giovedì 6 settembre 2018

"Cambio di rotta": il cesello psicologico di Elizabeth Jane Howard

Cambio di rotta
di Elizabeth Jane Howard
Fazi Editore, 2018

Traduzione di Manuela Francescon

pp. 450
€ 18,50 (cartaceo)



Ho avuto una visione di noi tre bloccati in quella scena che si ripete all'infinito, nel nostro minuscolo mondo fatto di reciproche concessioni, equivoci elevati a tradizioni di famiglia e una specie di disagio idiosincratico. Em si è voltato verso di me, e per un momento ho creduto che la stessa visione fosse passata anche nella sua mente.
Emmanuel Joyce è un drammaturgo, ormai sessantenne, con una serie di successi alle spalle. Malinconico, irresposabile e portato al tradimento è sposato con Lillian, donna bella e di classe, ma malata di cuore e in lutto costante per la morte della figlioletta Sarah. Jimmy è il loro braccio destro e factotum, un orfano dalle origini incerte che si barcamena tra i due lati dell'oceano per aiutare Em nella promozione e nella realizzazione delle sue opere. Dopo l'ennesima relazione di Em con una segretaria e dopo il tentato suicidio di lei per l'amore non corrisposto, viene assunta la giovane Alberta Young, la timida e poco esperta del mondo figlia di un pastore protestante. Sarà lei a fungere da carica per gli ingranaggi dei consolidati e ripetitivi rapporti del trio, dando origine a profondi rivolgimenti nella vita di ognuno.
Continua la riscoperta dei romanzi di Elizabeth Jane Howard prima che diventasse l'autrice della saga dei Cazalet. Con Cambio di rotta in uscita proprio oggi per Fazi, ci immergiamo in un raffinato lavoro di cesello psicologico sui quattro attori che recitano in queste pagine.
Aspettarsi le cose uccide l'esperienza e un'esperienza ogni tanto ci vuole. Anche quando si tira avanti e la vita è sempre uguale.
Quando si ha a che fare con un'autrice e una saga imponente come quella dei Cazalet e si leggono i romanzi scritti precedentemente, si corre il rischio di interpretare tutta una produzione artistica in virtù del punto d'arrivo: ovvero, tutto quello che la Howard ha scritto viene visto come finalizzato alla creazione dei Cazalet. Se è vero che ogni tassello è crescita per l'autore per arrivare al massimo della sua produzione, è anche vero che così si rischia di sminuire le opere precedenti, viste come embrioni del più completo sviluppo creativo. Una lettura spesso forzosa che può far perdere di vista il godimento puro e semplice di un'opera raffinata come Cambio di rotta.

Scritto nel 1957 e ispirato, in parte, all'estate che Jane passò a Saint-Tropez insieme a degli amici e all'allora amante sposato Leigh Goodman, Cambio di rotta è un romanzo a quattro voci. Em, Jimmy, Lillian e Alberta si muovono tra le pagine come personaggi di un'opera teatrale e ci fanno vedere eventi e sviluppi da angolazioni e sfaccettature diverse. Lo svolgimento della storia, di base, è molto semplice. I Joyce vivono in giro per il mondo per via del lavoro di lui e per una loro refrattarietà alla fissa dimora, data soprattutto dal trauma della scomparsa della figlia Sarah, morta di meningite quando era molto piccola. Tra Londra, New York e l'isola greca di Idra, la coppia e Jimmy verranno a contatto con nuovi sentimenti e verità su loro stessi dati dal nuovo punto di vista portato da Alberta.
Una storia umana ad alta complessita data dal cesello psicologico e dal ricchissimo linguaggio che la Howard schiera in campo.
Lillian ha alle sue spalle la tragedia di essere rimasta orfana da adolescente. Debuttante poco promettente perché troppo cervellotica e con una salute compromessa, realizza un grande sogno sposando il ben più vecchio di lei drammaturgo Em Joyce. Così grata e innamorata da passare sopra le frequenti infedeltà di lui ("si sa che gli artisti hanno bisogno di un senso di libertà... di stimoli", spiega lei stessa a Jimmy) è, in realtà e in maniera inconscia, una sottile manipolatrice. La sua malattia è speso scudo e cappio con cui mantenere unito il matrimonio. Il costante lutto per la perdita della figlia, una figlia per la quale ha rischiato la vita essendo troppo malata di cuore per portare a termine una gravidanza sicura, completa la gabbia emotiva in cui racchiude chi le sta intorno.
Jimmy è un orfano che non sa nulla della sua famiglia di origine, nemmeno se fosse britannica o americana: il suo accento è infatti non ben definito. Assunto da Em come factotum, Jimmy diventa del tutto devoto alla causa del teatro di Mr Joyce. Lui si occupa dei casting, di trattare con impresari e fan, di far eliminare segretarie quasi suicide dalla vasca da bagno di casa. Adorante nei confronti di Lillian che, pur trovandola a volte di difficile gestione, è innalzata su un piedistallo, nei confronti di Em nutre un rapporto genitore-figlio: sfocerà in contrasto, perché ogni figlio, per crescere, deve abbattere in qualche modo la figura paterna.

