di Petros Markaris
La Nave di Teseo editore, aprile 2026
€ 19,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
Kostas Charitos è diventato direttore della polizia dell'Attica. Le sue capacità investigative sono state premiate con un ruolo importante, ma lui è un uomo d'azione e vuole continuare a seguire ogni dettaglio delle indagini svolte dai suoi uomini. Adesso però deve affrontare un'indagine complessa. Atene è lacerata da un conflitto di classe fra i più attuali e devastanti: il problema degli affitti sempre più cari e la mancanza di alloggi popolari. Molte persone, infatti, si trovano senza dimora, perché non arrivano a fine mese; sono lavoratori greci ma non riescono a coprire le spese di un appartamento e quindi si riuniscono in gruppi, e con tende e altri mezzi di fortuna, occupano giardini e parcheggi. Un gruppo decide di occupare il parco di un complesso abitativo, sono abusivi ma sono tanti e non possono essere semplicemente sgomberati dalle forze di polizia. Inoltre Kostas, da sempre attento ai diritti delle persone e al buon senso, non vuole che gli scontri portino a conseguenze irreparabili. Subito avvertito degli accadimenti da un suo dirigente, Charitos si attiva per impedire il peggio. Anche perché i giornali, da qualche giorno, stanno affrontando il suicidio di una coppia di giovani causato dalla mancanza di una casa.
Non appena mi siedo alla scrivania, infatti una telefonata mi richiama alla realtà. [...] Ahimé, ecco le conseguenze del suicidio della coppia, penso tra me e me. "Devo informare il comandante," spiego al responsabile. "Inoltre, devo innanzitutto andare al parco per farmi un'idea della situazione. Dopodiché potrò dirle come procedere." (p. 29)
Nel frattempo sua moglie Adriana frequenta la casa di accoglienza diretta dal loro amico Zisis, un uomo con un passato politico di lotte per l'uguaglianza e che ora, anziano e malato, aiuta coloro che non riescono a pagare una casa. Kostas ama la sua vita famigliare, ama mangiare buon cibo greco e ama i suoi amici e nulla deve farli soffrire. Ma mentre le indagini per la morte del dirigente continuano sotto la sua supervisione avviene un altro fatto tragico. Kostas, infatti, riesce a coordinare bene gli agenti antisommossa e a convincere i senzatetto a trasferirsi in un comprensorio di case popolari. Tutto sembra andare per il meglio, quando però una bomba scoppia nelle case popolari uccidendo una donna. La situazione, anche politicamente, precipita. E come se non bastasse anche gli anarchici creano dei problemi fra le case popolari, mettendo in difficoltà le indagini, creando problemi ai senza tetto e agli abitanti del quartiere dove sono ubicate le case popolari.
Nel frattempo, gli anarchici cominciano a scagliare tutto quel che trovano contro i poliziotti, che rispondono all'attacco per costringerli a ritirarsi. Di fronte al pericolo, gli abitanti del quartiere si disperdono. Non ha senso che io rimanga ad osservare la scena, tocca ad Alamanos occuparsene. Io mi devo dedicare al mio caso da risolvere. Salgo sulla volante e torno in centrale. (p. 114)
Le indagini proseguono costringendo Kostas a combattere su vari fronti fino a quando una notizia inaspettata coinvolge anche il suo caro amico Zisis.
Quello che mi piace di Kostas Charitos sono i suoi riti quotidiani, la colazione, l'incontro con i suoi dirigenti e ispettori, la cena con la moglie o gli amici. La sua è una vita semplice, che però viene sempre tenuta sotto pressione. La responsabilità delle indagini che ricadono per sua stessa volontà sotto la sua autorità diventano una sorta di sfida che lui affronta con calma. La sua razionalità e il suo modo di vedere la vita, i compromessi, le ingiustizie e di cercare di risolverli partendo da valori inossidabili lo rendono un poliziotto saggio e rassicurante.
Penso che sia anche questa una delle chiavi di successo del personaggio di Markaris. Il fatto che tutta la sua vita professionale e la sua intimità familiare non vengano mai scalfite da fatti accidentali, non siano mai messe in discussione da una debolezza e che l'amicizia come l'affetto per i familiari non siano mai secondari al suo lavoro.
In questo romanzo, che affronta un tema sempre più complesso (di cui ha parlato anche l'autore durante l'incontro a Milano - qui la cronaca di Emiliano Zappalà), quello delle classi medie spazzate via dal caro vita, Markaris ci trasporta in una Atene piena di contraddizioni, dove le sicurezze sociali sono venute meno e il crimine è una conseguenza della diseguaglianza. Il suo personaggio, che è diventato anche nonno, lo sa e non può evitare di preoccuparsi del futuro della sua famiglia e della società greca. Ma nel suo consapevole declino e nella certezza che determinate circostanze non possono essere cambiate, Kostas rimane un punto di riferimento per tutti.
Tuttavia, solo in apparenza, secondo me, le sue indagini seguono le regole imposte dal comandante della polizia e dalla politica. Kostas, da dentro il sistema, accetta determinate regole ma altre le usa per proteggere i più deboli; intuisce chi potrebbe essere più colpito da un certo fatto e da una certa azione e, aiutato anche dalla saggezza di sua moglie Adriana, prende una serie di decisioni che alla fine si rivelano corrette e determinanti per il benessere dei suoi cari. Un altro elemento interessante è il suo appetito. Kostas ama mangiare, soprattutto piatti della tradizione greca e il cibo è un modo per stare insieme ai suoi familiari, ai suoi amici. Ma è anche un modo per pensare, per sospendere la quotidianità e concentrarsi sui problemi da un altro punto di vista.
Nel romanzo di Markaris percepiamo una tensione per le disuguaglianze sociali che sembra solo una pericolosa premessa a un futuro fosco. La ricchezza sempre più in mano a pochi e la povertà generalizzata, che tocca classi sociali che fino a qualche anno fa si pensava fossero al sicuro, genera incertezza e odio sociale.
La solidarietà fra coloro che vengono sospinti ai margini è un altro tema toccato dal romanzo, un tema delicato che potrebbe essere interpretato come una sorta di conflitto di classe; in verità si tratta invece di un modo per rendere i suoi personaggi ancora più consapevoli del pericolo di passare dalla protesta alla violenza. Markaris, con uno stile semplice e un ritmo serrato, ci racconta una società, quella greca, non così distante da quella italiana, in cui il disagio sociale si sta allargando sempre di più e dove la politica osserva, si preoccupa ma non agisce. Un altro romanzo dove l'autore greco riesce a fondere l'attualità con un poliziesco di buon livello.
Fulvio Caporale

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