mercoledì 4 novembre 2020

Un libro dedicato a luoghi e fatti non solo misteriosi ma che, soprattutto, appartengono all’antichità: "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità" di Massimo Polidoro e Francesco Bongiorni

Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità
di Francesco Bongiorni, Massimo Polidoro
Bompiani, ottobre 2020

pp. 160
€ 25 (cartaceo)
€ 14,99 (ebook)


Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità è un libro dedicato a un tempo «talmente remoto di cui nessuna persona al mondo può certo conservare memoria e dove la ricerca storica può arrivare solo parzialmente, se non addirittura arrendersi del tutto» (p. 7).

Tuttavia, Massimo Polidoro – scrittore, giornalista e Segretario del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), nonché attivissimo sui social media – non si arrende, e raccoglie una buona parte di leggende meravigliose e civiltà dimenticate per sempre, che hanno affascinato e continuano ad affascinare archeologici, ricercatori, esploratori e appassionati. 
Obiettivo del bel libro, illustrato da Francesco Bongiorni per la collana Illustrati di Bompiani, è capire qual era lo scopo dei monumenti a noi rimasti, e cercare di spiegare misteri irrisolti. 

Prima di iniziare il piacevole viaggio tra i continenti, e lasciarci cullare dalla semplice e godibile narrazione dell’autore, bisogna capire dove collocare, sulla linea del tempo, la parola antichità. «Storicamente, quando si parla di antichità, si intende l’epoca iniziata attorno al 3500 a.C., con l’invenzione della scrittura, e il 476 d.C., anno che segna la caduta dell’impero romano d’Occidente e l’inizio del Medioevo» (p. 8). Un intervallo di tempo abbastanza significativo per poter chiamare a raccolta un numero rilevante di storie e leggende di epoche ormai lontane dalla nostra memoria. 

L’Europa è la prima a rispondere all’appello delle presenze con Lascaux, “la cappella sistina della storia”, come la definì l’archeologo francese Henri Breuil. Ma dalla Francia si viaggia subito verso l’Inghilterra, per fare visita al mastodontico ed enigmatico Stonehenge, per poi trasferirsi in Numanzia, antica roccaforte spagnola e palcoscenico di atroci battaglie e resistenze. Infine, raggiungiamo l’oscura capitale romana e riviviamo l’“ultima notte del mondo” di Pompei. 
Ma tra le leggende e i miti che hanno ispirato il teatro, il cinema e i libri di avventura, non poteva mancare il continente africano con i suoi protagonisti dell’antico Egitto: la maledizione di Tutankhamon, la bellissima e irraggiungibile Cleopatra e la mitica Biblioteca di Alessandria andata perduta per sempre. 

Eppure, uno dei continenti pervasi allo stesso tempo di mistero e scienza è l’Asia, probabilmente la culla del primo tempio del mondo; terra dei contrasti divini più crudeli che hanno cambiato il destino di Sodoma e hanno disgregato l’unione attraverso la costruzione della Torre di Babele, della leggendaria Babilonia. Un territorio che ha saputo proteggere antichi codici, «datati tra il III secolo a.C. e il I d.C., comprendenti copie della Bibbia ebraica, testi apocrifi e altri manoscritti che si riveleranno importantissimi per gli studiosi» (p. 89). Una terra su cui ancora oggi gli esperti dibattono, allo scopo di raggiungere la verità attraverso la dimostrazione scientifica e i documenti storici verificati.

Se il nostro mezzo di trasporto fosse una nave, qualcuno urlerebbe “terra!”, perché è l’America che ci attende: quella settentrionale e centrale delle colossali teste olmeche e degli orridi sacrifici di Tenochtitlán in Città del Messico; e quella meridionale, cuna dell’oro del mitico Re Salomone e degli indios blancos

Palenque. La tomba dell'astronauta?
Il nostro viaggio termina in Oceania dove, in una sterminata pianura semidesertica, è possibile intravvedere da decine di chilometri di distanza Uluru-Ayers Rock, la roccia dei sogni, icona dell’Australia, «lunga 348 metri, alta 863, ma come un iceberg si estende sottoterra per circa 7 chilometri. La sua colorazione cambia nel corso della giornata» (p. 143).
«Eppure, per quanti sforzi si possano fare, per quante ricerche e verifiche si possano condurre, ci saranno sempre delle zone d’ombra, dei fatti mai chiariti, delle scelte mai spiegate… ci saranno sempre, insomma, luoghi, episodi o artefatti che resteranno un mistero» (p. 9). 
Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità è rivolto a chi non smette di farsi domande, a chi ha il desiderio di alimentare il senso di meraviglia e curiosità, a chi è ancora piccina o piccino e a chi ormai crede di essere troppo adulto. Massimo Polidoro e Francesco Bongiorni sono stati capaci di rendere godibili e accessibili storie lontane dalla nostra fugace e mutevole realtà e soprattutto dalla nostra immaginazione. 

Buon viaggio. 

Olga Brandonisio

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Da oggi in tutte le librerie "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità" di @massimopolidoro con le illustrazioni di @francescobongiorni per @libribompiani. "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità" è un piacevole viaggio tra i luoghi e le leggende più remote della memoria, che da sempre affascinano ricercatori ed esploratori; è «un libro dedicato a luoghi e fatti non solo misteriosi ma che, soprattutto, appartengono all'antichità [...] dove la ricerca storica può arrivare solo parzialmente, se non addirittura arrendersi del tutto». La narrativa semplice e chiara di Polidoro rende l'atlante godibile sia per i lettori più giovani sia per coloro che hanno il desiderio di conoscere le meraviglie dell'antichità senza affanno. Siete curiosi? Presto @f_lic pubblicherà sul sito di @criticaletteraria la recensione, con la speranza di poter evadere insieme con l'immaginazione. #Criticaletteraria #instalibri #instabook #daleggere #Bompiani

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