lunedì 23 marzo 2020

Le viaggiatrici del Grand Tour, acute osservatrici del mondo: uno studio di Attilio Brilli con Simonetta Neri

Le viaggiatrici del Grand Tour. Storie, amori, avventure
di Attilio Brilli, con Simonetta Neri
Il Mulino, febbraio 2020

pp. 243
€ 16 (cartaceo)
€ 11,43 (ebook)



Chi ha detto che a compiere il Grand Tour fossero solo gli uomini? Tanti manuali. Invece, non è così: certo, gli uomini erano in numero nettamente maggiore, ma le storie delle viaggiatrici ci sono, e sono decisamente variegate. Nel percorso tracciato dal vivace saggio di Attilio Brilli con Simonetta Neri, che abbraccia viaggi dal 1757 al 1845, le donne spesso si sottraggono al loro ruolo di madri e mogli per andare alla scoperta del mondo. All'inizio è difficile per loro ottenere una libertà nel tracciare resoconti scevri dal pregiudizio, ma poi, «poste in grado di comunicare le loro idee trasfondendole in lettere, diari e manuali, le donne hanno espresso tutta la loro originalità di visione, di analisi, di interpretazione e di giudizio» (pp. 11-12), e lo vediamo bene, leggendo passi sintetizzati o loro virgolettati. Nel corso del Settecento viaggiare per una donna comporta un atteggiamento di sfida, mentre poi il viaggio piega verso il turismo che conosciamo oggi. Se solo chi aveva qualche malattia, "malattia di petto", era giustificata a viaggiare, in realtà quasi tutte le viaggiatrici trattate vivevano la partenza come un'occasione per smarcarsi dal loro presente e, qualche volta, dal passato. 
La viaggiatrice portava dunque con sé un certo fardello, metaforico e, ahimè, anche concreto: non immaginatevi infatti una valigia caricata su una carrozza: no, serviva di tutto, dal copricapo da viaggio, al ventaglio e all'ombrellino, per non parlare dell'immancabile bâton de voyage, e non sono rare le donne aristocratiche che portano con sé anche un fourgon, una carrozza in più, adibita a guardaroba!
Tra lettere, memorie, pagine di diario, le viaggiatrici non mancano d'ironia, tratteggiano i luoghi che vedono ritagliando spesso dettagli inusuali e documentando anche aspetti meno noti. Meta del loro Grand Tour è spesso l'Italia: il nostro paese viene spesso guardato con un po' di pregiudizio, ma anche con tanta ammirazione; incredibile è, ad esempio, la Venezia delle relazioni amorose clandestine e notturne, o l'attaccamento alle tradizioni cattoliche e a riti, a detta delle straniere, piuttosto paganeggianti, come la benedizione degli animali per la festa di Sant'Antonio abate. In particolare, i racconti di Ann Miller sono così vividi da rappresentare una sorta di prima guida d'Italia, risalente al 1770, redatta da una donna. 
Qualche volta il viaggio è anche occasione per una fuga d'amore, come accade per Hester Thrale che, vedova, parte «per il più bel paese del mondo in compagnia del miglior uomo che vi sia nato» (p. 65), ovvero il suo nuovo marito, il maestro di musica delle sue quattro figlie! 
Tutt'altro esempio di fuga è quello di Elisabeth Vigée Le Brun, una pittrice che scappa dalla Rivoluzione Francese (unica donna non di corte ad aver visto la sovrana Maria Antonietta per un ritratto), ma c'è anche chi, come Elizabeth Webster, architetta nel viaggio una trama degna di un romanzo nero per assicurarsi l'affidamento dei figli. 
Insomma, alcuni dei Grand Tour al femminile vanno oltre l'aspetto del viaggio di formazione, hanno delle caratteristiche romanzesche straordinarie, che spaziano dalla storia d'amore all'horror, dall'intrigo politico alla più scontata esplorazione romantica: non è bene soffermarvisi troppo in questa sede, perché le storie sono tutte degne di una lettura diretta e attenta. Nell'iniziare il saggio di Attilio Brilli con Simonetta Neri siate, semplicemente, pronti a farvi sorprendere dalla varietà e dai tratti talvolta davvero incredibili di quel che invece è pura (ma non semplice) realtà. 

GMGhioni







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A lungo il Grand Tour attraverso l'Europa è stato tratteggiato come un uso unicamente maschile, ma non è così! Fin dal Settecento si registrano viaggiatrici curiose (anche se spesso non prive di pregiudizi) che hanno attraversato l'Europa a bordo delle loro carrozze, inizialmente anche come provocatorio affrancamento dal ruolo tradizionale di moglie e madre, poi sempre più come turiste. Epistolari (spesso escamotage letterari), memorie e diari sono un'interessante testimonianza dello sguardo delle viaggiatrici del Grand Tour. @gloriaghioni sta leggendo con grande interesse questo #saggio di #AttilioBrilli uscito recentemente per @edizionimulino. È nelle vostre corde? Presto la recensione sul sito! #Criticaletteraria #viaggio #grandtour #inlibreria #daleggere #genderstudies #IlMulino #ilmulinoeditore
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