venerdì 7 dicembre 2018

#PLPL18 - Il nostro primo entusiasmante giorno sotto La Nuvola della piccola e media editoria italiana

L'esterno del Roma Convention Center La Nuvola - Foto di @la_effesenza

Un cielo grigio si addensa sopra La Nuvola avveniristica di Fuksas, ma il sole risplende negli animi dei partecipanti al secondo giorno (nostro primo) dell’edizione del 2018 di Più liberi e più liberi – Fiera nazionale della piccola e media editoria, che inizia sotto i migliori auspici. Sì, perché in questo giovedì di fiera a farla da padrona sono le scolaresche, che già all’orario di apertura affollano i gate di ingresso al Roma Convention Center La Nuvola e con la loro gioia portano una ventata di entusiasmo e ottimismo su tutti partecipanti all'evento.
È questo il secondo anno in cui la fiera cambia la sua collocazione, abbandonando la storica sede del Palazzo dei Congressi: pochi passi sperano le due strutture, ma immense si avvertono subito le differenze. Migliore accoglienza, più spazio per le strutture ricettive, barriere architettoniche praticamente abbattute (sebbene, anche in questo caso, i percorsi dedicati sono spesso lontani dai punti cruciali dell’evento), luoghi nuovi e puliti. C’è ancora qualcosa da fare per regolare il flusso di ingresso (la fila di bambini e ragazzi rischiava di invadere la trafficatissima - e a scorrimento veloce - Via Cristoforo Colombo), ma tutto sommato l’atmosfera, una volta entrati nel centro fieristico, fa dimenticare le leggerezze inziali.


L'interno de La Nuvola - Foto di @la_effesenza
Immediatamente, infatti, si ha la percezione dell’organizzazione degli spazi, individuabili con cartelli e segnaletica di vario tipo, distribuiti su tre livelli principali: al primo troviamo sale conferenze ed espositori ordinati secondo lettere dell’alfabeto e disposti su ampi corridoi (agevolando quindi le vasche tra uno stand e un altro), al piano mezzanino vi sono altri stand e altre sale conferenze e all’ultimo piano, occupato da un'unica grande sala conferenze, si entra letteralmente nella celebre nuvola visibile dalle vetrate esterne. La disposizione intuitiva delle diverse aree e il flusso sopportabile dei visitatori, mi hanno quindi permesso di girovagare in lungo e in largo per tutta la fiera, soffermandomi su tutti gli stand e assaporando anche gli aspetti meno gettonati dell’evento.

Un volume della mostra Nihon no Ehon -Foto di @la_effesenza
Come la mostra permanente, nell’Area Ragazzi, Nihon no Ehon – Libri dal Giappone, organizzata in collaborazione con l’Ambasciata del Giappone in Italia e JBBY, un assaggio dei volumi ospitati alla mostra in corso al Palazzo delle Esposizioni (fino al 6 gennaio 2019). Un percorso grazie al quale i bambini, pur non comprendendo completamente il contenuto dei testi esposti in quanto in caratteri giapponesi, possono viaggiare grazie alla loro fantasia semplicemente sfogliandoli, e immaginare i luoghi lontani evocati dagli splendidi albi illustrati.

O come i progetti fotografici Make a wish della fotografa svedese Loulou d’Aki e The island of the Colorblind di Sanne De Wilde, curate da Arianna Rinaldo e prodotte da Cortona On The Move. La prima, con la forza dei primi piani, zooma sulla realtà vissuta dai giovani d’oggi, in un’età in cui dovrebbe essere possibile realizzare qualunque desiderio, ma in cui è invece sempre più difficile ambire alla felicità, specie nelle zone mediorientali del nostro pianeta. Nella seconda, invece, la fotografa belga ha voluto indagare, con la sua ricerca visiva svolta negli Stati Federati di Micronesia, il ruolo che la genetica ricopre nella vita delle persone. 

La mostra Make a wish - Foto di @la_effesenza
Tante immagini, quindi, ma non potevano mancare gli incontri culturali di settore. Il più importante della giornata, Trovare lavoro nell’editoria. Esperienze a confronto, ha provato a rispondere a un interrogativo che molti appassionati di lettura si sono posti: qual è il modo migliore di trovare lavoro nell’editoria? Marco Cassini, storico fondatore della casa editrice minimum-fax, e alcuni addetti ai lavori che attualmente ricoprono diversi ruoli in diverse case editrici (da direttori commerciali ad addetti all’ufficio stampa, da redattori fino a social media manager) hanno fornito le loro testimonianze per provare a rispondere realisticamente alla domanda di cui sopra. Pur avvertendo l’eco costante della promozione dei corsi della Scuola del Libro di Roma (di cui Cassini è direttore), l’incontro non ha virato su mere esposizioni promozionali, anzi. Scherzando sull’endemica indigenza in cui riversano tuti i lavoratori dell’editoria, la parola d’ordine di tutto l’incontro è stata passione. Spaziando da consigli pratici (frequentare molte librerie, fiere ed eventi e spendere del tempo a interrogarsi sulla fisicità di ogni libro) a dritte più o meno ideali, come l’ossimorico consiglio di stalkerare con moderazione i personaggi di settore che più si ammirano o di porsi costantemente domande sul perché delle cose, il bilancio finale può essere riassunto con l’impossibilità di fornire una risposta certa alla domanda che ha aperto l’incontro. Tuttavia, se si parte dalla consapevolezza che la formazione specializzata è un requisito fondamentale per accedere in questo mondo e se si tiene in mente l’assunto che ogni libro è sempre frutto di una combinazione del 50% di cultura e del 50% di strategia imprenditoriale, ecco che le possibilità di ricoprire un profilo professionale in ambito editoriale non appare più come una chimera irraggiungibile. Basta armarsi di passione, pazienza e dell’apertura mentale di comprendere che in editoria non ci sono solo editor e redattori. Con quel pizzico di fattore C che non guasta (ovviamente mai).


Foto di @la_effesenza
La mia prima giornata si appresta infine a concludersi con l’esperienza che, a mio parere, meglio configura la vita da fiera (letteraria o fumettistica che sia): la coda per ottenere l’autografo del proprio autore del cuore. Vedo tanta cultura nei minuti (o più spesso ore) trascorsi in piedi accanto agli altri appassionati. Per smorzare l’attesa e non sentire il peso della fatica, ci si mette subito a chiacchierare con degli sconosciuti, che proprio estranei non sono, dato che si condivide il medesimo entusiasmo. E se in questo caso la fila era per ottenere un disegnino dal fumettista italiano Michele Rech Zerocalcare, ecco che i discorsi iniziano a spaziare dai graphic novel più apprezzati degli ultimi anni, dai film visti in sala e che ci hanno puntualmente deluso, fino ad arrivare ai romanzi che ci hanno tenuti incollati per ore al divano di casa. Quando arriva il proprio turno si ottengono una firma, uno sketch e una foto, ma il vero premio è l’energia intellettuale che scorre in quei lunghi, interminabili, momenti di attesa.

Foto di @la_effesenza

Più liberi e più liberi 2018 esordisce con il botto per noi di CriticaLetteraria. Ma, come ha detto qualcuno, il meglio deve ancora arrivare. A presto con le prossime cronache!
Federica Privitera