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«La gioia, si sa, bisogna corteggiarla con molta prudenza»: tre storie intrecciate tra loro per tornare a parlare di Shoah con Lia Levi, in "Ognuno accanto alla sua notte"

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Ognuno accanto alla sua notte
di Lia Levi
Edizioni E/O, 2021

pp. 264
€ 18 (cartaceo)
€ 11,99 (ebook)


Cosa succede se tre semi-sconosciuti, ormai in pensione, decidono di prepararsi per l'esame finale di un corso d'inglese insieme, in una villa fuori città? Cosa succede se, accanto al fuoco, scoprono di avere storie da raccontare? Si apre così Ognuno accanto alla sua notte, il romanzo di Lia Levi edito dalle edizioni e/o nel 2021. Doriana e Gisella si conoscono dai tempi della scuola, ma poi sono rimaste separate per trent'anni, senza più sentirsi; è stato un incontro fortuito su un autobus a riavvicinarle, per caso, e nel corso di questa loro ritrovata amicizia hanno deciso di cimentarsi in un corso di inglese. Lì hanno incontrato Saul, che si è unito a loro e si è proposto di seguirle nella villa di Colle dei Pini, per ripassare l'inglese prima dell'esame. Tuttavia, la loro Pasqua del 2019 è segnata da ben altre confidenze: «siamo tre estranei, vero? Eppure è proprio così. Ho voglia di dirlo a voi», confessa Doriana (pp. 27-28), e scopriamo così che questo incontro del terzetto, a cui si aggiungerà poi una quarta persona presente in villa, non è che una cornice per altre tre storie, che affondano le loro radici negli anni Quaranta. 

È così che torniamo a parlare di Shoah, uno dei temi più cari a Lia Levi, che ritroviamo nel suoi romanzi precedentemente recensiti sul sito e molto apprezzati dalla redazione. Nella prima storia, raccontata da Doriana, Forte come la morte e l'amore, partiamo nel 1939 e facciamo la conoscenza di Giulio Limentani, un commediografo promettente, che ama sua moglie, Lucilla, maestra appena allontanata da scuola in seguito alle leggi razziali. Continuare a insegnare trasferendosi alla scuola ebraica non sembra una soluzione per Lucilla, mentre Giulio accarezza l'idea di proseguire con il suo lavoro, approfittando di un amico che gli farebbe da prestanome. Non attirare l'attenzione è fondamentale, a meno di non partire come ha già fatto la famiglia di Lucilla, ma loro intendono restare, costi quel che costi. La forza dell'amore sfida le leggi razziali, con esiti che scopriremo con un po' di commozione. 

Nella seconda storia, raccontata da Gisella, Sulle ali leggere dell'amore, scopriamo invece l'amore adolescente, quello che lega la quindicenne ebrea Colomba a Ferruccio, il figlio di un fiduciario del Fascio a Roma. Nel 1943, a pochi mesi dal terribile rastrellamento del ghetto di Roma, nasce un sentimento fortissimo e puro, pieno dell'esaltazione di chi s'innamora per la prima volta e prova la sensazione di poter cambiare il mondo e di poter combattere chi è contrario alla relazione. «Qualcuno aveva capito che l'amore non era un complotto contro l'umanità» (p. 174), ed è proprio così che ci troviamo a parteggiare durante la lettura per i due ragazzi, sperando che riescano a salvarsi da quel terribile 16 ottobre. 

La terza e ultima vicenda è narrata da Saul e porta il titolo del romanzo stesso, Ognuno accanto alla sua notte. Incontriamo qui la storia di Graziano Sabatello, figlio del consigliere della comunità ebraica di Roma, che vuole protestare contro le leggi razziali e non intende pertanto andare alle scuole superiori ebraiche. Per quanto il padre Vittorio dapprima tuoni contro di lui e poi tenti in ogni modo di convincerlo, la decisione di restare a Roma, nonostante i pericoli, pare l'unica cosa da fare a Graziano. La famiglia però discute sempre più spesso di andarsene, perché una sorellina di Graziano è particolarmente traumatizzata dalla guerra. Che fare? 

Queste tre storie, apparentemente indipendenti, sono in realtà intrecciate tra di loro con piacevoli escamotage narrativi, mai forzati, che ci regalano durante la lettura piacevoli colpi di scena. Il trittico ideato da Lia Levi ci porta a fronteggiare l'amore coniugale, l'amore tra adolescenti e l'amore per la causa, a qualsiasi costo. A rendere sempre estremamente piacevole la lettura, cadenzata da un sapiente equilibrio formale, c'è la grande consapevolezza dell'autrice nell'indagare la Storia attraverso storie minori, che con la loro verosimiglianza assumono il fascino di quel che avrebbe potuto essere. 

GMGhioni