martedì 17 aprile 2012

#CritiCOMICS. Introduzione al mondo dei fumetti



A chi non è mai capitato di entrare in una fumetteria e di uscirne in stato confusionale dopo aver visto ingenti quantità di Manga, Comics e Fumetti, senza riuscire a capire le differenze tra l’uno e l’altro, spaesato e incerto al momento di dover scegliere tra questo o quell’albo? Questa rubrica è pensata proprio per introdurvi in questo nuovo orizzonte della letteratura e aiutarvi nella scelta dei vostri Fumetti, Comics e Manga.

§1. Perché parlarne proprio in un sito di Critica Letteraria?


In Italia purtroppo il genere fumettistico è ampiamente sottovalutato, e viene etichettato come “genere per ragazzini”, poco impegnato e totalmente slegato dalla letteratura. I Manga vengono bistrattati e spesso e volentieri guardati con diffidenza, poiché provenienti dalla cultura orientale, così diversa e lontana dalla nostra. I Comics americani vengono puntualmente legati ai vari Capitan America, SpiderMan ed X-Men, e così facendo si tralascia un mondo intero di Graphic Novel: i quali, molto spesso, sono il riadattamento di famosi romanzi che trovano così nuova espressione grazie alla mano esperta di qualche artista.

Forse è a causa della nostra forte tradizione letteraria che i fumetti hanno fatto fatica a conquistare un posto nel cuore dei lettori e per lungo tempo sono stati considerati un genere di serie B; tuttavia non bisogna dimenticare che anche i fumetti hanno dei contenuti e dei testi, i quali a volte riescono a toccare vere e proprie punte di poesia e letterarietà. Sono differenti dai romanzi, ma nella loro diversità trovano in realtà il loro punto di forza: la potenza espressiva dell’immagine. Per tutti questi motivi inizieremo a parlare di Manga, Comics e Fumetti in modo diverso, togliendo loro quel velo di “frivolezza” imposto dalla società, e cercando di analizzarli da un punto di vista critico/letterario.

Come iniziare a muoversi in questo nuovo e colorato mondo? Che differenza c’è tra i Manga e i Comics? Come fare a capire se un Fumetto è adatto ai nostri gusti? Sembra tutto così complicato, ma in realtà non lo è per nulla, basta fissare alcuni capisaldi del genere e tutto ci apparirà immediatamente più chiaro.
Iniziamo appunto a definire Manga, Comics e Fumetti. In Italia viene utilizzato il termine Manga per indicare i fumetti di origine giapponese, con il termine Comics viene invece indicato il fumetto di origine americana, ed infine parliamo di Fumetti riferendoci ai fumetti del nostro paese. Vediamo adesso nello specifico le caratteristiche di questi tre rami della letteratura illustrata.

§2. I manga


Il termine Manga nasce in Giappone alla fine del XVIII secolo per indicare alcune illustrazioni, con il significato “immagini libere”, è solo a partire dalla seconda metà del XX secolo che il termine acquista il suo significato odierno di “storia a fumetti” con l’avvento dei primi albi illustrati. Dalla loro comparsa a oggi i Manga si sono evoluti nella forma e nei contenuti, cercando sempre di adattarsi alle mutazioni della società stessa.
In Giappone i manga sono infatti strettamente collegati alla società, le loro tematiche vengono influenzate dai grandi eventi storici, cercano di sviluppare temi psicologici e sociali sempre attuali in modo da coinvolgere al massimo il lettore. Non bisogna dimenticare inoltre che nel Paese del Sol levante i Manga ricoprono un ruolo sociale di deciso rilievo: vengono letti praticamente da chiunque, grazie anche all'offerta molto più ampia disponibile nel mercato giapponese. In Italia, al contrario, vengono tradotti e importati solo i manga che riscuotono più successo e che quindi hanno più probabilità di averne anche nel nostro mercato. Questa logica riduce sensibilmente la varietà di scelta e al contempo contribuisce alla ghettizzazione del genere.

§2.1 Come nasce e si sviluppa un manga in Giappone?



