giovedì 17 maggio 2012

Editori in ascolto: Intervista a Martino Mardersteig della Stamperia Valdonega



Volumi in pergamena, xilografie, tirature personalizzate, siamo abituati a pensare a certe qualità come parte del passato, una parte della storia dei libri che non ci appartiene più. Mostre recenti, come ad esempio Lux in Arcana ai Musei Capitolini di Roma, espongono antichi codici e le descrizioni dei materiali utilizzati ci portano indietro nel tempo, ma la buona notizia è che sono ancora attuali, da qualche parte. Alla Stamperia Valdònega si persegue ancora l’obiettivo di regalare al lettore un libro che sia curato nei minimi particolari, dalla prima all’ultima fase di realizzazione, dove la cura e la scelta dei materiali ha un’importanza fondamentale, tanto da fare di queste edizioni qualcosa di molto distante da quelle a cui ci hanno abituati le librerie.
Per questo è davvero un piacere poterne parlare con Martino Mardersteig, figlio di Hans (Giovanni) Mardersteig, il fondatore dell’Officina Bodoni (libri stampati a mano), nel 1922, che pochi anni dopo fu trasferita a Verona nel quartiere Valdònega, dove nel 1948 Mardersteig fondò anche l’azienda grafica che prese il nome Stamperia Valdònega. Dal 2007 l’azienda fa parte del Gruppo SiZ di Verona.

Ci racconta qualcosa di suo padre? 
Un tedesco da sempre innamorato dell’Italia e della sua cultura. Al tempo del liceo aiutava un libraio della sua città (Weimar) a ordinare i suoi libri, quindi la passione deve essere nata già allora. Poi, assieme ad un amico e ad un giovane editore, Kurt Wolff,  pubblicò una rivista d’arte e di ricerca storica (Genius) che fu molto apprezzata, ma dovette essere sospesa a causa di una sua grave malattia. Ripresosi, pensò di aprire una piccola attività per la stampa a mano di libri, l’Officina Bodoni che si caratterizzava appunto per l’uso dei caratteri originali di GB Bodoni. L’obiettivo era di pubblicare opere importanti di cultura europea in veste molto sobria, ma altrettanto curata con stampa sia su carta che su pergamena.

 Suo padre le ha trasmesso la passione per questo lavoro?
Da piccolo, vedendo mio padre sempre immerso nel lavoro tra i libri, avevo giurato che non mi sarei mai occupato di libri, ma raggiunta la maturità fui anch’io preso dal ‘virus della stampa’ che quando colpisce non molla più. E’ un mestiere incredibilmente affascinante, soprattutto per chi si dedica alla produzione di qualità e alla continua ricerca della perfezione sia dei contenuti che della veste.

Qual è il vostro cliente tipo?
I clienti della Stamperia Valdònega sono editori di libri d’arte, musei, biblioteche e privati che richiedono appunto un prodotto di qualità superiore, sia dal punto di vista estetico che dell’insieme della grafica e dei materiali pregiati.

Che tipo di preparazione deve avere un vostro dipendente? A tutti i livelli, intendo, dalla scelta dei testi da realizzare a chi poi se ne occupa concretamente.
Il nostri dipendenti provengono da scuole grafiche e devono fare un lungo periodo di tirocinio nell’azienda. L’esperienza è la base del lavoro, il mestiere si acquisisce poi soprattutto se è accompagnato dalla passione. Eseguire un lavoro con passione dà anche soddisfazione.
Senza dubbio. Qual è stata l’opera più venduta nella vostra Stamperia? E quale quella più bella da un punto di vista della confezione?
Ogni libro che abbiamo stampato è come una creatura che abbiamo plasmato. Mio padre fino al 1977, poi io in seguito, abbiamo fatto di tutto per poter essere orgogliosi di ognuna di queste creature, quindi è difficile ora selezionarne una, ma mi limito a tre generi molto diversi l’uno dall’altro: la Collana dei Classici della Letteratura Italiana (Ricciardi), La Avventure di Pinocchio (Art’è) e il Catalogo per la mostra di Pollock (Museum of Modern Art).  

