venerdì 4 dicembre 2020

"Romulus", la saga di Luca Azzolini: riscrivere la storia di Roma all'insegna della suspense

Romulus I. Il sangue della lupa
di Luca Azzolini
HarperCollins, 29 ottobre 2020

pp. 334
€ 12 (cartaceo)
€ 7,99 (ebook)

Romulus II. La regina delle battaglie
di Luca Azzolini
HarperCollins, 26 novembre 2020

pp. 264
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Gli Dei conoscono la differenza fra chi uccide per necessità e chi, al contrario, lo fa per divertimento. (Romulus I, p. 44)

Raccontare l'inizio di Roma e in parte sfidare la leggenda, richiamandosi a fonti più antiche, all'epica e alla fantasia: è un'impresa coraggiosa, non c'è dubbio, quella che ha richiamato subito l'attenzione sulla saga di Romulus, scritta da Luca Azzolini e in corso di pubblicazione per HarperCollins (i primi due volumi sono in libreria, il terzo arriverà a gennaio). Ma che cosa cattura immediatamente noi lettori? 

Innanzitutto, siamo davanti a un doppio e appassionante racconto, che a tratti sa farsi addirittura triplice, per poi riannodarsi in un'unica vicenda. La storia è ambientata nell'VIII secolo a.C., nelle Terre dei Trenta: nelle primissime pagine, un'aspra siccità ha messo in ginocchio Alba e le altre città (tra cui cito almeno Gabi e Velia). Per quanto valoroso e onesto, Numitor, re di Alba, viene ritenuto colpevole per aver attirato l'ira degli dei, e, dunque, accetta di essere destituito e di subire una grave punizione, prima di essere mandato in esilio con la figlia Silvia. I gemelli Enitos e Yemos, nipoti di Numitor, sono i successori favoriti, ma c'è chi trama nell'ombra. Il potere, infatti, è in grado di accecare chiunque e presto i gemelli assisteranno al compiersi di una predizione nefasta: solo uno salirà al potere. Già, ma chi? Uno di loro due o qualcun altro? 

D'altra parte, i segreti covano nell'ombra, a cominciare dall'amore proibito che unisce Enitos alla cugina, la bella Ilia, sacerdotessa consacrata alla Dea Vesta. Ma sono tanti altri gli intrighi - che non possiamo svelare qui per non togliere ai lettori la curiosità di scoprire in prima persona quanto la narrazione di Lucca Azzolini sia in grado di tenerci legati alla pagina. 

Veniamo quindi al secondo filone narrativo, quello che riguarda un gruppo di Luperci; all'inizio del primo romanzo, questi giovani devono sfidare le proprie paure per un'iniziazione pericolosa in mezzo al bosco: solo chi sopravvivrà per sei mesi senza tornare indietro e senza morire di fame, di sete o per gli attacchi degli dèi (in particolare della Dea dei Lupi, la temibile Rumia) diventerà uomo. Tra loro conosciamo Wiros, orfano e schiavo, e dunque secondo i compagni destinato a morire per primo. 

Tuttavia, niente è come sembra. A metà di Il sangue della lupa lo avrete già compreso: Luca Azzolini ha in serbo colpi di scena inattesi, oltre a tenere con il fiato sospeso per una vendetta che deve compiersi e che si fa motore dell'azione. 


Impossibile, quindi, rivelare oltre la trama; mi limiterò a suggerire alcune chiavi di lettura a mio parere utili per capire le novità di questi romanzi. Tanto per cominciare, Luca Azzolini racconta civiltà diverse da come le abbiamo studiate sui libri di scuola: Equi, Volsci, Etruschi e altri popoli sono abituati a vivere in mezzo alla violenza; anche le scene che potrebbero sembrarci eccessive oggigiorno, sono invece risultato di ricerca e della volontà di ricordarci che i popoli antichi vivevano diversamente da noi. Pare scontato, ma non lo è: quante volte in libri o serie tv vengono commessi anacronismi o azzardati agganci con le abitudini del presente per ingenuità o per accaparrarsi il favore dei lettori? Con Romulus non accade questo: siamo davanti a civiltà che mettono gli dèi al di sopra di tutto, anche al di sopra del potere degli uomini: non sempre si possono conoscere i loro piani, per quanto gli aruspici provino a interpretare i segni; non sempre si possono approvare le decisioni estreme (che spesso decidono la sorte del singolo o di un'intera comunità), ma in ogni caso bisogna rispettare il loro volere. Tradire gli dèi significa attirare la loro ira. Nel bosco i Luperci si muovono e agiscono per proteggersi da Rumia, ma anche nelle città il volere di Giove, di Marte o di Vesta, ad esempio, può causare ora gioie ora dolori. 

Anche l'amore è qualcosa di estremo: l'amore tra fratelli che unisce Yemos ed Enitos è in grado di travalicare qualsiasi confine, come quello passionale, che lega ad esempio Ilia a Enitos; l'amore verso il proprio re offre esempi di grande fedeltà; l'amore tra genitori e figli, invece, è uno dei punti che segnano più la distanza tra la concezione del passato e quella del nostro presente. 

Non sorprende, quindi, che la trama particolarmente articolata, i dialoghi svelti e lo stile estremamente cinematografico abbiano trovato traduzione piuttosto fedele ed efficace nella serie tv in onda in contemporanea all'uscita dei libri su Sky Uno e su Now Tv. Stupisce, semmai, che il regista Matteo Rovere sia riuscito a realizzare una produzione simile in Italia. 


Da dove partire, quindi? Dai libri, certamente, perché così potrete conoscere più a fondo i pensieri dei personaggi. La serie tv vi renderà poi ancora più piacevole ritrovare sullo schermo quelle figure che avrete ormai imparato a conoscere e riconoscere. 


GMGhioni