Alla figura del fumettista italiano corrisponde quella del mangaka giapponese, ovvero un autore di manga. Diventare un mangaka richiede grandissimo talento, fatica e dedizione, soprattutto al giorno d’oggi, dove il livello dei disegni e delle trame ha raggiunto degli standard molto alti. Generalmente quando un disegnatore decide di intraprendere la strada del mangaka deve innanzitutto preparare un episodio autoconclusivo di almeno una trentina di tavole, una sorta di episodio pilota che deve introdurre la storia e i personaggi che vi agiscono. Tramite un colloquio, l’episodio autoconclusivo (o one-shot) viene sottoposto all’esame di figure specializzate, chiamate editor, che lavorano per la redazione di riviste settimanali del settore, il cui scopo è ospitare i singoli capitoli dei manga già famosi, ma anche di quelli “emergenti”. La rivista di questo tipo più famosa in Giappone è senza dubbio Shōnen Jump, affiancata da molte altre che assolvono la stessa funzione. Se il colloquio ha esito positivo il lavoro viene pubblicato sulla rivista, e verrà letto da migliaia di persone. In Giappone è il pubblico stesso che decide se un manga continuerà a comparire sulle riviste o meno, tramite dei sondaggi nei quali vengono votate le storie più interessanti. Quindi, se il mangaka è fortunato (e dotato di talento) e il suo manga ha ricevuto votazioni favorevoli a sufficienza, egli potrà continuare a disegnare e vedere la sua opera su rivista; nel caso la popolarità del suo manga non raggiunga livelli soddisfacenti la sua pubblicazione verrà interrotta.

Un manga apparso su di una rivista specializzata come one-shot può in seguito raggiungere la serializzazone vera e propria se raggiunge risultati notevoli nelle classifiche di apprezzamento o se viene dichiarato vincitore di uno dei vari concorsi promossi dalla rivista stessa. In tal caso l’episodio autoconclusivo verrà rielaborato ed esteso per diventare una serie che, oltre ad essere pubblicata sulla rivista in singoli capitoli, verrà anche pubblicata in volumetti mensili, chiamati tankobon, che raccolgono di solito una decina di capitoli.


Se le vendite della serie raggiungono dei buoni livelli il manga verrà di sicuro adattato in un anime, ovvero la sua versione animata, che verrà trasmessa in TV. Per un mangaka generalmente vedere il suo manga trasformato in un anime è la massima ambizione. Tutto questo percorso viene illustrato in maniera divertente e molto dettagliata proprio in un manga recente, Bakuman, scritto da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata, nel quale seguiamo due ragazzini delle scuole medie che cercano di realizzare il loro sogno: diventare mangaka.

§2.1 Come districarsi dunque tra le centinaia di manga disponibili?


Niente di più semplice, come ogni forma d’arte anche i manga sono suddivisi in generi e svariati sottogeneri. Vediamo quali sono quelli principali:



Shōnen: con questo termine vengono indicati i manga per ragazzi, anche se molte ragazze apprezzano comunque questo genere. Si tratta di storie per lo più di azione e avventura, sono presenti frequenti combattimenti tra i vari personaggi, lo stile del disegno è molto dinamico e i temi trattati sono spesso l’amicizia, l’amore, la giustizia e la lotta per realizzare i propri sogni. I protagonisti degli shōnen sono quasi sempre maschili, carismatici e determinati. I disegni tendono a far risaltare il fisico e l’anatomia dei personaggi, i loro movimenti e i loro tratti distintivi, e in genere non viene ap profondita troppo la loro psicologia. I manga famosi e di cui avrete sicuramente sentito parlare appartenenti a questo genere sono Dragon Ball, Bleach, Naruto, One Piece, Fairy Tail e così via…



Shōjo: con questo termine si indicano i manga per ragazze. Sono la la controparte femminile degli shōnen: i disegni sono molto più delicati e dettagliati, le linee sono più morbide, e gli sfondi appena accennati. I temi trattati sono amore, amicizia, e tutta la sfera sentimentale legata ai problemi adolescenziali in genere. Spesso sono ambientati tra i banchi di scuola, scenario che costituisce a tutti gli effetti un microcosmo all’interno del quale i personaggi si muovono. Le protagoniste sono spesso femminili, ragazze insicure che si trovano a fronteggiare per la prima volta i problemi della crescita. In questo genere viene prestata particolare attenzione alla psiche e alle emozioni dei personaggi. Vi sono lunghi monologhi interiori in cui i problemi sentimentali/adolescenziali vengono sviscerati ed analizzati. Tra i manga più famosi troviamo Nana, Cortili del Cuore e Paradise Kiss.

Un sottogenere dello Shōjo è il Mahō Shōjo, le caratteristiche sono analoghe, la differenza sta nel fatto che le protagoniste sono dotate di poteri magici che vengono usati per sconfiggere dei nemici che tramano contro la sicurezza della Terra o contro la vita stessa delle protagoniste. Una costante di questi manga è la presenza di un animaletto più o meno fantastico con il quale l’eroina o le eroine possono comunicare, e dal quale spesso ricevono i loro poteri. Icone del genere sono Sailor Moon e Card Captor Sakura.


