giovedì 14 giugno 2012

Marie Phillips, "Per l'amor di un dio"


Per l’amor di un dio
Titolo originale: Gods behaving badly
di Marie Phillips
Guanda

I tempi d’oro per gli dei olimpici sono finiti. Da secoli, ormai, i mortali hanno dimenticato persino i loro nomi. Così si sono trasferiti tutti in una fatiscente zona di Londra: Afrodite lavora per un call centre erotico, Dioniso è proprietario di un Club, Apollo si spaccia per veggente in televisione e Artemide si è ridotta a fare la dog sitter. Zeus ed Era sono due vecchi rimbambiti che vivono in soffitta.
Capita, per caso, nella loro vita, Alice, giovane e dolce donna delle pulizie, “fidanzata” con Neil, ingegnere timido e pasticcione.
L’infatuazione del playboy Apollo per la giovane Alice causerà una serie di eventi catastrofici: mentre il mondo sta per finire, Neil ed Alice vivono una moderna versione del mito “Orfeo ed Euridice”.
Divertente, spigliato, fresco.

Mi sono sempre chiesta dove finissero le divinità, una volta che la moda del loro culto è passata: cosa fanno, come impiegano le loro giornate, hanno rimpianti o nostalgia… be' per me sono una serie di quesiti molto interessanti. Leggere di questi Dei costretti a vivere in un appartamento che cade a pezzi e a fare lavori poco meno che umilianti mi ha davvero spiazzato e divertito. Ancora meglio poter vedere queste vecchie glorie olimpiche in chiave moderna. Spero che esca presto un romanzo su questo stampo sui vecchi dei norreni, a questo punto.
Già umanissimi nel mito classico, con tutti i difetti e le fisime dei comuni mortali, qui gli Dei sono ad un livello ancora più “terra-terra” in una spersonalizzazione del senso del divino che solo una studiosa di antropologia poteva regalare.
Mi rendo conto che i due mortali, veri protagonisti del romanzo, rimangono un po’ in ombra: è quello che capita nel confrontarsi con una divinità.
Motivo per leggerlo: per come gli dei sono moderni, disperati e volgari
Motivo per non leggerlo: Se non si vuole perdere il senso classico ed aulico del mito.

Giulia Pretta

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