domenica 31 marzo 2019

#CriticARTe - Lo spazio immaginario come essenza della mente creatrice: Claudio Catalano spiega perché in un saggio al crocevia tra scienza e arte

Mindspace.
La costruzione dello spazio immaginario
di Claudio Catalano
Meltemi Editore, 2018

pp. 280
€ 20,00 (cartaceo)



Sareste in grado di definire in poche parole efficaci che cosa sia uno “spazio immaginario”? Sembrerebbe una questione semplice, all’apparenza, eppure non è affatto così. Non fosse altro che anche la parola “apparenza”, in questa sede, risulta particolarmente ricca di significato, e dunque pericolosamente ambigua. Se in linea di massima si può intendere come “spazio immaginario” uno spazio che sia esito, per l’appunto, dell’immaginazione dell’uomo, e dunque della sua mente creativa, ancora ci sarebbe da discutere circa la sua percentuale di autonomia in questo processo. Si immaginano forse altre realtà a partire da zero, per così dire ex nihilo? O non è più giusto affermare che qualsiasi sovrapposizione, interscambio e fusione tra livelli di realtà – concreta e immaginata – siano sempre influenzati dal contesto economico, sociale, culturale, artistico e, non da ultimo, dal livello di sviluppo tecnologico raggiunto in un preciso momento storico? E ancora: in che percentuale agisce, in tutto questo, la mera fantasia? A tutte queste domande ha cercato di dare una risposta Claudio Catalano nel suo Mindspace. La costruzione dello spazio immaginario, pubblicato da Meltemi Editore.

Architetto e saggista, dagli anni Novanta Claudio Catalano alterna il suo impegno nell’ambito del design e della progettazione a livello internazionale all’attività di ricerca vera a propria, ed è autore di numerosi articoli e saggi sul rapporto fra arte e scienza. In questo senso, anche Mindspace non fa eccezione, incentrato com’è sulle modalità in cui, a partire dalla fine del XIX secolo, determinate innovazioni tecniche hanno modificato, rivoluzionato o addirittura creato nuovi approcci artistici al reale, con ovvie conseguenze sulla percezione dello spazio fisico e mentale da parte degli esseri umani. Il filtro prescelto dall’autore è non solo il più significativo rispetto ad altri possibili, ma si dimostra funzionale a un restringimento efficace di un campo di indagine altrimenti dispersivo:
«un libro sullo spazio immaginario potrebbe contenere l’interno universo della storia dell’uomo in un caleidoscopio di immagini che implicano infiniti punti di vista e ogni loro possibile combinazione così come in un ipotetico romanzo di Jorge Luis Borges. Ho ritenuto perciò necessario restringere il campo di indagine allo spazio immaginario generato dallo sviluppo della tecnica che negli ultimi due secoli ha profondamente modificato i linguaggio dell’arte e, con esso, l’intera visione del mondo. Partendo dall’assunto che un’opera d’arte consente un’apertura verso nuove interpretazioni della realtà, e che essa deve il suo linguaggio a un particolare ambiente dove la tecnica è sia strumento che principio informatore, analizzeremo opere ed eventi che rivestono una peculiare importanza per la comprensione di una rivoluzione della mente colta nel suo operare attraverso protesi di senso che hanno amplificato le capacità delle nostre naturali porte della percezione» (p. 11).
Dunque, dopo una prima parte più teorica e filosofica dedicata alla definizione del concetto stesso di “spazio immaginario”, nei dodici capitoli successivi l’autore ripercorre le tappe della sua progressiva stratificazione fino ad arrivare allo status quo dei nostri giorni (condizione a sua volta provvisoria e soggetta a un continuum di manipolazioni). Catalano procede con ordine, in senso cronologico, prendendo le mosse dall’avvento epocale dell’illuminazione elettrica (vero e proprio sovvertimento del dualismo giorno/notte, luce/buio) per arrivare alle scoperte più recenti, le quali sono spesso l’esito dell’ibridazione tra differenti ambiti disciplinari. Molto riusciti, in questo senso, risultano i capitoli dedicati al cinema, alla televisione e alle sperimentazioni video in generale, ma non meno efficaci sono quelli in cui l’attenzione dello studioso si concentra sulle potenzialità del suono e della musica per la creazione di camere e ambienti acusticamente stimolanti. Una nota a parte, poi, merita la sezione dedicata alla cosiddette “macchine inutili”, «insospettabili ma straordinariamente efficienti generatrici di spazi immaginari» (p. 117):
«macchine di questo tipo sono le macchine celibi, le macchine patafisiche e le macchine sinestetiche, inoltre è possibile rintracciarle nel cinema astratto, nella musica concreta ed elettroacustica e in alcune architetture e oggetti di design. Esse sono essenzialmente una metafora del funzionamento della mente nella sua attività di generazione ed elaborazione di immagini» (p. 118).
In un processo di sviluppo lungo oltre un secolo, fenomeni importanti, non di rado eccezionali e comunque sempre diversi tra loro - quali le grandi esposizioni universali, l’allunaggio, l’assunzione di sostanze stupefacenti, la realtà virtuale e la navigazione in rete (divenuta un automatismo invasivo/pervasivo per la diffusione di smartphone, tablet e personal computer) - si ritrovano raccolti sotto un comune denominatore: tutti hanno avuto e ancora hanno un impatto nella trasformazione della percezione del mondo reale, e tutti, anche i più lontani nel tempo, fanno ancora sentire la propria eco sulla nostra capacità di immaginare e finanche muoverci e abitare determinati spazi e ambienti.