Seinen: manga indirizzati ad un pubblico adulto, le tematiche trattate sono molto più mature e profonde, lo stile di disegno di gran lunga più ricercato e tendente al

realismo (anziché all’astrazione come avviene invece negli shōnen e negli shōjo). In questi manga viene ampliamente esaminato il lato psicologico dei personaggi, facendone il fulcro dell’intera storia, sono riservati ad un pubblico maggiorenne per i contenuti piuttosto espliciti quali violenza, sesso, follia e paranoia. I seinen spesso materializzano nelle loro pagine i problemi della società odierna quali droga, omicidi, stupri, indifferenza e perversioni di ogni genere in maniera realistica o allegorica. Altre volte vengono utilizzati per esprimere i disagi creati dalla rapidissima evoluzione tecnologica degli ultimi decenni o le paranoie e i problemi scaturiti dopo le bombe nucleari lanciate in Giappone durante la seconda guerra mondiale. Pietra miliare del genere è Akira, angosciante e inquietante opera apocalittica. Altri esempi sono Berserk, Death Note, Ergo Proxy e Gantz.

Altre caratteristiche comuni a tutti i manga sono: disegni prevalentemente in bianco e nero, solo a volte sono presenti delle tavole colorate per introdurre meglio i nuovi personaggi. Dialoghi e pensieri espressi tramite i balloon, espressioni facciali piuttosto stereotipate, frequentissimo uso di onomatopee. Astrazione dell’anatomia soprattutto nei generi shōnen e shōjo.
Questi sono i generi principali usati per categorizzare i vari manga, ovviamente ne esistono numerosi altri e svariati sottogeneri, ma trattarli richiederebbe troppo spazio.


§3. I comics

Anche il fumetto americano ne ha percorsa di strada dal 1894, quando sul quotidiano “The New World” apparve per la prima volta At the circus in Hogan's Alley, che nel 1896 diventerà The Yellow Kid riscuotendo grande successo e affermandosi nella storia come primo fumetto americano moderno. Al suo fianco percorreranno la strada che porta ai giorni nostri Popeye, Mickey Mouse, I Peanuts, Superman e Dick Tracy, solo per citarne alcuni tra più famosi.
Tuttavia quando si parla di Comics sono gli eroi in calzamaglia ad essere sotto i riflettori: Superman, Batman, Spiderman, gli X-Men, Spawn e la lista potrebbe continuare a lungo. La loro storia è la storia degli Stati Uniti, e spesso gli eventi che hanno caratterizzato il nostro mondo si sono ripercossi anche sul loro, ma parlerò di tutto ciò in un articolo interamente dedicato ai Superhero Comics, qui mi limiterò ad accennare ai motivi per i quali sono così importanti per la cultura americana e occidentale in genere.
Il primo supereroe a comparire sulla scena è stato Superman nel 1938 seguito a ruota da Batman, Spirit e da una squadra di eroi in calzamaglia quali Bulletman, Catman e altri super-umani dai nomi orecchiabili. Hanno colpito fin dal primo momento l’immaginario collettivo, hanno rapito prima la fantasia dei bambini e dopo, quando hanno cominciato a trattare tematiche più mature, hanno conquistato i liceali e gli studenti universitari. I supereroi hanno combattuto la seconda guerra mondiale, Capitan America ha steso Hitler con un pugno alla mascella, Wonder Woman ha difeso i diritti delle donne, Spiderman ha portato avanti una campagna anti-droga, oggi i nostri eroi si scontrano contro la minaccia terroristica, ma anche contro lo stesso governo americano. Ciò che importa è che il lettore riconosce se stesso all’interno del mondo in cui si muovono i suoi eroi, può cogliere dei messaggi rivolti a lui e, grazie alla doppia identità dell’eroe mascherato, immedesimarsi in lui, soprattutto a partire dagli anni ’60 quando vengono creati i Super Eroi con Super Problemi, come i Fantastici 4 e Hulk; è questo il vero punto di forza di un supereroe: ognuno di noi potrebbe benissimo esserlo.

§3.1 Comics o graphic novel?


