martedì 28 febbraio 2017

Il metodo danese per la felicità quotidiana - Hygge, di Meik Wiking

Hygge - La via danese alla felicità
di Meik Wiking
traduzione di Manuela Faimali 
Milano, Mondadori, 2017
pp. 288
17,90
La Hygge è legata a un'atmosfera e a un'esperienza, più che agli oggetti. È stare con le persone che amiamo. È la sensazione di stare a casa, di trovarci al sicuro, di essere protetti dal mondo e poter quindi abbassare la guardia. Magari semplicemente conversando sulle piccole o grandi cose della vita, godendoci una tazza di tè da soli.
Cos'è davvero la Hygge, e perché tutti ne parlano? Ultimamente si stanno moltiplicando le pubblicazioni legate a questa che sembra una vera e propria filosofia danese di vita, e molti editori stanno mettendo in commercio volumi che promettono di insegnarci a trovare la felicità seguendo i suoi dettami. L'ultima proposta, targata Mondadori, si fa notare innanzitutto per l'autorevolezza dell'autore del libro: Meik Wiking lavora per l'Happiness Research Institute di Copenaghen, un centro di ricerca che si occupa di analizzare la qualità della vita e il grado di benessere delle popolazioni. Riducendo ai minimi termini, potremmo dire che Wiking studia ciò che rende felici le persone. E lo fa da un punto di vista privilegiato poiché l'istituto si trova in Danimarca, nazione da anni sul podio dei paesi più felici al mondo, e quasi sempre con la medaglia d'oro al collo.
La ragione di tale primato, secondo Wiking, è certamente da ricercarsi nell'elevato tasso di benessere economico del paese, nell'alto grado di sviluppo del welfare, ma è soprattutto, secondo l'autore, nascosto nelle pieghe di questa suggestiva parola d'origine nordica: hygge.
Impossibile da tradurre, la Hygge si compone di un complesso di fattori che, rispettati pedissequamente, promettono di avvicinarci notevolmente alla felicità. Ma, attenzione: questa pratica non ci assicura la felicità eterna, senza cadute e scossoni, ma ci insegna a trovare la felicità quotidiana. E non è questa, forse, la promessa più bella? Vivendo in un mondo frenetico, siamo spesso stressati, tesi come corde di violino, sempre con la testa proiettata al prossimo impegno, con gli occhi fissi sulle lancette dell'orologio o sullo schermo dello smartphone. A quanti di noi è capitato di arrivare alla fine di una giornata estenuante, di ritagliarci un momento di riposo, eppure di non riuscire a rilassarci davvero, portandoci poi lo stress anche tra le pieghe del sonno? Ecco, seguite la Hygge e la vostra vita cambierà, almeno un pochino.
Per rendere efficacemente cosa significhi davvero hygge, l'autore si rifà ad un episodio del suo passato:
Un anno, poco prima di Natale, stavo trascorrendo il fine settimana con alcuni amici in un vecchio chalet in Svezia. […] Quando il sole tramontò, verso le quattro del pomeriggio, dato che non lo avremmo più rivisto per diciassette ore entrammo nello chalet per accendere il fuoco. Tutti stanchi e mezzi addormentati dopo l'escursione di quel giorno, ci sedemmo in semicerchio intorno al caminetto con indosso pesanti pullover e calze di lana. Gli unici suono erano stufato che bolliva, lo scoppiettio dei tizzoni e qualcuno che beveva un sorso di vin brûlé. Poi uno dei miei amici ruppe il silenzio.
«Potrebbe esserci più hygge di così?» fu la sua domanda retorica.
«Sì» rispose una delle ragazze dopo un momento. «Se fuori ci fosse una bufera».
Quella di Wiking è un'interessante e metodica analisi di tutto ciò che è hygge e tutto ciò che non lo è: capitolo dopo capitolo, l'autore ci svela tutti i segreti per portare nella nostra vita la felicità del quotidiano, la dolcezza di un momento, per tornare in contatto con la parte più intima di noi.
Il valore aggiunto del libro di Wiking, infatti, è che esso non è una semplice trattazione teorica, ma un vero e proprio manuale che ci aiuta a ricreare un'atmosfera pienamente hygge a casa nostra. Partendo dall'illuminazione – non c'è hygge senza candele o, perlomeno, senza una luce tenue e diffusa – passando al cibo e alle bevande («L'86% per cento dei danesi associa le bevande calde alla hygge. Può trattarsi di tè, cioccolata o vin brûlé, anche se quella preferita è il caffè»), per finire poi all'abbigliamento e all'arredamento.
Tutto ciò che viene scelto per allestire l'ambiente esterno creerà le giuste condizioni per un progressivo rilassamento interiore, fino alla creazione della hygge, che, però, non è solo un generico momento di relax: la hygge è un benessere interiore, diffuso. È calore, serenità, intimità. È sentirsi al sicuro, protetti e rilassati. Significa godere del momento, senza egocentrismi e individualismi (la Hygge mal sopporta chi monopolizza la scena).
La hygge, però, si può vivere anche – anzi soprattutto – in gruppo, ma senza che il numero di persone sia superiore a tre o quattro: questo perché la hygge è condivisione e convivialità, e queste sensazioni si rafforzano in gruppi piccoli.
Il tempo trascorso in compagnia crea un'atmosfera calda, rilassata, cordiale, intima, confortevole, comoda e accogliente. Per molti versi è come un buon abbraccio, ma senza il contatto fisico. È una situazione in cui ci si può sentire se stessi in perfetto relax.
La hygge è sedersi sul divano con una coperta, il proprio libro preferito e una tazza di tè fumante tra le mani. È starsene sotto il piumone e sentire il ticchettio delle gocce di pioggia sul tetto. È godere del calore del camino mentre fuori infuria la tempesta. È godere di un cinema all'aperto con gli amici più intimi, a parlare di tutto e niente, con una birra in mano.
La quintessenza della Hygge è naturalmente il Natale, in cui si gode del piacere di stare assieme, senza impegni né obblighi, godendosi il momento, tuttavia Wiking ci dà consigli e idee per estendere questa sensazione anche agli altri mesi dell'anno, estate compresa, e anche al di fuori delle mura di casa. A completamento dell'opera di ricreazione della hygge, Wiking fornisce anche una serie di ricette tipicamente danesi e aggiunge anche un tour hygge di Copenaghen, ovvero la lista dei posti più hygge della capitale danese. Che alla fine vi viene voglia di fare la valigia e partire subito.
Infine, degna di nota è la veste grafica del libro: le illustrazioni rendono appieno l'hygge, trasmettendo deliziosamente con quella sensazione di confortevole sicurezza che questa pratica si ripromette di creare.
In conclusione, quella del libro di Wiking non è una lettura come le altre. È un investimento per la vostra vita. Buona Hygge a tutti!

Valentina Zinnà

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