Come si è evoluta l’attività della Stamperia sino ad oggi? A giudicare dai cenni storici sulle pagine del vostro sito avete sempre cercato di stare al passo con la tecnologia, di sfruttarla per rendere la vostra attività di un livello migliore.
All’inizio si lavorava solo con i caratteri in piombo e la stampa tipografica, poi abbiamo introdotto la stampa litografica (offset) per poter riprodurre al meglio le immagini, e a partire dal 1992 ci siamo attrezzati con la composizione digitale, disegnando i nostri caratteri (VAL) che si distinguono per la loro qualità e leggibilità. Ogni azienda deve sempre essere molto attenta agli sviluppi tecnologici e stare al passo. Oggi il nostro problema sta nel reperire le materie prime e chi le lavora con professionalità.   

Immagino che sia proprio così, data l’affermazione del digitale, tra libri e giornali. La domanda che forse vi viene posta più spesso: che idea vi siete fatta dell’e-book?
Qui la tecnologia si stacca molto dalla tradizione, ma alcuni principi sono ancora validi: la qualità nella scelta della chiarezza dei caratteri, leggibilità, struttura grafica. Per certi testi brevi o manuali o informazioni l’e-book sarà senz’altro il futuro, ma la lettura di una bella pagina stampata su carta rimane insuperabile.

Credo che nessuno possa obbiettare. Qual è stato negli anni il rapporto tra la Stamperia e le mostre? A cominciare da quella newyorkese del Metropolitan Museum, intitolata The Mardersteig's Work in the Stamperia Valdonega.
Abbiamo clienti in tutto il mondo ed essendo i nostri libri anche belli da vedere, ci sono state dedicate molte mostre. La più completa nel 2008 a Lipsia in occasione del 60mo della Stamperia Valdònega (Giovanni und Martino Mardersteig), nel più importante Museo della Stampa del mondo. In questi giorni si chiude una mostra a Sidney in Australia.

Fa davvero piacere che in tutto il mondo venga apprezzato e valorizzato il vostro lavoro anche attraverso le mostre, lo merita davvero.
Ci racconta com’è stato curare la realizzazione della Divina Commedia di Dante con le raffigurazioni di Salvador Dalì?
La Divina Commedia è stato uno dei libri più noti della nostra produzione, le 100 tavole di Dalì, stampate a 12-14 colori, sono state inserite tra i versi di Dante. I contatti e l’attenzione dell’artista sono stati frequenti e importanti per il risultato che si voleva raccogliere. L’Opera ha avuto un successo editoriale strepitoso ed è stata esaurita in pochi mesi. Essendo gli esemplari numerati, non è stato possibile ristamparla.  

In un’immaginaria biblioteca ideale, se potesse scegliere tra le edizioni più curate e i suoi libri preferiti, quali metterebbe?
Una biblioteca ideale dovrebbe anzitutto contenere esempi della storia del libro stampato dagli incunaboli agli e-book, poi contenere una significativa raccolta degli scrittori, degli artisti e dei fotografi più importanti a livello internazionale. Credo potrebbe esserci un buon numero delle opere da noi stampate. Per chi fosse interessato posso segnalare che la raccolta completa (1948-2007) della produzione della Stamperia Valdònega, si trova a Milano all’Archivio Apice.

Intervista a cura di Lorena Bruno
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Chiunque voglia contattare Martino Mardersteig, può farlo scrivendo all'indirizzo  books@mardersteig.it



3 commenti:

Piero Fadda

Molto affascinante, libri di una bellezza unica nel vero senso della parola... ma Kurt Wolff è "quel" Kurt Wolff editore di Kafka?

Lorena Bruno

credo proprio di sì :)

Piero Fadda

Poffarbacco!