domenica 25 gennaio 2009

Le vie meno battute dall'amore - o semplicemente le più nascoste -


Lame e affini
di Susanna Trossero
Perugia, 2008, Graphe.it

Pagg. 95
€ 10.00

L’amore e le sue vie meno percorse sono il costante sfondo degli otto racconti contenuti in Lame e affini, ultima opera di Susanna Trossero. Contrariamente a quanto si possa ipotizzare frettolosamente, il titolo non allude a chissà quali pratiche erotiche, ma a un meccanismo più sottile, una serie di lame che riescono a sminuzzare o a levigare gli animi innamorati, ledendo o adattando lo spirito alla situazione. Sempre, l’amore – o un suo spettro – innesca una serie di trasformazioni, più o meno evidenti.
Per darvene un semplice assaggio, vi riassumerò brevemente (e senza svelare troppo della trama) i primi racconti. Si inizia con lo sconvolgente Angeli metropolitani, in cui un narratore maschile racconta in prima persona un incontro fatale con una bibliotecaria: avvenente e affascinante, sembra incarnare il prototipo della donna perfetta, a proprio agio in una bellezza non esibita, ma quiescente sotto vestiti comuni. Mai il lettore s’aspetterebbe la scoperta che turberà e sorprenderà il protagonista, dietro una porta chiusa con evidenti fremiti d’attesa.
Più tradizionale è il secondo racconto, Oliviero, dove una narratrice in prima persona analizza quel drammatico “do ut des” che domina l’amore mercificato. Tuttavia, un incontro inaspettato – con Oliviero, appunto – sembra incrinare l’apatia con cui la donna calcola ogni dettaglio delle sue relazioni ad alto prezzo. Le sicurezze personali vacillano, o almeno sembrano vacillare.
Di grande intensità, Senilità è un testo composito, costituito da una prima pagina di diario che un’anziana dedica al compagno, e da una narrazione finale da parte di una amica dell’ospizio. Senza mai incorrere nel rischio del patetico, si delinea qui con grande delicatezza il percorso di due anime che hanno fatto del sesso l’apoteosi del loro amore, così vero.
Ancora molto si potrebbe dire sui cinque restanti racconti, ma credo che uno su tutti dimostri la scioltezza della penna disinibita e delle emozioni di Susanna Trossero: l’ultimo, intitolato Anime gemelle, riprende uno dei temi della letteratura classica, ovvero l’incesto. Una relazione torbida agli occhi della gente, pura per i protagonisti, unisce due gemelli precocemente separati. Anche qui, l’autrice osserva con imparzialità, lascia che siano i suoi personaggi a prendere voce, senza intromettersi con giudizi da benpensante. Al contrario, sembra accompagnare i suoi stessi personaggi con una curiosità sana, nonostante il tema forte di alcuni racconti; e pazienta, fino alla fine, con lo stesso stile chiaro che già avevamo incontrato nel precedente Nella tana dell’orco e altre storie. Dunque, una prova che dimostra senza dubbio la versatilità senza limiti di Susanna Trossero.

GMG

Vuoi conoscere qualcosa di Susanna? Leggi la nostra intervista.