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Una storia intensa in una città in trasformazione “Tornare al Cairo” di Denise Pardo

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Tornare al Cairo 
di Denise Pardo
Neri Pozza, novembre 2025

pp. 352
€ 20,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Con Tornare al Cairo, Denise Pardo costruisce un romanzo che intreccia storia politica e storia sentimentale senza subordinare l’una all’altra, ma lasciandole agire come forze ugualmente determinanti. L’amore non è mai un rifugio dalla storia, bensì uno dei luoghi in cui essa esercita la propria pressione fino a incidere sulle scelte più intime. Ambientato tra gli anni Quaranta e l’ascesa del nazionalismo egiziano, il romanzo prende avvio con la figura di Kate Lambert, giovane inglese che arriva al Cairo da una Londra oscurata dalla guerra. Il contrasto è immediato e radicale: la capitale egiziana appare come uno spazio luminoso, attraversato da lingue, odori, religioni e consuetudini tradizionali, dove la pluralità non è ancora percepita come una minaccia ma come una forma naturale dell’esistenza. Accanto alla vitalità cosmopolita della città emergono tuttavia fin da subito le fratture sociali, la povertà diffusa, la corruzione della monarchia e il malcontento che prepara il terreno alla rivoluzione.

La capitale è a tutti gli effetti uno dei protagonisti del romanzo. I luoghi, gli hotel frequentati dagli stranieri, i caffè, i viali sul Nilo e i quartieri meno visibili non funzionano come semplice sfondo, ma come veri e propri simboli che segnano appartenenze e confini, inclusioni ed esclusioni. Non è un caso che Il Cairo venga descritto come un crocevia irresistibile e meta di figure provenienti da ogni parte del mondo:

Suo cugino gli fece notare come Il Cairo fosse una città straordinaria. Tutti quelli che contavano nel mondo, milionari e arsiti di Hollywood, filantropi e studiosi, intellettuali, principi dell’Occidente e della dinastia saudita, persino l’imam degli ismailiti – chiamato da tutti Aga Khan – volevano andare prima o poi a passarvi un po' di tempo. (p. 13)    

All’interno di questo scenario prende forma la relazione tra Kate e Hafez, egiziano colto e carismatico, vicino ai circoli che preparano il rovesciamento di re Farouk. Il loro legame non è soltanto un rapporto sentimentale tra due individui, ma anche tra due concezioni diverse del mondo. Kate incarna un’idea di libertà personale, di apertura all’altro e di attraversamento dei confini sia fisici che culturali; Hafez, al contrario, è progressivamente chiamato a scegliere tra l’amore e l’adesione a un progetto politico che richiede fedeltà, disciplina e sacrificio. 

La loro relazione d’amore diventa il luogo in cui si misurano e si concentrano visioni e destini. Hafez vive la relazione con Kate come un’esperienza totalizzante e destabilizzante, ma al tempo stesso come una minaccia alla propria adesione alla causa nazionale, anche se poi chi pagare un prezzo crescente con l’irrigidirsi del clima politico è la protagonista:  

Era più tenero del solito con lei, le teneva la mano in pubblico, baciandola più di una volta. Mentre uscivano dal cancello dell’ufficio, un uomo in uniforme militare che stava camminando si era fermato di botto, guardando verso loro. […] Hafez le aveva abbandonato di colpo la mano e si era lanciato verso di lui sorridendo. […] Era scomparso di nuovo per giorni. (pp. 95-96)      

Dal punto di vista stilistico, la scrittura di Pardo è controllata, limpida e puntuale. L’attenzione al dettaglio sensoriale tra luce, profumi, cibi e i rumori non scivola mai nell’orientalismo decorativo, ma serve a radicare emotivamente il lettore in una realtà che rischia di scomparire. La prosa mantiene un equilibrio efficace tra andamento narrativo e densità riflessiva, lasciando che siano le situazioni, più che i commenti espliciti a rendere percepibile il peso delle trasformazioni storiche. Tornare al Cairo è dunque un romanzo che utilizza il passato come spazio di interrogazione critica, mostrando come ogni cambiamento incida profondamente sulle vite individuali. Denise Pardo pagina dopo pagina restituisce la complessità di un passaggio epocale e invita il lettore a riflettere sul prezzo di ogni rivoluzione.

Silvia Papa