mercoledì 15 giugno 2016

"Fiammetta" di Emanuela Ersilia Abbadessa - Le pagine di Clio #3




Fiammetta
di Emanuela Ersilia Abbadessa
Rizzoli 2016

pp. 382
Euro 19


Emanuela Ersilia Abbadessa indossa una mary jane spuntata rossa con i profili fucsia, un scelta rischiosa che a lei è riuscita molto bene, abbinata a un vestito anch’esso rosso con la manica a tre quarti. Ma per una nata ai piedi della Vulcanessa non poteva trattarsi di colore migliore.
L'abbiamo incontrata lo scorso 21 maggio alla presentazione del suo ultimo romanzo Fiammetta (Rizzoli) per il terzo appuntamento delle Pagine di Clio a Cernusco sul Naviglio, nella cornice usuale della Bottega del libro, con la conduzione di Loredana Limone e i brani interpretati dal violoncellista David Steven Tabbat.


Siamo nel 1886 e a Firenze una maestra di nome Fiammetta Renzi (un cognome che Emanuela giura essere casuale!) insegna ai suoi alunni e guardare il mondo. Li porta in città a osservare le persone e a immaginare le loro storie, non senza il disappunto del preside che non comprende questi metodi alternativi.
Fiammetta non è una ragazza come altre. Vive da sola e non ne vuole sapere di prendere marito, si dedica alla poesia e vorrebbe fare qualcosa per i più svantaggiati della società. Tuttavia, deve rivedere i suoi piani quando inizia a essere corteggiata dal famoso poeta Mario Valastro di cui da sempre apprezza l’opera. Di fronte al fascino e ai versi impetuosi la giovane non è in grado tirarsi indietro e, se aggiungiamo che ultimamente non riesce nemmeno a mettere insieme pranzo con la cena, non le resta che accettare la proposta di matrimonio del poeta.

«Fiammetta è ambientato in un periodo che poteva assomigliare all’Italia della crisi di questi anni, con la differenza che a fine Ottocento il rischio per molte famiglie era quello di non riuscire ad avere un tetto sulla testa e nulla da mangiare. E Fiammetta è molto sensibile verso chi vive in queste condizioni. Quando è ancora a Firenze si prende a cuore Duccio Innocenti, un bambino poverissimo che dopo la scuola è costretto a lavorare in una conceria e ha le mani devastate dai tagli prodotti dagli acidi. Mentre a Catania conosce i vaporta (letteralmente ‘va e porta’), bambini che non avendo ancora l’età per essere presi in fabbrica, venivano mandati nei mercati dove si caricavano a casa la spesa dei ricchi. 
Inoltre la miseria conduceva le famiglie più disperate a vendere i propri figli ed era anche frequente che molti ragazzi si prostituissero. Non ve lo aspetterete, ma Calogero Spartà non solo è omosessuale, per necessità ha dovuto intraprendere una strada non sperata».

L’idillio iniziale tra Fiammetta e Valastro dura poco. Lui la porta vivere a Catania nella stessa casa della mamma e della zia, le odiose Strazzeri. E non solo. Si rivela essere un uomo completamente diverso da quello che la sua stessa poesia lasciava credere. Il poeta è un tipo autoritario e poco predisposto a cambiare le proprie abitudini: dall’ovetto alle coque del pomeriggio al giorno consacrato alla visita nel bordello di Donna Peppa. Ma più di ogni altra cosa vuole reprimere l’indipendenza della moglie trasformandosi in un marito possessivo e violento.
In realtà ancora prima delle nozze aveva compreso l’indole libera della ragazza, sebbene si augurasse che con la nuova vita da sposata imparasse a stare al suo posto. E quel punto del romanzo l’istinto del lettore è quello di metterla in guardia, di dirle che forse di Valastro non ci aveva capito nulla.
Fiammetta è testarda ed egocentrica, ma non si può non riconoscerle il cuore grande (immaginate la reazione delle Strazzeri quando si alza da tavola per consolare la cameriera umiliata dal padrone) e la certezza che la sua autonomia venga prima di tutto. La maestra si era affidata al marito pensando che insieme avrebbero portato avanti le battaglie in cui credeva e, quando scopre che il suo scopo è tenerla a bada, la delusione è troppa.
Probabilmente è la mancanza di concretezza a confondere Fiammetta, basti pensare all’entusiasmo con cui organizza la sua nuova vita, non disegnando nemmeno il benessere economico (splendida la scena in cui quasi dilapida il patrimonio di Valastro per comprare il corredo!): «Fiammetta è incline alla fantasticheria, per questo spesso la troviamo scalza intenta a toccare il terreno: se non vuole perdersi deve cercare un contatto. Per realizzare qualcosa di importante bisogna smettere di pianificare e iniziare a darsi da fare. Il suo progetto di fondare la Sorellanza non era nulla di nuovo perché associazioni del genere già esistevano, oltre al fatto che mettere insieme un gruppo di persone solo perché dello stesso sesso non era di certo un’idea geniale! Quanto alle condizioni dei più disagiati, credo che se ognuno di noi non si limitasse a pensare e, al contrario, iniziasse ad agire le cose cambierebbero. È vero, come cita il Vangelo, che i poveri ci sono e sempre ci saranno, ma la differenza possiamo farla noi. Fiammetta non interviene mai direttamente, conosce la miseria solo perché la vede per strada. È l'opposto della contessa Gravina che smette di parlare e prende con sé una famiglia intera».

L’incontro con Emanuela Ersilia Abbadessa ha anche chiarito il lavoro di documentazione storica che sta dietro a un romanzo come Fiammetta che restituisce la cornice fine ottocentesca senza appesantire la narrazione: «Oltre ai saggi storici per ricostruire un determinato periodo storico bisogna andare a cercare nei romanzi scritti in quell’epoca su quell’epoca. Per il personaggio di Fiammetta, ad esempio, mi sono ispirata alla maestrina dalla penna rossa di Libro Cuore e dello stesso Edmondo de Amicis all’insegnante di Amore e ginnastica. Ma c’è molto anche dei Fulgenti anni di Mrs Brody di Muriel Sparks, una scrittrice scozzese non molto nota da noi (è pubblicata da Adelphi) nonostante avesse vissuto in Toscana».

La chiacchierata sta per concludersi non senza un suggerimento da parte degli aspiranti scrittori del pubblico: «Vi consiglio di leggere il più possibile e rubare da grandi: anche Fiammetta contiene citazioni da diversi romanzi, magari le riuscite a riconoscere.  Ora però voglio io rivolgere una domanda a voi: siete pronti a fare questo mestiere? Siete disposti a mettervi a nudo davanti a chi vi leggerà? Molti esordienti scompaiono dopo aver ottenuto dei riconoscimenti perché tenere il passo non è facile, i ritmi dei festival e dei tour promozionali sono intensi e a un autore è chiesto di esporsi se vuole continuare per questa strada. Siete davvero sicuri di poterlo fare?»
Ho voluto raccontarvi di Fiammetta soffermandomi su più aspetti del romanzo e dando spazio alle parole della sua autrice. Tuttavia, uno dei temi è anche quello della violenza domestica subita dalla protagonista, vittima di un uomo che le aveva fatto credere essere diverso.
Pertanto vi anticipo che nella prossima puntata dedicata alle Pagine di Clio ascolteremo le parole di Sara Rattaro, ospite della rassegna lo scorso 11 giugno, che affronta la questione della violenza di genere nel suo ultimo romanzo, Splendi più che puoi (Garzanti).


(ad eccezione della copertina le foto sono di Loredana Limone)



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