lunedì 26 giugno 2017

Barry Strauss e la cronaca del mondo antico

La morte di Cesare. L'assassinio più famoso della storia
di Barry Strauss
Laterza, 2017

Traduzione di David Scaffei
1^ edizione: 2015

pp. 350
€ 13,00 (cartaceo)


La morte di Cesare non si apre con il pugnale che vedete in copertina: si apre con un trionfo, che celebra l'incredibile vittoria di Giulio Cesare nel 45 a.C., dopo la famosa vittoria di Munda, che segna la sconfitta definitiva dei pompeiani. Come in una presa diretta, Barry Strauss presenta i personaggi che accompagnano il comandante vittorioso: Decimo, Bruto, Ottaviano, Antonio. Ognuno di loro è vicino a Cesare: Decimo è un fidato compagno d'armi, Bruto è figlio dell'amante più cara a Cesare, Ottaviano gli è nipote, Antonio è amico e comandante da anni. Ma, nonostante parentela e amicizia, ognuno di questi quattro personaggi ha validi motivi per competere con gli altri e desiderare di sostituirsi a Cesare. 
Le ragioni di questa ambivalenza vengono spiegate approfonditamente da Barry Strauss, che coglie personaggio per personaggio in uno zoom attento ai dettagli. Si parte sempre con l'aspetto fisico, descritto minuziosamente, e il carattere, desunto da fonti più o meno accreditate, di cui l'autore dà sempre conto; si passa quindi a un flashback sulla carriera del personaggio, focalizzando tutto sul rapporto che il personaggio intrattiene con Cesare, ma anche sulle ambizioni personali. Il lettore, in tutta la prima parte del saggio (circa un'ottantina di pagine), si avvicina ai protagonisti della congiura, a cui assiste con dovizia di particolari storici e ipotesi sugli interessi di questo e quel congiurato (si tratta della seconda parte del saggio). 
Intanto, Cesare si è stabilito nella sua lussuosa villa oltre il Tevere: che cosa sta preparando davvero?

Ma arriviamo alle Idi di Marzo: se i capitoli precedenti avevano osservato le diverse prospettive di questa o quella figura storica, in un sorprendente rallenty, che ancora una volta sfrutta tutte le tecniche cinematografiche, ora Strauss coglie i presagi in sogno, le predizioni infauste, narrando anche quelle meno probabili, ma ugualmente suggestive. E finalmente Cesare esce di casa per recarsi al Senato, nonostante non si sentisse bene già dalla notte e fosse stato sconsigliato da tutti. D'altra parte, si dice che avesse accettato di andare, su consiglio di Decimo (complice della congiura), per disdire e rimandare l'incontro di quel giorno. 
E dall'arrivo al senato Strauss sceglie di lavorare per fotogrammi: coglie la tensione dei congiurati, l'eccitazione della folla, la forte stretta attorno ai pugiones (i pugnali) sotto le toghe, la agitazione dei senatori, la sensazione che qualcosa di mai visto prima stia per abbattersi su quel che resta della Repubblica romana. E l'omicidio avviene: consultando le fonti e confrontando i diversi racconti, Strauss traccia scena per scena l'incubo di quelle Idi di marzo del 44 a.C., le ventitré pugnalate, ma anche congetture su chi fossero i sicari. 
Strauss non cala il sipario su questo celeberrimo evento: il saggio si occupa anche di cosa accade dopo, dalle rivolte popolari ai discorsi sul Campidoglio, fino all'amnistia decisa per i cesaricidi e i funerali magnifici accordati a Cesare. 
Quindi Strauss, velocizzando l'esposizione degli eventi, si occupa anche dei fatti immediatamente successivi, fino alla celebre battaglia di Filippi e poi dedica l'ultimo capitolo all'ascesa di Ottaviano, che molto deve a Cesare, ma che ha anche molto di innovativo. 
Il saggio, davvero piacevolissimo soprattutto fino ai funerali di Cesare, perché prezioso e stimolante (la parte successiva è più schiacciata sugli eventi storici), è decisamente consigliato a chi vuole accostarsi all'omicidio più famoso della storia antica in cerca di particolari. Per non lasciare nulla al caso, Strauss fornisce anche una dettagliata bibliografia commentata, davvero utile per filtrare l'altrimenti sterminata serie di studi su Cesare. 

GMGhioni


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