Molto ben documentato, ricchissimo di informazioni e spunti di riflessione, il lavoro di Claudio Catalano sconta forse il difetto di una comprensibilità non sempre immediata: alcune sezioni, difatti, potrebbero risultare un po’ “concettose”, mentre altre, più tecniche, sono maggiormente apprezzabili da una categoria di lettori già sufficientemente edotta sugli argomenti, e come tali richiedono al lettore non settoriale un surplus di concentrazione e di approfondimento autonomo (per fortuna la bibliografia posta in coda offre numerosi suggerimenti a tale proposito). Nel suo complesso, tuttavia, Mindspace è un libro estremamente affascinante proprio in virtù del suo campo di indagine: che è ancora apertissimo, legato alle molteplici innovazioni in via di sperimentazione oppure già in uso, tutto proiettato sul futuro, sullo spazio immaginario che sarà:

«la scienza e la tecnica del nostro tempo generano modelli di mondo quanto mai complessi, sistemi cognitivi profondamente diversi rispetto a quelli generati solo qualche secolo fa. Esistono tanti mondi quanti ne riusciamo a immaginare in questo tempo che abbiamo la fortuna di vivere. Della realtà lì fuori, qualsiasi cosa essa sia, sappiamo solo che essa ha un’infinita potenzialità di realizzazione. Lo spazio immaginario costituisce l’essenza della mente creatrice che, nel suo incedere, genera la propria strada in bilico fra il ricordo del passato e la prefigurazione del futuro, in quel punto di incontro rappresentato dal nostro spazio interiore, passato e futuro si materializzano in quell’adesso che crediamo reale» (p. 271).

Cecilia Mariani





"Un libro sullo spazio immaginario potrebbe contenere l'intero universo della storia dell'uomo in un caleidoscopio di immagini che implicano infiniti punti di vista e ogni loro possibile combinazione così come in un ipotetico romanzo di Jorge Luis Borges. Ho ritenuto perciò necessario restringere il campo di indagine allo spazio immaginario generato dallo sviluppo della tecnica che negli ultimi due secoli ha profondamente modificato il linguaggio dell'arte e, con esso, l'intera visione del mondo". Così scrive Claudio Catalano @claudiocatalano20 nell'Introduzione al suo "Mindspace", pubblicato da Meltemi @meltemieditore. Cecilia Mariani ha iniziato a leggerlo per noi, e secondo lei ci sono tutte le premesse perché le piaccia molto. La sua recensione prossimamente sul nostro sito! ☕📚 #book #instalibro #instabook #leggere #reading #igreads #bookstagram #bookworm #booklover #bookaddict #bookaholic #libridaleggere #librichepassione #libricheamo #criticaletteraria #recensione #review #recensire #recensireèmegliochecurare #claudiocatalano #mindspace #meltemieditore
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