giovedì 5 febbraio 2015

CriticARTE, forma e desiderio nei calendari Pirelli


Forma e Desiderio. The Cal - Collezione Pirelli
Piazza Duomo, 12 - Milano
dal 21 novembre 2014 al 22 febbraio 2015

Catalogo GAmm Giunti



Palazzo Reale a Milano ospita per 3 mesi l’iconografia più moderna della sensualità del tempo, attraverso una mostra fotografica di 200 scatti provenienti dalla Collezione Calendari Pirelli, selezionati da Walter Guadagnino ed Amedeo M. Turello, con il patrocinio di Expo e l’organizzazione/produzione a cura di Palazzo Reale e GAmm Giunti. Un percorso di 5 sale, seguendo il filo rosso di un “desiderio che prende forma”, accoglie lo spettatore, mettendo in scena attraverso gli scatti dei più famosi fotografi contemporanei: da Herbs Ritts a Richard Avedon, da Peter Lindbergh a Bruce Weber, da Peter Beard a Steve McCurry, da Patrick Demarchelier a Steven Meisel 5 decadi di assoluta bellezza estetica.

Il corpo femminile diventa specchio della società, come un silenzioso attore che danza sul teatro del tempo, tra scenari esotici, voyeurismi ed astrazioni oniriche, porta in scena una maturità sessuale analizzata, conquistata ed iconizzata dall’occhio di vetro. Presentato per la prima volta nel 1964, il Calendario Pirelli giunge alla sua quarantaduesima edizione con l’anno 2015, realizzato da Steven Meisel. Fino a ora, la più importante mostra retrospettiva, allestita dall’architetto Gae Aulenti, si era tenuta nel 1997 a Milano (Palazzo Reale - Sala delle Cariatidi), a Venezia (Palazzo Grassi), per poi partire per un tour mondiale che ha toccato alcune della principali capitali mondiali come Parigi, Berlino, Mosca, Buenos Aires e Tokyo.



Cinque gli itinerari tematici: L’incanto del Mondo, Il fotografo e la sua musa, Lo sguardo indiscretoLa natura dell’artificioIl Corpo in scena seducono lo sguardo ponendo l’accento su tematiche via via più complesse. Nella prima sezione l’esotismo del mondo, l’astrazione dalla quotidianità, abbassa le luci sulle logiche razionali della mente, per accenderle sul desiderio, accompagnandoci in un mondo onirico, in cui lentamente si smussano gli angoli affilati dei concretismi ed il corpo nudo esprime gioia, allegria e spensierata giovinezza.

Bellezze statuarie tipiche dei film di James Bond, ritratte da John Claridge, ed interni sognanti del ciclo “Reverie” di Sarah Moon affiancano omaggi artistici a grandi poeti pittorici del passato quali Delacroix, Rembrandt per giungere a Maestri della fotografia del passato, omaggiati negli scatti di Annie Leibovitz, che trasforma le pagine del Calendario in una performance di sublime gusto accademico, che giunge al culmine della perfezione e citazione epica nelle immagini delle muse greche di Karl Lagerfeld e Joyce Tennyson.

Nella sezione centrale, lo sguardo dell’obiettivo si insinua tra i capricci, le curiosità ed i voyeurismi, tra i sali d’argento di Helmut Newton, provocatorio ma sempre piuttosto solare nel suo approccio vagamente umoristico a quel corpo carnale, che diventa metafora di un erotismo espresso analogamente da Demarchellier, Testino e Weber in forme rappresentative di squisita essenzialità. Quest’ultimo elemento si esalta e raggiunge il climax nella quarta sala in cui Nick Knight mette in scena una delle edizioni più anomale del calendario, giungendo ad una pura astrazione del corpo, attraverso una sperimentazione linguistica e compositiva.

L’appassionante viaggio si conclude tra le immagini di Bert Stern e Peter Lindbergh, che come un ideale palcoscenico dell’immaginario, uniscono nuovamente soggetto ed ambiente, fino a ritrarre la “mise en scène” della modella che interpreta sé stessa in posa per il Calendario. La forza comunicativa di queste immagini, si ricollega ad i primi scatti del 1972 con una sottile simmetria estetica, in cui la bellezza, protagonista indiscussa, ha regalato emozioni e stupore.


Elena Arzani


fonte delle immagini: Calendario Pirelli Archive ©.

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