno, che diventa un bruciante sogno irrealizzabile e fiamma di accendino, che è violenza e pozza di sangue e fuoco e poi fiamme che invadono la pagina. "Bruciacasa" racconta di un'adolescenza in fiamme, che brucia e si consuma trovando un futuro nelle ceneri del maturità. 

LA GRANDE CACCIA DEL SIGNOR LUIGI R. di Alberto Fiocco 
Nel suo manifesto futurista "L'arte dei rumori", Luigi Russolo teorizzava una musica costituita da rumori e non più da un suono puro perché nella sua esiguità e nella sua monotonia, non sollevava più emozioni. In questo racconto in rima firmato dall'illustratore Alberto Fiocco, Luigi Russolo - anzi, Luigi R. - si trasforma in un novello Signor Bonaventura che con piglio futurista decide di catturare tutti i rumori per creare nuovi strumenti. Ma invece che ricevere il classico milione del vecchio conio, Luigi R. scoprirà la vera natura dei rumori.
"Domenica" di Alessandro Ripane
MALLOY di Marco Taddei e Simone Angelini 
L'eroe del futuro burocratizzato immaginato dagli impietosi Taddei & Angelini (di cui abbiamo già recensito "Altre storie brevi e senza pietà"), è un gabelliere spaziale armato di spada e astronave che nel corso della storia si trasforma in un tanto improbabile quanto pragmatico creatore dell'Uomo Moderno. Non vanno tanto per il sottile i due autori, e in questa storia fantascientifica piena di inseguimenti e colli spezzati dall'amore, il nostro eroe ha il compito ingrato di incassare da popolazioni ostili i doverosi tributi statali. Malloy risolve il suo problema creando da carne molle e stupido osso una nuova razza di supercontribuenti. 

UNA GARA di Fabio Tonetto 
La storia di Fabio Tonetto racconta la sfida tra un cane e un papero antropomorfo per scalare un muro ripidissimo. In questo beffardo Duck Tales, l'autore cala l'immaginario disneyano in un'atmosfera cupa ma non meno cartoonesca, dove regna inaspettato un lieto fine in cui entrambi i personaggi risultano, nel bene o nel male vincitori della gara. 

"B Comics - Fucilate a strisce. Crack!" è un caleidoscopio montato al termine della canna di un fucile, e noi lettori rimaniamo affascinati dai colori e dalle forme mentre Maurizio Ceccato e la sua squadra sono pronti a tirare il grilletto per farci saltare bulbo oculare e cervella.

"B Comics - Fucilate a strisce. Crack!" spara in alto ma centra il bersaglio, dimostrandosi all'altezza dei suoi obiettivi e dei suoi intenti.

Matteo Contin


"L'isola" di Matteo Berton

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