venerdì 15 marzo 2019

"La città di smeraldo": niente è al sicuro, il fallimento incombe

La città di smeraldo e altri racconti
di Jennifer Egan
Mondadori, 2019

Traduzione di Giovanna Granato

pp. 211
€ 18 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)


«La giovinezza è il tempo del fallimento o, meglio, è il tempo dove il fallimento dovrebbe essere consentito. È quel tempo che esige il tempo del fallimento, dell’errore, dell’erranza, della perdita, della sconfitta, del ripensamento, del dubbio, dell’indecisione, delle decisioni sbagliate, degli entusiasmi che si dissolvono e si convertono in delusioni… del tradimento e dell’innamoramento…», scrive Massimo Recalcati su Minima & Moralia. Eppure il fallimento tocca tutte le età, nei racconti di Jennifer Egan, raccolti per la prima volta nel 1993 e ora finalmente in Italia. 
Non c'è realtà che tenga: nei suoi undici racconti, protagonisti più o meno giovani, più o meno in carriera, più o meno soli fanno i conti con i propri limiti. Qualche volta ne restano impastoiati, spesso riescono a capire che può ancora attenderli una svolta. 

Le ambizioni sono destinate a planare, il presente risulta quasi intollerabile e c'è chi prova a uscirne, come la piccola comprotagonista di Sacro cuore, che si infligge tagli quasi inconsapevolmente per lasciar sgorgare il proprio dolore; o c'è chi fugge, come in Perché la Cina?, in cui un imprenditore fallito cerca di trovare riparo dalle proprie responsabilità in Cina insieme alla sua famiglia, ma - per un gioco del destino? - si trova a tu per tu proprio con il truffatore che ha causato la sua rovina. 
Fare la modella, finalmente arrivare al mondo patinato del jet-set non è né facile né sicuro, si può vedere i propri sogni tentennare (La città di smeraldo), o ci si può accorgere che non tutto è tanto piacevole quanto sperato. Lo sa bene la protagonista di La stilista, che assiste all'arrivo di una nuova potenziale modella, ne osserva la magrezza e la giovinezza, quel modo che ha di posare, così pieno di talento grezzo, e un po' la invidia. O meglio, lei - molto più formosa e adulta - invidia l'interesse che il fotografo sembra nutrire per la nuova arrivata filiforme. Eppure, in breve la protagonista si rende conto che l'altra è solo una ragazzina, ben lontana dall'accorgersi delle sue potenzialità, ancorata a una sua nostalgia ancora da bambina. 
Anche la famiglia, d'altra parte, può essere un covo di segreti, impossibili da superare davvero, così come è difficile uscire dai ruoli preconfezionati: in Un pezzo soltanto i due fratelli protagonisti devono affrontare un lutto terribile, ancor più angosciante perché causato da un incidente a cui hanno assistito entrambi, da piccoli. E anche le relazioni di coppia vengono analizzate scrutando la dimensione dei tradimenti, dei segreti, di un perverso gioco di coppia (Il trucchetto dell'orologio). Insomma, «ottenere quello che si desidera è soltanto l'inizio. La cosa difficile è tenerselo stretto», perché i rapporti temono di sfaldarsi mentre tutto il mondo pensa che siano perfettamente in piedi (L'elemosina), o soffrono di tradimenti anche tra padre e figlia (Puerto Vallarta). Ma ci sono incontri che promettono di restare per sempre nei ricordi (Sorelle della luna) e altri che, a distanza di anni, aprono nuove prospettive, anche quando tutto il proprio mondo sembra essere stato letteralmente scippato (Inverno spagnolo). E qualche volta ci si può illudere di essere perfettamente al proprio posto (Lettera a Josephine): 
"Guarda dove sei" dice Josephine. "Guarda! Sei nel posto perfetto".
Per un magnifico istante, Lucy ci crede. 
E la narrazione è conforto, viene da pensare: con il suo stile cristallino, senza vezzi, con la scelta di passi calibrati, ora sfuggendo a scene madri e ora concedendosene qualcuna, ma soprattutto costruendo momenti epifanici rilevanti, Jennifer Egan conferma tutto il suo talento. Sono racconti giovanili, certo, ma in tante storie i suoi protagonisti si raccontano con una verosimiglianza straordinaria: nei loro corpi perfetti, o nella giovinezza iridescente, si scontrano con ostacoli in apparenza insormontabili. E ognuno di loro prova, con tutta la sua straordinaria limitatezza umana a vivere, e non solo a sopravvivere.

GMGhioni