martedì 30 luglio 2013

#CriticCOMICS - Diabolik, chi sei?






Diabolik chi sei? Questo è il titolo dell’episodio comparso nel 1968 anno in cui i lettori, avidi, chiedevano più notizie sulle origini del re dei criminali. Proviamo a rispondere a questa domanda e a vedere cosa c’è dietro le maschere.

Chiedendolo a lui si otterrebbe la risposta “Io non so chi sono”. In effetti non si sa chi lui sia, né che nome abbia. Al contrario degli eroi classici, “Diabolik” non è una copertura, un titolo, dietro cui un normale cittadino cela la sua vera identità. Diabolik è sempre Diabolik anche al riparo dei suoi rifugi e tra le braccia di Eva: la sua stessa compagna, quando parla con lui, lo chiama con vezzeggiativi e, quando lo pensa, gli riferisce come “lui”.
Trovato, ancora infante, su una barca alla deriva dopo un naufragio, viene salvato da un gruppo di criminali che vivono su un’isola dove comanda il grande malavitoso internazionale King. Lì, il giovane cresce e affina le sue prime tecniche criminose fino a che, all’età di 22 anni, uccide King e scappa dall’isola indossando la sua prima maschera, quella con le fattezze del suo capo. È proprio lui a battezzarlo “Diabolik” con gli ultimi rantoli di vita in ricordo della pantera nera che un tempo seminava morte e terrore nell’isola. Un estremo atto di onore da parte di un grande criminale.
Dopo periodi in Oriente, dove apprende le arti marziali e le micidiali tecniche di lancio dei coltelli, sbarca nella città di Clerville dove si ambienteranno tutte le sue avventure.
Fine della biografia. Possiamo racimolare qualche altra, sporadica informazione dalle sue avventure. È nato il 29 febbraio (una rivelazione delle sorelle Giussani). Sappiamo che gioca a scacchi, che non c’è mezzo a motore o meno che non sappia pilotare e che non disdegna qualche serata all’opera o a teatro, forse per compiacere Eva. E, se fosse una persona normale, potremmo definirlo workahaolic perché non riesce a concedersi più di dieci giorni di vacanza, sempre con grande disperazione di Eva che a volte vorrebbe periodi di lungo relax.
Come compagno, è molto fedele. Nonostante le numerose, splendide donne che incontra nei suoi colpi, non tradisce mai Eva.
Predilige i coltelli e i veleni e non lo si vede praticamente mai imbracciare un’arma da fuoco. Parla 10 lingue, imparate sull’isola di King, ed è un eccellente chimico (dote molto utile in campo ludico che gli permette di creare ottimi cocktail di sua invenzione).
Gli ultimi dettagli non sono speculazioni o la descrizione di un potenziale uomo ideale: sono briciole che si raccolgono dai vari volumi e che contribuiscono a creare un mosaico pieno di buchi che accresce il fascino del re del terrore. Se tutto ci fosse rivelato, sicuramente perderebbe in autorevolezza e charme.

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna: in questo caso c’è anche una splendida storia d’amore e di perfetta complicità.
Va però chiarito che Eva Kant non è la prima compagna di Diabolik. Prima di lei c’è stata Elizabeth Gray, una bellissima infermiera dagli occhi viola, molto dolce ed ingenua convinta di stare con un uomo d’affari di nome Walter Dorian. Lady Kant compare in scena nel terzo episodio a fumetti L’arresto di Diabolik e, perdutamente innamorata del grande criminale, lo aiuta a salvarsi dalla ghigliottina.
Su Eva Kant (e si pronuncia come il nome del filosofo e non “Kent”) sappiamo un po’ di più. Figlia illegittima del nobile Kant, ma ripudiata e abbandonata in orfanatrofio, diventa spia industriale di alto livello. In Sud Africa, dove si spaccia per ballerina e cantante per coprire la sua attività, conosce un altro membro della sua famiglia di origine e riesce a sposarlo per ottenere il nome che lo spetta di diritto. Fatto questo, lo spinge nella gabbia di una pantera e ne contempla la fine con il freddo senso della vendetta.
Anche per lei possiamo carpire stralci di informazioni dai vari episodi. Conosce il codice Morse ed è un’ottima musicista. Pesa meno di 52 kg. È follemente gelosa e a nulla valgono le molte prove d’amore di Diabolik per rassicurarla.
Il suo personaggio è estremamente sfaccettato: le sue prime apparizioni la vedono come una compagna molto sottomessa a Diabolik. Con il passare del tempo, e con le sempre maggiori conquiste dei diritti femminili, anche Eva si evolve e diventa una complice allo stesso livello di Diabolik. Anzi, ne smussa gli angoli più vivi, lo rende più umano e sempre più affascinante agli occhi dei lettori.



Se dietro ad ogni uomo c’è una grande donna, di fronte a lui c’è sempre un degno avversario. Nel caso di Diabolik parliamo dell’ispettore Ginko, integerrimo ed intelligente ispettore della polizia di Clearville. Di lui sappiamo veramente poco: il nome dietro cui si cela non è il suo, ma il frutto di un cambio di identità per non essere più collegato al padre, giudice corrotto e infamato. Fuma la pipa, come celebri investigatori prima di lui, e indossa spesso una cravatta a righe, come il marito di Angela Giussani. È fidanzato con la bella duchessa Altea di Vallemberg e, in fondo, nutre anche una certa stima per Diabolik che, dal canto suo, lo teme e lo apprezza come unico avversario degno della sua levatura intellettuale. Nonostante sia il “buono” della situazione, non si riesce a fare il tifo per lui. Sarebbe un po’ come augurarsi che Gatto Silvestro si mangiasse Titti. Non sorge nemmeno la curiosità sul suo passato: senza Diabolik lui non avrebbe ragione di esistere, sembra quasi l’ombra generata dal passaggio del Re del Terrore.

Concluderei con una panoramica sull’ambiente in cui i nostri protagonisti vivono e lavorano: Clearville.
Clerville è un luogo immaginario, certamente situato in Europa e con tratti molto francesi. Tutti i suoi abitanti hanno nomi italiani, ma cognomi stranieri, anche per evitare casi di accidentale omonimia. Le vie portano tutti nomi di alberi o piante. Non si vedono particolari monumenti o note di carattere culturale o artistico. Ma, a quanto pare, è abitata da parecchi ricchi e potenti personaggi onesti o meno, sempre nel mirino di Diabolik. Mi sono spesso domandata perché qualcuno di loro non vada a vivere in un paradiso fiscale al di là dell’oceano.
In anni recenti, per i più geografi, Astorina ha pubblicato la Guida turistica di Clearville, la guida Routard per scoprire dove sono ambientate tutti gli episodi della saga.

Sono più di 50 anni che le avventure di Diabolik si pubblicano e si ripubblicano, escono inediti e nuovi lettori vengono conquistati. Sono stati realizzati programmi radiofonici, clip musicali, pubblicità progresso con il suo volto e finanche romanzi. Sono solo piccoli tasselli che servono ad ampliare e completare un’idea, nata nel 1962 su un accaldato vagone della metropolitana di Milano, da una donna di eccezionale tempra che ha portato il fumetto italiano a livelli fino a lì insperati.
Ad altri 50 anni!

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