martedì 8 ottobre 2019

La disuguaglianza come chiave per comprendere il mondo

Breve storia della disuguaglianza
di M. Alacevich e A. Soci
Laterza, 2019

pp. 224
€ 18 (cartaceo)
€ 10,99 (ebook)


Una storia della disuguaglianza è un progetto gigantesco: anche gli autori ne sono consapevoli, ma il fatto di rendere “essenziale” questo percorso e inserirlo all’interno di un saggio, e soprattutto di concepirlo come accessibile a tutti, è un valore aggiunto di questo volumetto ben strutturato. Il dibattito sulla disuguaglianza è un tema centrale della politica dei nostri tempi, eppure non è stato sempre così. Al di là della politica, inoltre, non possiamo parlare di disuguaglianza senza pensare al pensiero filosofico, che su questo fondamentale argomento dibatte da sempre, sebbene con posizioni contrapposte e spesso associandolo alla povertà. 

La disuguaglianza è tra le principali questioni politiche del nostro tempo e parte integrante delle nostre vite. A seconda di come la definiamo, può dirci molto sul modo in cui concepiamo i valori fondamentali delle nostre società: sia la nozione di disuguaglianza sia l’esperienza quotidiana che ne facciamo ci costringono a valutare ciò che consideriamo giusto o ingiusto, e a connettere continuamente -anche se in maniera inconscia - il politico e l’etico. 

Eppure ci sorprenderà vedere come alla consapevolezza di molti filosofi (già al tempo di Voltaire), non segua, nello sviluppo dell’economia classica, un uguale interesse sul problema della distribuzione personale del reddito, proprio nella dottrina che più di tutte dovrebbe occuparsi di queste differenze. 
Molti politici, in alcuni casi per ragioni chiaramente opportunistiche, sostengono che la questione della disuguaglianza dovrebbe essere rimossa dall’agenda politica e accademica. (p. 4)
Gli autori, Michele Alacevich, professore associato di Storia economica e Storia del pensiero economico all’Università di Bologna e Anna Soci, professoressa ordinaria di Economia politica all’università di Bologna, entrambi con esperienza di insegnamento in prestigiosi atenei esteri, hanno voluto introdurre il lettore non esperto al tema e spiegare come mai la disuguaglianza stia plasmando due grandi questioni della nostra epoca, la Globalizzazione e la Democrazia.

Il libro si divide in sette capitoli; nel primo sono raccolte le diverse posizioni sulla disuguaglianza, tema importante e imprescindibile oggi, all’interno di ogni questione politica, ma assente dal pensiero economico e politico degli anni passati. 
Prima della recessione mondiale del 2008-2009, i programmi di ricerca, sia sui paesi sviluppati sia su quelli meno sviluppati, mostravano con chiarezza la scelta di concentrarsi sulla povertà e ignorare la disuguaglianza. (p. 7)
Nei capitoli due e tre si lascia spazio all’analisi storica e si indagano proprio le motivazioni alla base di questo rifiuto. 
Come i suoi predecessori, e nonostante una visione profondamente laica, anche Voltaire sembra concludere che la disuguaglianza sia inestirpabile e sia anche una semplice conseguenza di una questione più profonda: la povertà.  (p. 19)
Nel capitolo 4 si affronta la relazione tra disuguaglianza e globalizzazione e in quello successivo il legame tra disuguaglianza e democrazia. 
Di solito, le ondate migratorie si sviluppano durante i periodi di crescente globalizzazione, anche se le politiche nazionali spesso cercano di limitarle. Come ricordano gli storici Jürgen Osterhammel e Niels Petersson, i processi di globalizzazione sono sempre stati caratterizzati da importanti movimenti migratori. (p. 65)
La ricerca economica si è interessata solo di recente alla distribuzione personale dei redditi, e uno die motivi, se non il principale, è che i paesi economicamente sviluppati stanno attualmente vivendo un allarmante grado di disuguaglianza. (p. 99)
Il capitolo sei cerca una risposta non facile alle politiche possibili e a come verrà affrontato il tema in futuro, mentre il sette è un’appendice con la spiegazione degli aspetti più tecnici dell’argomento.
Gli spunti forniti dal libro sono tanti e sono interessanti, così come le risposte a molte domande scomode dei nostri giorni possono trovare una loro logica in fenomeni che per molti versi sono stati tenuti fuori o ai margini del dibattito politico o dello scambio di idee. Un apparato minimo ma importante di spunti, considerazioni, ideologie e una sintesi perfetta di molte correnti economiche e filosofiche rendono questo libro un prezioso saggio da tenere in conto in più ambiti.

Samantha Viva








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