mercoledì 27 novembre 2013

Mabel dice sì, di Luca Ricci


Mabel dice sì
di Luca Ricci
Einaudi, 2012




Una donna particolare e il titolo del romanzo dedicato a lei; si immagina facilmente questa brunetta sensuale, ma di Mabel rimane l'ombra o una scia di profumo, evanescente. Il protagonista, l'io narrante che invece non ha nome, ci appare più chiaramente: un pianista che studia per diplomarsi, ma che rinuncia a poco a poco all'immagine di sé tutta concerti e frac, mentre un lavoro che avrebbe dovuto essere temporaneo diventa definitivo e gli fa incontrare Mabel.
Non è una storia d'amore, o perlomeno non come ce la si immaginerebbe.
Anzitutto lo spazio: Mabel dice sì è ambientato in un antico convento del tredicesimo secolo che ospita un hotel, e un hotel rimane un ottimo pretesto per raccontare delle persone, specie se chi lavora alla reception osserva e racconta, come in questo caso, in cui il protagonista fa il portiere di notte per guadagnare un po'.
Pianista e portiere di notte. Quando lo dicevo subito mi venivano attestate due qualità: la nobiltà d'animo e l'arte di arrangiarsi.
La prima persona che incontra in albergo è proprio lei.
E più che altro la guardai. Non era una bellezza canonica. Bruna, dall'incarnato chiaro, aveva curve trascurabili. Poco seno, pochi fianchi, nessuno slancio. Eppure, quando si muoveva - perfino nei movimenti impercettibili che si possono fare stando seduti -, comunicava una morbidezza del tutto assente nelle sue forme.
Praticamente un paradosso, immaginare un'anima sensuale in un corpo con poche curve, eppure Ricci riesce a trasmettere al lettore tutto fascino che lei sa esercitare, tanto da non poter passare inosservata a nessun uomo. Nonostante le sue parole continuo a immaginarla bellissima, quasi una Marilyn Monroe coi capelli neri.
Personaggio insolito Mabel, per una buona parte del libro non la si capisce, e forse c'è chi continua a non capirla pure dopo aver letto l'ultima pagina. Fa l'amore con diversi uomini, uno di cui l'autore descrive il "maschilismo ruspante", come il gallismo descritto da Brancati, perché vuole sempre dimostrare il suo potere; Mabel fa poi l'amore con un altro, descritto come un uomo "abbrutito", d'età "avanzata", "respingente", un amante "fiacco e dimesso", addirittura "impossibile da amare"; lo fa pure con un uomo sposato. Cosa avranno in comune questi tre personaggi che l'ameranno in modi diversi?
 Tornò a sorridermi con gli occhi. come spesso succede tra le persone, ci volle un litigio per stabilire un primo, autentico contatto.
Mabel sembra non curarsi del protagonista, questo attento osservatore della sua vita, anche lui attratto da lei, curiosamente, sembra accorgersi di lui soltanto nel momento in cui le mostra che sta soffrendo davvero.
Non smise mai, neppure per un secondo, di guardarmi in una maniera del tutto amorevole.
Ma fino ad allora Mabel aveva rifiutato qualsiasi tentativo di approccio, l'aveva sempre respinto, senza essere ineducata, né insolente.
Lei, dal canto suo, era stata l'unica a cogliere il mio profondo disagio, la crisi che in maniera silente ma inequivocabile mi portavo appresso come un fardello.
E pur non specificando un periodo in cui la storia è ambientata – il romanzo risulta senza tempo – Ricci descrive bene il disagio del mondo del lavoro, così attuale, la precarietà dei progetti di chi si è appena affacciato al futuro; la rinuncia ai sogni, la costante sensazione di inadeguatezza, impieghi che da provvisori diventano l'unica certezza.
A volte pensavo di non essere più in grado. La mia autostima si abbassava ogni volta che restituivo una chiave, chiamavo un taxi, evidenziavo su una cartina la strada più semplice per una chiesa o un ristorante: ognuno finisce con l'assomigliare al lavoro che svolge.
La scrittura di Luca Ricci non risulta invadente, non intralcia la fantasia del lettore, seppure sappia far "vedere" luoghi, sentire le atmosfere; descrive bene le dinamiche dei rapporti che intercorrono tra i suoi personaggi; il suo stile si definirebbe piano, senza acrobazie stilistiche, alto.

Le pagine di Mabel dice sì offrono ottimi spunti per chi voglia ascoltare certa musica classica, per chi voglia vederla con gli occhi di un pianista; nasce la curiosità ascoltare con l'orecchio teso i dischi di Glenn Gould, per sentire se davvero cantava mentre li incideva; viene la voglia di leggere della sua biografia, così particolare, da cui il protagonista si sente ispirato.

Alla fine del libro si potrà aver voglia di scorrere indietro le pagine per capire, di leggere e rileggere, come fosse un giallo, convinti che certi indizi siano sfuggiti dalle dita; si continuerà a riflettere sull'idea di donna che ha dato vita al personaggio di Mabel, tutta racchiusa nel significato del suo nome.

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