martedì 24 gennaio 2012

Simone Rossi: Croccantissima

Croccantissima
di Simone Rossi

illustrazioni di Francesco Farabegoli
autoproduzione 2011



l'udito serve a orientarsi, a sapere dove sono i pericoli, è per questo che nelle orecchie c'è il labirinto, è per questo che certe chitarre sono un suono bugiardo, le senti e non sai da dove vengono, o dove ti stanno portando, ti perdi, ti farai sbranare, cacciatore, occhio.
Questo insolito e spiazzante romanzo assume, già dalle primissime pagine, la forma di un valzer in controtempo, sostenuto da una musicalità volutamente slabbrata e da un andamento ritmico incostante, che si abbevera alla fonte contaminata di un linguaggio straniante e concreto.
Supportato da un'empatica espressività che tende a sommuovere le corde più viscerali del pensiero critico socializzato, adagiandosi però sul personalissimo susseguirsi di ripetute attitudini quotidiane, Simone Rossi racconta, in questa sorta di ballata rarefatta e demistificata, una qualunque storia di una qualunque vita.
C'è l'amore, corrisposto prima, poi non più ricambiato, forse poi tardivamente riscoperto e rimodellato sotto una nuova luce, quella della consapevolezza parossistica del saper stare al mondo, specialmente quando questo mondo riesce a svelarsi, ormai, crudelmente inospitale, amaramente infettivo, in fin dei conti respingente.
C'è la precarietà, perciò, non solo dei rapporti interpersonali, ma anche, ovviamente, delle mancate e sbiadite occasioni lavorative, degli stralunati contatti, soggettivi e progettuali, con un sovraimpresso, infinito tempo determinato.
C'è l'insofferenza verso una certa, programmatica continuità esistenziale, ideologica e fattiva, tassativamente imposta dai più disparati e disperanti regimi comportamentali imborghesiti e scorretti.
C'è la passione, che è passione dei sensi, in quanto nutrimento sostanziale per l'innata curiosità organolettica, e soprattutto afflato intellettuale verso ogni forma fisica e metafisica di interminabile determinazione artistica.
Ecco spiegate le inserzioni fumettistiche, i bozzetti illustrativi minimalisti.
Ecco spiegata, dunque, la succitata musicalità debordante che trasuda dalle pagine di questo acerbo, ma già ben compiuto, romanzo di neo-formazione umanistica disintegrata, ad opera di un ragazzo presto adulto, giocosamente saggio, apprendista malinconico della scrittura surrealista materializzata. 

Ti limiti a riverniciare il soffitto mentre i tuoi coetanei stanno rinominando le stelle, vedi di darti una mossa: se vuoi essere un martire ci vuole un po' più d'impegno.

Francesca Fiorletta