di T.E. Kinsey
Astoria, giugno 2026
Traduzione di Chiara Libero
pp. 288
€ 19,00 (cartaceo)
€ 9,99 (ebook)
T.E. Kinsey è uno scrittore inglese cresciuto a Londra e laureato in storia all’Università di Bristol. Prima di dedicarsi alla narrativa ha lavorato per oltre vent’anni nel mondo delle riviste e dei siti web, per poi rivolgersi al giallo storico, genere nel quale ha trovato il suo maggiore successo. Un tranquillo delitto in campagna, uscito in Italia per Astoria, permette finalmente di conoscere anche in italiano questa insolita coppia di investigatrici.
Siamo nell’Inghilterra del 1908. Dopo anni trascorsi viaggiando e vivendo esperienze tutt’altro che tranquille, lady Emily Hardcastle decide di trasferirsi insieme a Florence Armstrong nel piccolo villaggio di Littleton Cotterell, nella campagna inglese. Le due donne sperano di trovare finalmente un po’ di serenità, ma la quiete tanto desiderata dura ben poco:
Era una bella giornata estiva; lady Hardcastle e io, l’una accanto all’altra, guardammo la nostra nuova casa. Aveva ragione, era proprio grande. […] Una casetta pittoresca, vecchio stile, porte basse, dove voi sareste andata a sbattere con la testa, mentre io sarei passata senza problemi. Credo che la parola solitamente usata per definire una villetta così sia graziosa”. (p. 7)
Durante una passeggiata si imbattono nel corpo di un giovane impiccato a un albero. La polizia sembra orientata verso l’ipotesi del suicidio, ma lady Hardcastle nota alcuni particolari che non la convincono e inizia a sospettare che dietro quella morte si nasconda qualcosa di diverso. Quando altri avvenimenti scuotono la comunità, l'indagine si complica e finisce per travolgere l'intero villaggio:
“Prima di andare ho notato un’altra cosa”, intervenne lady Hardcastle. “Ci sono dei solchi per terra che vanno dalla strada all’albero, sul percorso che avete fatto a piedi per arrivare qui. Forse larghi un paio di pollici, distanti circa una iarda. Il mio parere, ma non pensate che voglia intromettermi nel lavoro dei professionisti, è che possano essere stati lasciati da una carriola. Un mezzo perfetto per portare qui un corpo”. (p. 35)
L’autore costruisce il mistero
senza però mai ricorrere a scene cruente ed esasperate, ma preferisce
concentrarsi sui comportamenti e sulle relazioni tra i personaggi, osservando
con attenzione quanto essi possano davvero rivelare. Le indagini procedono attraverso
indizi, riflessioni e deduzioni.
Ma ciò che più conquista e coinvolge il lettore sono le due protagoniste. Lady Hardcastle è intelligente, curiosa e dotata di una mente razionale che la porta a non accontentarsi delle spiegazioni più semplici. Florence, che racconta la storia in prima persona, è invece pragmatica, perspicace e sorprendentemente abile anche nelle situazioni più pericolose. È una cameriera soltanto per ruolo, perché nella realtà è la compagna di avventure, la confidente e spesso anche la voce del buon senso del duo. E proprio gli scambi ironici tra Emily e Florence regalano al romanzo gran parte della sua vivacità. Le due si si punzecchiano, si prendono in giro e allo stesso tempo si fidano completamente l’una dell’altra.
Lady Hardcastle mi prese a braccetto. “Flo, sei un tesoro, un vero tesoro. Te l’ho detto? Non so cosa farei senza di te”. La condussi alla porta d’ingresso. Passando davanti a sir Hector e a lady Farley-Stroud li ringraziò per la deliziosa serata, baciando entrambi sulle guance. Riuscii a farla uscire di casa prima che andasse oltre. (p. 121)
Lo stile è fluido e sciolto, i
dialoghi sono brillanti e ritmati, capaci di trasportare chi legge dritto nel
cuore della storia senza un attimo di noia.
Un tranquillo delitto in
campagna è una noir divertente
e alla fine del libro ancora più della soluzione del caso, rimane la voglia di
ritrovare lady Hardcastle e Florence in una nuova indagine.
Silvia Papa

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