sabato 23 giugno 2018

CriticARTe - TORBJØRN RØDLAND: The touch that made you - Fondazione Prada Osservatorio

Torbjørn Rødland - Comb Over, 2015-2016 
“TORBJØRN RØDLAND: The touch that made you”

presso Fondazione Prada Osservatorio fino al 20 Agosto 2018

Lo scorso autunno, in occasione di Frieze Art Fair, la Serpentine Sackler Gallery di Londra, ha ospitato la prima tappa della mostra “Torbjørn Rødland: The Touch That Made You” dell’artista norvegese, che atterra alla Fondazione Prada, all’interno degli spazi di Osservatorio, in Galleria Vittorio Emanuele II, Milano. A cura di Hans Ulrich Obrist e Amira Gad la mostra, che riunisce una selezione di più di 40 opere fotografiche e 3 video realizzati tra il 1999 e il 2016, è visitabile fino al 20 agosto 2018.
Le immagini di Rødland sono moderne e formali, dal gusto pulito, immediato, potrebbero essere avvicinate allo stile commerciale e della moda, se non fosse per la forte poetica espressa, il messaggio concettuale ed a tratti estraniante. 

“The Touch That Made You” - spiega l’artista - rimanda ai processi analogici: il tocco della macchina fotografica, il tocco della luce che colpisce la pellicola, il tocco dei liquidi che scorrono sulla pellicola durante lo sviluppo. Ed è una cosa che collego alla complessità e all’intimità di alcuni soggetti - gli incontri tra due individui o tra oggetti e corpi”.

I suoi lavori provocano nello spettatore una reazione ambivalente di repulsione e attrazione, intimità ed estraneità rispetto ai soggetti ritratti. Ad esempio, osserviamo un giovane bellissimo che stringe il collo di un anziano, in una posa talmente plastica da ricordare una statua ellenica splendida, creando un misto di emozioni opposte e di conflitti visivi. 
Come spiega l’artista: 
“si potrebbero interpretare i miei ritratti coperti da parole o vernice – quali Hands and Eyes. Portrait no.1 (2008-2010) – come una violazione dell’individuo, ma io li considero una sfida alla tradizione della ritrattistica. Voglio fare ritratti che rimandino a qualcosa che va oltre l’individuo e quindi sono attirato dalle persone che penso mi possano aiutare a ottenere questo risultato”. 
Ogni oggetto, sia umano o appartenente al regno della flora e fauna, si libera del peso semantico sfidando le convenzioni concettuali e stilistiche integrandosi ad elementi magici, surreali all’interno della personalissima visione dell’artista. Parti anatomiche, oggetti quotidiani ed elementi naturali si trasformano in feticci ambigui, sensuali, volitivi.
Quale sia in ultima analisi il punto di arrivo del percorso espositivo proposto, quale l’interpretazione di queste mise-en-scene orchestrate con sapiente meticolosità e studio, ricche di pathos, non è espresso, ma lasciato alla libertà dello spettatore. Ciò che è certo è che ogni scatto di Rødland riesce nell’intento di stimolare una reazione, sia essa di piacevole sorpresa, positiva condivisione di pensiero od al contrario avversione.
L’intento non è di illustrare una particolare idea, le opere sono spesso caratterizzate da una forte componente di autoriflessione priva di posizione teorica. Le invenzioni visive, i video estranianti, puntano ad esplorare il potenziale simbolico del medium fotografico, spesso giocando deliberatamente con la forte ambiguità dello stesso, sondando le diverse modalità con cui lo spettatore può essere stimolato, se costretto a confrontarsi con queste opposizioni. 
Torbjørn Rødland è nato nel 1970 a Stavanger, Norvegia. Al suo lavoro sono state dedicate mostre personali in istituzioni internazionali. Nonostante viva tra la californiana Los Angeles e la meno solare Oslo, sono rintracciabili all’interno della sua opera evidenti segni formali di una scuola artistica marcatamente scandinava.
Sala di proiezione: The Exorcism of Mother Teresa (2004),
Heart All This & Dogg (2004) e I Am Linkola (2007). 
Le opere sono esposte sui due piani di Osservatorio, affisse a pareti monocrome e lisce, all’interno, e da pareti grezze e non finite, all’esterno. Il percorso espositivo crea una piacevole serpentina lungo i due livelli, che contribuisce al godimento visivo dell’opera in un’ambiente circoscritto, aumentandone l’impatto esperienziale. 
Per Rødland questi lavori rappresentano “uno strumento per esplorare il movimento, l’intervallo e la temporalità – qualità che non riesco ad approfondire in modo così esplicito con la fotografia. Quindi si tratta ancora di un’indagine del mezzo fotografico, ma con parametri diversi”. 
Elena Arzani

Per informazioni: fondazioneprada.org 
Didascalie dall'alto verso il basso: 
Torbjørn Rødland - Comb Over, 2015-2016 - Chromogenic print on Kodak Endura paper mounted on dibond 60 x 76 cm - Private collection 
Torbjørn Rødland - Midlife Dilemma, 2015 - Chromogenic print on Kodak Endura paper mounted on aluminium Framed 142 x 112 x 4 cm - Edition 2/3 - Collection Fin Serck-Hanssen
Immagine della mostra “Torbjørn Rødland: The Touch That Made You” Foto Andrea Rossetti
5 aprile - 20 agosto 2018 - Fondazione Prada Osservatorio, Milano - 
Courtesy Fondazione Prada
da sinistra a destra
Torbjørn Rødland
Stocking, Jeans and Carpeted Stairs, 2013-2017

Torbjørn Rødland Plate and Spoon, 2015
Torbjørn Rødland Bathroom Tiles, 2010-2013
Torbjørn Rødland Pump, 2008-2010