Em, l'unico dei personaggi a non parlare in prima, ma in terza persona soggettiva, pare essere un mix di tutto ciò che la Howard cercava in un uomo. Più anziano e con più esperienza, intellettualmente molto vivace, ma divorato da insoddisfazione e malinconia. Poco avvezzo alla fedeltà. Il rapporto con Alberta, all'inizio, si impronta sul rapporto genitoriale. Lei ha più o meno l'età che avrebbe avuto la figlia e "mi ha raccontato così tanto della sua famiglia da farmi sentire responsabile per lei", spiegherà Em a Lillian. Il sentimento inevitabilmente evolverà e cambierà e lo porterà in contrasto con Jimmy, visto che anche lui si è preso cura di Alberta.
Alberta, che in realtà si chiama Sarah e che ha accettato un nuovo nome per non turbare Lillian, è la limpida voce del cambiamento. Parte come segretaria, come viene poi selezionata come protagonista per una commedia di Em che non riesce a trovare nessuna attrice che la soddisfi. Deliziosamente caratterizzata dall'abitudine di starnutire quando è contenta, affronta tutte le novità che la vita nomade con i Joyce le porta con entusiasmo, ma con pacatezza. Capace di riflessioni acute e profonde nonostante la scarsa esperienza del mondo, affida i suoi pensieri alle molte lettere per il padre in Inghilterra. Proprio la sua inconsapevolezza rendono l'impatto delle sue azioni devastante, un vero e proprio meteorite dal viso gentile.

Cambio di rotta è un gioco di affinità elettive, di ribaltamenti di prospettiva e di indagine psicologica squisita. Un terreno di studio analitico per la mente dei personaggi con il garbo e la lingua raffinata che alla Howard non ha mai difettato. E che rende quest'opera degna di essere letta e considerata anche a prescindere dalla saga dei Cazalet. 
Giulia Pretta

Continua la ristampa da parte di @fazieditore delle opere di Elizabeth Jane Howard. Oggi esce “Cambio di rotta”, romanzo a quattro voci scritto nel 1957. È un raffinato cesello psicologico che indaga i rapporti di amore e come gli equilibri possano essere sconvolti anche dall’elemento più impensabile. Con quattro personaggi magnificamente caratterizzati, Elizabeth Jane Howard conferma una volta di più di essere stata un’autrice straordinaria già ben prima dei Cazalet. Come sappiamo tutte queste cose? 😁 Giulia non riusciva a resistere e l’ha letto in anteprima così ora su critica trovate la recensione e in libreria il romanzo. Buona lettura 📚 #nuoveuscite #recensionilibri #fazieditore #elizabethjanehoward #cazalet #cambiodirotta #seachange #british #leggere #libri #consiglidilettura #criticaletteraria #anteprime #ereader #readin #bookworm #instabook #bookgram
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