giovedì 14 luglio 2016

La scontrosa grazia di un romanzo breve

Tina
di Alessio Torino
Minimum Fax, 2016

pp. 141
€ 14 (cartaceo)



Tina vive tra gli ossimori: lei, ragazzina spesso scambiata per un maschio; sensibilissima verso il mondo e disumana contro le meduse; curiosa verso l'amore e intimorita dal piacere di stare vicino alla turista francese Parì. Tina può anche provare a schermarsi il viso con le mani, ma il sole accecante su Pantelleria continua a ferirle le retine con la verità: suo padre non c'è, se n'è andato con un'altra donna e a lei e a sua sorella Bea non resta che ritagliarsi qualche chiamata di nascosto dalla mamma.  
Paura di ferire e di rimanere ancor più ferite: sia Tina, scavezzacollo e vivace, sia Bea, scodinzolante come una velina, vivono la loro quasi-adolescenza a passi incerti, tra mosse false e passi indietro. Davanti a loro, l'impenetrabile mondo degli adulti: i gemiti di piacere che le ragazzine non sanno spiegarsi, ma che vogliono origliare; l'alcolismo del colto Charles, che ha fatto di Pantelleria il suo rifugio-tempio del dolore da abbandono; le stranezze di Andre, ristoratore arrivato sull'isola dopo una giovinezza travagliata. E anche la mamma, combattuta tra il dolore per il tradimento e la voglia di rivalsa e rinascita, è poco comprensibile per Tina e Bea. Eppure bisogna rapportarsi con tutto questo ogni giorno, e l'isola, con i suoi confini ben definiti, è al tempo stesso opportunità e limite, come la stessa Elsa Morante ci ha insegnato con L'isola di Arturo. Non si sfugge, Tina lo sa, ma sceglie di non rivelare il suo dolore, che si accumula e minaccia di tracimare via via che i giorni passano. 

Chi pensa, con Franco Moretti, che il romanzo di formazione sia ormai concluso ed esaurito, legga la storia delicata e al tempo stesso potente di questa ragazzina, alla ricerca della propria identità e del suo orientamento sessuale, come un novello Agostino, ma su cui grava uno dei fardelli più diffusi del Duemila: la separazione (reale anche se non ancora formalizzata) dei genitori. A sgravare la preoccupazione quotidiana, le avventure, le nuotate in cerca di Parì, i pesci eviscerati con Andre, il corteggiamento ostentato di Bea verso un ragazzo ben più grande di lei,... Ma il rovello resta, tellina attaccata al proprio scoglio. 
Infine - ma non da ultimo - lo stile di Alessio Torino merita una lettura: in questo romanzo breve, la sua scrittura si fa una corsa in riva al mare, mentre conchiglie e le meduse assumono significati altri, che sta al lettore decifrare. Se vuole. Oppure può portare la conchiglia all'orecchio e lasciare che le parole di Torino risuonino. A lungo. 

GMGhioni

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