venerdì 8 febbraio 2019

"Pensare, scrivere, insegnare - cioè fare quello che gli intellettuali devono fare - significava provocare": la distopia di Giacomo Papi

Il censimento dei radical chic
di Giacomo Papi
Feltrinelli, 24 gennaio 2019

pp. 141
€ 13 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)

La Commissione era al lavoro dal primo mattino. A comporla erano tredici membri: un Presidente nominato dal Governo con potere di indirizzo e sei tra scrittori, studiosi e linguisti, oltre a sei commissari sorteggiati a caso in rappresentanza del popolo: una commercialista, un personal trainer, una maestra elementare, un meccanico, una modella e un fantino. Fu subito individuato un metodo elementare, ma efficace: i sei membri acculturati si davano il turno nel leggere a voce alta i 250mila lemmi del Dizionario Devoto-Oli (lo Zingarelli fu scartato a causa del nome imbarazzante, tanto più nella versione con Cd-Rom) e i sei commissari popolari ascoltavano, soffiando dentro un fischietto tutte le volte in cui si imbattevano in un termine di cui non conoscevano il significato. 
Avete già capito: Giacomo Papi fa dell'ironia e della satira due strumenti efficacissimi, che vanno di pari passo al gusto per l'iperbole e la parodia. Ma è proprio così, con la levità di una penna solo apparentemente leggera e disimpegnata, che invece arriva potentissima la critica del presente. Ma andiamo con ordine: intanto, devo proprio dire che sono incappata in questo titolo curioso per caso, poi la trama e le recensioni online mi hanno convinta subito. Intanto, l'idea di un mondo in cui un Ministero dell'Ignoranza mette alle porte gli intellettuali e inizia schedarli (da qui l'idea del "censimento", per l'appunto), a perseguitarli e a ucciderli di botte, è qualcosa che porta all'estremo alcune tendenze attuali: se anni fa era un vanto definirsi "intellettuali", di recente al suono di questa parola non è raro scorgere nello sguardo degli interlocutori sospetto, se non addirittura presa di distanza e disgusto, quasi fosse una colpa lavorare nell'ambito culturale. 
Ecco allora che nella società immaginata da Giacomo Papi anche la tv fa di tutto per boicottare le parole difficili, che vengono pian piano cancellate da una commissione apposita, che ha il compito di censurare tutto, compresa l'opera che teniamo tra le mani. Infatti, qui e là troviamo le note e le cancellature di Frun, ovvero il Funzionario Redattore Ugo Nucci, che deve emendare il testo, semplificandolo e cassando eventuali passi poco chiari. Non di rado, poi, il Funzionario Redattore Capo Salvo Pelucco si trova a revisionare le annotazioni di Ugo Nucci e si generano battibecchi interni alla censura, decisamente godibili. 
Ma da quale fatto muove questo Censimento dei radical chic? Dall'omicidio efferato di un noto studioso di Illuminismo, Giovanni Prospero, in un primo momento perseguitato sui social per la sua pretesa di continuare a svolgere le proprie ricerche e dopo raggiunto nella sua abitazione, dove si è consumata la tragedia. La figlia, Olivia, si dedica quindi a scoprire che cosa stia davvero avvenendo: certo, lei ormai ha lasciato la ricerca (prima si occupava di epigrafia) per lavorare in un ristorante, ma il senso di ingiustizia serpeggia e non può che indagare.
In ogni caso, a dispetto della copertina, che richiama col suo colore il ben noto genere di successo, non è tanto il giallo a portarci a girare pagina voracemente: è piuttosto la capacità di Papi di disegnare un universo davvero delirante, di primo acchito inconcepibile e invece... invece, drammaticamente noto. La figura del Ministro, poi, ha inquietanti echi col presente, per non parlare della campagna anti-rom, che nel romanzo ha semplicemente preceduto la ghettizzazione e l'epurazione degli intellettuali. Potreste mai immaginare l'Italia ridotta a una specie di Svizzera, ordinata, certo, ma anche così triste e grigia? Un paese dove la cultura viene del tutto esclusa dalla vita delle persone? Il solo pensiero fa venire i brividi, ma viene il dubbio, leggendo qui e là Il censimento dei radical chic, che Giacomo Papi abbia solo previsto cosa potrebbe accadere, se il nostro Paese continuasse a percorrere la via - politica, sociale, culturale - intrapresa da qualche anno.
Per questa capacità di far riflettere divertendo, con un'ironia salace e intelligente, vorrei tanto che questo romanzo arrivasse nelle case degli attuali e futuri elettori, perché si avvicinano giorni importanti per l'Italia, e non possiamo davvero perdere tempo o limitarci a una scrollata di spalle e a un lamento.

GMGhioni


"Chi sono quelle signore, mamma?" "Sono intellettuali, Arturo". "E che cos'è un intellettuale, mamma?" "Qualcuno che legge molto e usa parole difficili, suppongo". "E a che cosa serve?" "Questo devi chiederlo a tuo padre". Avreste mai pensato di leggere una conversazione del genere? Certo, si tratta di distopia, e il passo è tratto da #IlCensimentodeiRadicalChic di #GiacomoPapi; però provate a leggere il testo e vedrete quante inquietanti risonanze ci troverete con la banalizzazione del linguaggio e l'affossamento della classe intelletuale nell'Italia di oggi! Il pregio di questo romanzo? Fare critica sociale in modo molto brillante, con il sorriso, nascondendo dietro l'apparente visione apocalittica del futuro, con tanto di Garante per la Semplificazione della Lingua Italiana, censori, mazzate agli intellettuali e applausi scroscianti per il Ministero dell'Ignoranza. Presto sul sito la recensione di @gloriaghioni! #Criticaletteraria #Feltrinelli #book #instalibri #instabook #kindle #ebook #novità #inlibreria #bookaddict #distopia #romanzodistopico
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