venerdì 30 ottobre 2015

#FFF2015. Nine Antico e la sua educazione sentimentale pop

Il gusto del paradiso
di Nine Antico

Traduzione italiana di Stefano Sacchitella

Coconino Press, 2015

pp. 104, 16 €


Ho scoperto i fumetti e il loro meraviglioso mondo a 5 anni, seduta sulla tazza del water con in mano l’ultimo numero del Topolino; ne ho continuato a leggere le pagine fino alla quinta elementare, sempre aggiornata sulla vita a Topolinia e a Paperopoli. Il periodo dell’adolescenza, invece, è stato caratterizzato da altre letture, lontane dalla nona arte; sono tornata a farmi cullare dalle tavole disegnate solo dai sedici anni in avanti. In quel buco di sei anni, tuttavia, un testo come quello di Nine Antico avrebbe rappresentato la giusta ancora di salvezza in una fase di profonde incertezze emozionali, quando la tragedia più grande che potessi immaginare era di trascorrere le ultime ore della giornata scolastica con un pezzo di merenda infilata tra le stelline dell’apparecchio ai denti.

Virginie (un nome con troppe «i» come lei stessa constata quasi temendo una presa in giro dagli sconosciuti) è un’adolescente francese, cresciuta in una famiglia progressista e moderna ma che per questo non viene privata dai tormenti di una crescita accidentata e travagliata come quella vissuta da qualunque teenager del mondo. Si incontra con le amiche e con loro ammette di essere erudita a sufficienza su tutto ciò che concerne il mondo dell’hardcore più sfrontato grazie alla consultazione delle riviste pornografiche del padre, non più di tanto nascoste nella libreria di casa. L’episodio la costringe a fare i conti con la sua sincerità e ingenuità: quale folle demone si è momentaneamente impossessato dei suoi neuroni per spingerla a confessare una cosa del genere? E per di più a quelle antipatiche di Melanie e Angelique che di sciuro spiattelleranno tutto il giorno dopo a scuola! Zimbello, non ci scappa.



Da qui in avanti la storia prende la strada di un lungo flashback nella vita della ragazza: dai primi timidi approcci con l’altro sesso, alla scoperta scioccante della propria sessualità. Tra i banchi di scuola o tra le corsie di una piscina comunale, ogni momento è una scoperta di sensazioni ed emozioni nuove e a volte ingestibili, piccoli mattoncini che piano piano costruiscono la sua personalità e la Virginie che l'esterno conoscerà, inconsapevole della tempesta interiore che le esplode nel cuore e nell’anima.

Con una tenera ironia, Nine Antico - autrice e disegnatrice di fanzine, sempre dedicata alle sue due passioni, l’illustrazione e la musica rock - riesce a dipingere la crescita di una ragazza ribelle e volitiva che sgomitando prova ad affermare la sua presenza sul mondo con un tratto essenziale, limitato alle linee minime necessarie a disegnare fisionomia e sfondi ma che ricorda molto lo stile pittorico di un impressionista come Georges Seurat. Le tavole organizzate con ordine e che si susseguono regolari non si limitano raccontare una storia ma lanciano numerosi stimoli riflessivi: caustica è la critica agli stereotipi legati alla femminilità e al ruolo della donna nella società degli anni Novanta; la stessa epoca che io in prima persona ho vissuto, schizofrenicamente altalenante tra impeti di femminismo e retaggi bigotti difficili da scrollare via. Una lettura piacevole che lascia sulla labbra il sorriso dolce del ricordo di un periodo della vita (poi) non così tanto orribile. 

Federica Privitera

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