martedì 15 aprile 2014

Scrittori in Ascolto: a Bellano con Andrea Vitali

A Bellano con Andrea Vitali

Quando si pensa a Lecco, viene sempre in mente "Quel ramo del lago di Como..." manzoniano. Da un po' d'anni a questa parte, a pochi chilometri da Lecco, un autore ha movimentato la vita di Bellano, un paesino di circa tremila anime, che probabilmente altrimenti avrebbe vissuto di turismo domenicale. Invece, è arrivato Andrea Vitali a ripopolare le stanze chiuse, i palazzi abbattuti (purtroppo per fare appartamenti asettici e anonimi) di vite passate e di vitalità estremamente presenti.

Una targa simpatica ma forse un po'... prematura?!
Per questo, l'idea di una gita a Bellano con Andrea Vitali come guida d'eccezione è stato un richiamo troppo forte per chi, come me, si rifugia nei suoi libri nei momenti di stress, quando c'è bisogno di lasciar parlare un mondo che fu, più semplice per certi versi, ma con contorcimenti e ipocrisie profondamente umani! Insomma, uno dei punti che sempre fanno breccia nei cuori dei lettori di Vitali è proprio la spontaneità. La stessa spontaneità con cui l'autore ci ha accolto alla stazione la mattina del 12 aprile, e ci ha portati per le vie del paese, salutando a destra e a manca conoscenti, amici, parenti.

La cordialità, la voglia di raccontarsi e di raccontare si rispecchiano dalla prosa alla vita di tutti i giorni: infatti, Andrea Vitali - semplicemente Andrea, come ha detto subito, ricordandoci di darci del "tu" - è partito da subito a raccontare la sua infanzia a Bellano, e in contemporanea a delineare i luoghi topici che troviamo nei romanzi. Così, la casa della signorina Tecla Manzi dei suoi primi romanzi nasconde segreti e aneddoti; e soprattutto la piazza del paese, la scuola, la chiesetta, il carcere sono tutti quelli che i lettori di Vitali si sono figurati nella loro immaginazione. 
E poi c'è il lungolago, qualcosa di riflessivo per natura, che ricorda, ad esempio, il passeggiare inquieto del maresciallo Maccadò all'inizio del nuovo romanzo, Quattro sberle benedette, che sarà in libreria dal 28 aprile. Come lo so? Perché noi invitati abbiamo avuto modo di leggere il romanzo in anteprima, e di unirci ad Andrea Vitali per un cin-cin a tema, con un cocktail singolare dagli ingredienti straordinari che prende proprio il nome dal romanzo - alcolico, sì, ma solo quel poco per scioglierci e fare qualche domanda in più ad Andrea. 


Perché di curiosità sul libro, credetemi, ce ne sono moltissime, ma era tanta la piacevolezza di condividere il nostro sabato, che in parte sono state rimandate - ma solo rimandate! Però a tavola ho domandato ad Andrea se gli accade spesso di trarre i romanzi da racconti brevi, come in questo caso. Infatti, Quattro sberle benedette è stato ispirato da un racconto (lo puoi leggere qui), e questo non è affatto insolito per lui: 
Scrivere per i giornali del posto è spesso una grande ispirazione! Infatti non solo lotto sempre con un numero di battute prestabilito, ma a volte mi danno anche un tema su cui basarmi! Quella che può sembrare una gabbia è una bella occasione per mettersi sempre in gioco... Poi a volte lo spazio non basta, e allora il racconto si trasforma, ha bisogno di più respiro... E così è successo con "Quattro sberle benedette".
Per certi versi il romanzo muove infatti da un episodio scottante realmente accaduto a Bellano, ancora irrisolto in realtà. Ma quel che diverte - e lo leggerete presto nella recensione qui su CriticaLetteraria - è la gestione perfetta del romanzo corale, con quel sorriso che abbiamo imparato a riconoscere sul viso di Andrea Vitali. Poteva essere un sabato come tanti altri, semmai con Quattro sberle benedette aperto sulle ginocchia, e invece abbiamo avuto la fortuna di sentirci raccontare da Vitali storie che non ha ancora scritto. E che forse scriverà.

GMGhioni

Grazie a Garzanti per la bella idea! E grazie a Elisabetta Migliavada per la foto di gruppo! 
Tutte le altre foto sono state scattate da GMGhioni. 

Qui puoi vedere tutte le foto scattate da me a Bellano:





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