mercoledì 17 giugno 2020

«Le scatole nere dei telefoni sono le nostre spugne dei vizi»: e se i social scomparissero? "Vie di fuga" di Lucrezia Sarnari

Vie di fuga
di Lucrezia Sarnari
Rizzoli, 2020

pp. 304 
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


Che cosa fareste se all'improvviso tutte le comunicazioni telefoniche scomparissero? Immaginatevi senza internet, reti telefoniche, chat, social... Lucrezia Sarnari parte da questa situazione paradossale per indagare come le nostre vite siano ormai profondamente collegate ai social. «Senza telefono Giulia e Carlo non esistevano, non erano niente» (p. 56): lei, insegnante trentottenne di Perugia, ha incontrato l'uomo durante uno dei suoi weekend a Roma, per frequentare un corso di scrittura. La loro relazione extraconiugale è nata e si è alimentata grazie alle chat, ora bollenti ora tenere, che hanno tenuto vicino due che mai si sarebbero altrimenti incontrati. Il telefono è il loro chaperon, chiude un occhio davanti alle vie di fuga che Giulia e Carlo hanno architettato per uscire dal pantano delle loro vite matrimoniali. Ecco, quindi, che quando in apertura del romanzo scopriamo di questa strana tempesta magnetica che ha sospeso le comunicazioni - e non si sa per quanto tempo - è comprensibile il turbamento emotivo della protagonista. Ma Giulia non è l'unica a non saper stare senza telefono: anche le sue amiche, Francesca e Irene, hanno qualcosa da nascondere, qualcosa che fino ad ora hanno taciuto anche alle altre, e che si scoprirà via via nel corso del romanzo. 
Diverso è per chi, come Mattia, il marito nonché collega di Giulia, la tecnologia non ha mai rappresentato chissà quale fascino, e commenterà questo, in un dialogo con un'altra insegnante:
«[...] Oggi le relazioni passano per i nostri telefoni, ci viviamo dentro e a me questa cosa non piace. Non vedi che le relazioni stanno in piedi solo se le risposte arrivano veloci? Come reagisci se qualcuno non risponde a un tuo messaggio nel giro di pochi minuti? Cosa finisci per pensare dell'altro?»
«Che non vuole rispondermi».
«Ecco, magari invece non può. O non vuole farlo velocemente, magari ci vuole pensare. La velocità è il primo criterio di valutazione dei rapporti, oggi. I social hanno creato un nuovo bisogno, quello delle cose veloci. [...] A me la tecnologia piace, ma non voglio vivere velocemente. Voglio capire, ragionare riflettere» (p. 88).
E che cosa accade agli studenti di Mattia e di Giulia? A sorpresa, gli adolescenti reagiscono molto meglio degli adulti a una situazione del genere: dopo le prime ore di sorpresa e di preoccupazione (qualcuno si sente fragile, esposto), c'è chi risolve le cose prendendo il motorino e andando a trovare gli amici direttamente, impiegando meglio il tempo libero. Gli adulti non possono rischiare di buttare tempo, i ragazzi possono ancora permettersi il lusso di una gita a vuoto fino a casa di un amico. A maggior ragione se in chat ci sono messaggi che scottano e che è meglio non far circolare! Uno studente, Stefano, ha diffuso proprio poche ore prima del blackout tecnologico una foto un po' osé di Camilla, la ragazza che gli piace e che ha accettato di entrare nel suo letto: una ragazzata, in teoria, ma dalle conseguenze potenzialmente devastanti, sia per la loro relazione, sia per la serenità dell'amica. Ancor più grave se si pensa che Stefano non ha neanche per un attimo immaginato le conseguenze delle sue azioni! Ecco, quindi, perché non freme dalla voglia che torni presto la connessione: spera nel frattempo di trovare una soluzione. 
Giulia, invece, è completamente divorata dalla smania di riuscire a raggiungere Carlo: ma come, dal momento che loro comunicano solo attraverso il telefono?
Vie di fuga, nel suo passare a intermittenza dal presente del blackout ai mesi precedenti, ci racconta come non conosciamo mai davvero le persone che abbiamo accanto: amici e compagni apparirebbero sotto tutt'altra luce, se vedessimo le loro chat, quelle private, i messaggi cancellati o le foto ricevute,... Benché il romanzo di Lucrezia Sarnari tenga sempre il passo della commedia, brillante e frizzantina, il contenuto è tutt'altro che banale e, anzi, ci porta anche a riflettere sulla nostra gestione delle comunicazioni e delle relazioni in questi ultimi anni. Chi è stato adolescente negli anni Duemila come la protagonista, Giulia, si trova a rimpiangere persino gli squilli per dirsi "ti penso" senza spendere un soldo, visti i costi degli sms! Sono davvero migliorate le comunicazioni, oggi? O le continue notifiche affogano solo per un po' grandi solitudini?
Lascio volutamente la domanda aperta, perché ognuno di noi troverà una sua risposta, si misurerà con i protagonisti di Vie di fuga e alla fine del libro si ritroverà a pensare: che cosa farei, io, se i social scomparissero?

GMGhioni



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Che cosa fareste, se da un momento all'altro internet, i social, le reti telefoniche fossero inutilizzabili? «Le scatole nere dei telefoni sono le nostre spugne dei vizi. Ci consentono di condurre esistenze dignitose perché ci nascondiamo i nostri punti deboli, le nostre macerie. I segreti con cui non abbiamo il coraggio di fare i conti», dirà Giulia, la protagonista di #VieDiFuga, il nuovo romanzo di #LucreziaSarnari. Eh sì, lei - insegnante apprezzata, sposata con un altro prof dello stesso liceo di Perugia - ha intrecciato con Carlo, un uomo di Milano, una relazione extraconiugale che "vive" e si alimenta grazie a chat privatissime. Come farà senza la rete a contattare Carlo? Per alcuni dei personaggi del libro non avere la rete è invece positivo, consente di rimandare sempre più in là un problema che potrebbe minare una relazione, per altri è l'inizio della fine delle certezze. "Vie di fuga", appena arrivato in libreria, è un romanzo che ci porta, con la levità della commedia, a porci vari interrogativi sull'autenticità delle relazioni ai tempi di internet. E una volta tanto, a vivere meglio senza cellulare, strano a dirsi, sono gli adolescenti! Scoprirete perché nel romanzo! Presto la recensione di @gloriaghioni sul sito! #Rizzoli #instalibri #instabook #bookstagram #CriticaLetteraria #preview
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