in

"La dea che è in te. Lezioni di vita dalle nostre sorelle immortali": una fonte di ispirazione

- -

La dea che è in te. Lezioni di vita dalle nostre sorelle immortali
di Beth Coates, Elizabeth Foley
Sonzogno, 2020

pp. 256
€ 15,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

Elizabeth Foley e Beth Coates presentano una nuova pubblicazione, che ben continua il filone di solidarietà al femminile di Cosa farebbe Frida Kahlo? (qui la nostra recensione). Edito da Sonzogno, La dea che è in te - Lezioni di vita dalle nostre sorelle immortali propone un’affascinante carrellata di storie originali, tratte dalla mitologia di svariate culture mondiali. L’aspetto maggiormente interessante del libro è la capacità di portare nel presente miti antichi dell’umanità, risvegliandone il carisma e mostrando la straordinaria contemporaneità del loro messaggio. Certamente, queste storie ammantate di misticismo, riti magici e aneddoti ai confini della realtà stimolano il nostro immaginario e trovano scarsa applicabilità nel contesto di vita quotidiana, tuttavia gli archetipi evocati si collegano in modo molto originale a diverse tipologie di donne. 

La dea che è in te non richiede una lettura lineare, si presenta come un vero e proprio manuale d’uso. Il libro è ben scritto, di facile consultazione e fruibile in modo creativo a discrezione del lettore. Ciascun capitolo narra le vicende di una dea, non sempre incline all’assoluta bellezza e bontà, bensì avvezza ad un’attitudine di moderna femminista, in lotta per i diritti di eguaglianza e libertà. Ad ogni mito corrisponde un percorso, per certi aspetti, motivazionale, che affronta una tematica ben precisa, terminando con consigli pratici. 
Ventisei divinità, provenienti da tutto il globo terrestre, forniscono l’occasione per una riflessione educativa, che, a prescindere dal sesso, possono aiutare il lettore o lettrice a sviluppare meglio le proprie potenzialità, spogliandosi della zavorra di bigotti stereotipi. Da Atena a Ix Chel, la dea giaguaro della cultura Maya, analogamente ai super eroi dei fumetti, queste divinità ci ricordano come il potere del racconto, dell’ispirazione attraverso l’evocazione di un mondo immaginifico e ultraterreno abbiano sempre accompagnato lo sviluppo della specie umana, fornendo quegli spunti di riflessione utili al consolidamento delle virtù etiche e morali. Si riscontrano aspetti caratteriali che abbracciano il concetto di luce ed ombra, come aspetti opposti e coesistenti all’interno di ciascun individuo, che vanno sapute utilizzare ed “addomesticare” nel giusto modo. Ad esempio, La Morrìgan, titolata “la divina stronza”, è un personaggio cupo, contraddistinta dal nero, dai ritmi rock, che ricordano l’alter ego maschile de “Il Corvo”. Vive in Irlanda e non è affatto interessata a giocare il ruolo della dea misericordiosa, che dona ricchezze, bellezza ed affini. La Morrìgan sdogana la libertà femminile di accettare il proprio lato “oscuro”, l’ombra esistente in ciascuno di noi, ma non è una figura maligna, al contrario, ci ricorda quanto l’opinione finale dipenda tanto dall’osservatore, quanto dal contesto. Le caratteristiche bellicose di questa dea possono essere foriere di ricchezza in ogni ambito in cui si richieda forza, determinazione e coraggio. 

L’intero libro si propone pertanto di esaminare diversi aspetti della quotidianità, dalla libertà di essere single, resilienti e tenaci all’arte di prendersi in giro, interrogando una divinità, la cui leggenda può fornire spunti di riflessione, se non addirittura una vera e propria guida. Le autrici londinesi terminano la pubblicazione con una interessante postfazione che ricorda la funzione antropologica del racconto di leggende e miti all’interno della cultura mondiale; infine, una nutrita biografia, con numerosi riferimenti a letture, permette un approfondimento ulteriore.

Questa pubblicazione si propone come fonte di ispirazione, in cui l'elemento femminile rimarca la solidarietà tra donne, che continua  in modo costante attraverso i secoli. Fragilità, ma anche aspetti di forza caratteriale, spesso difficili da decodificare correttamente all'interno della sovrastruttura di culture e società diverse, vengono analizzate alla luce di un sapere che non ha confini, letteralmente intesi.
Non manca tuttavia la simpatica e contagiosa ironia, la "sorellanza" al femminile, che alleggerisce ogni fardello emotivo, mostrando quanto i problemi che spesso riteniamo dei veri e propri scogli, possono in realtà essere visti come piccoli ostacoli di passaggio.
In conclusione, La dea che è in te è una lettura intrigante, che può essere consigliata a tutti coloro che desiderano apprendere attraverso i miti antichi, adatta a un pubblico trasversale. L’elemento più interessante è la chance di ascoltare una voce femminile, relativamente a tematiche, che per secoli sono state tramandate per mano di soli autori maschili e che, pertanto, hanno risentito di questo esclusivo punto di vista, nella caratterizzazione dell’archetipo femminile stesso.


Elena Arzani
@arzanicurates