Generalmente i Comics vengono pubblicati in albi a fumetti mensili nei quali i vari protagonisti vivono delle avventure legate tra loro e, a volte collegate anche a quelle di altri albi. Ad esempio non è raro veder comparire nell’albo di Spiderman anche Wolverine o Hulk, anche se ognuno di questi personaggi ha una testata a sé dedicata.
Tra gli anni ’80 e ‘90, quando gli albi abbandonano le edicole e trovano il loro posto nelle fumetterie e nelle librerie, nascono anche le cosiddette Graphic Novel, vere e proprie opere d’arte con un numero di pagine molto superiore a quello di un normale albo. Una Graphic Novel è come un romanzo, all’interno del volume una storia inizia, si sviluppa e termina. La differenza con i romanzi è che non abbiamo ovviamente soltanto parole, ma anche la potenza espressiva dell’immagine che trova la sua forma definitiva grazie al lavoro di esperti artisti. Al loro interno i personaggi degli albi possono vivere delle storie separate dal loro intreccio principale, avventure parallele o addirittura alternative. Ma le pagine di una Graphic Novel non sono riservate soltanto ai supereroi, infatti esistono vari romanzi di ogni genere che sono stati riadattati in questa forma e storie e personaggi che hanno trovato la vita proprio in essa.

Generalmente i romanzi grafici si rivolgono a un pubblico adulto e non sono sottoposti a censura, in questo modo l’autore può sviluppare l’intreccio a suo gusto, può essere drammatico e inserire scene tematicamente e visivamente d’impatto.


§3.2 Generi

Essendo molto più vicini al mondo occidentale di quanto non lo siano i manga, i generi dei Comics sono molto vicini a quelli dei romanzi o dei film e non si distinguono principalmente per sesso o età dei lettori, bensì per i contenuti. Tralasciando il genere supereroistico, icona del Comics americano, troviamo: azione, avventura, fantascienza, humor, satira, horror, noir, giallo, poliziesco, romantico, storico, western, fantastico e la lista potrebbe ampliarsi con un lungo elenco di sottogeneri che fanno parte della nostra cultura e che di sicuro sono familiari al lettore.

§3.3 Marvel o DC Comics?

Ne esistono altre, ma i due colossi dell’editoria a fumetti americana sono le eterne rivali Marvel e DC. Le origini della Marvel risalgono al 1939, allora il nome della casa era Timely Comics e il primo supereroe a prendere vita nelle sue pagine fu Namor, il principe di Atlantide, meglio conosciuto come Sub-Mariner. La DC Comics ha invece le sue radici nella National Allied Publications che nel 1934 inizia a pubblicare degli albi a fumetti con storie originali, anziché delle semplici raccolte delle strisce che apparivano sui quotidiani.

Oggi Marvel e DC Comics sono due veri e propri imperi, sorretti dalle possenti spalle dei loro uomini in calzamaglia e di tutti gli altri personaggi che li affiancano, ma quali sono le differenze che caratterizzano e hanno caratterizzato questi due giganti dell’editoria?



I Personaggi. Storicamente i personaggi di punta della DC Comics erano adulti e, agli occhi dei lettori, apparivano come figure paterne. Ai loro albori Superman e Batman erano la perfetta rappresentazione del New Deal americano: la loro immagine trasmetteva vigore, virilità e sicurezza, e i lettori più giovani potevano identificarsi nelle Sidekicks, i giovani aiutanti che affiancavano l’eroe principale. Basta pensare all’atteggiamento protettivo e paterno di Batman nei confronti di Robin per rendersi conto che l’eroe che abbiamo di fronte è un adulto, posto su un piano superiore rispetto al lettore medio degli anni ’40-50 che era generalmente un ragazzino, anche oggi le punte di diamante DC appaiono un po’ più attempate rispetto alle loro controparti Marvel. Altri eroi come Lanterna Verde o Green Arrow, hanno sofferto e soffrono ancora oggi di “carenza di personalità”, essendo, a volte, poco più che delle macchiette.

La Marvel invece ha capito molto presto che per attirare un pubblico adolescenziale e adulto i suoi personaggi dovevano essere come i loro lettori: problematici. I Fantastici 4, Hulk, Iron Man, gli X-Men, Spiderman; ognuno di essi ha dei problemi enormi, di diverso genere in base al target a cui è rivolta la testata e in base alla natura del personaggio. Il lettore può identificarsi benissimo con uno studente liceale/universitario come Peter Parker che, oltre a fare i salti mortali in calzamaglia lanciando ragnatele tra i grattacieli di New York, li fa anche per pagarsi gli studi ed essere un bravo nipote e fidanzato. E chi meglio di Bruce Banner, che reprime costantemente la sua parte rabbiosa, Hulk, rappresenta al meglio l’uomo medio costretto continuamente a reprimere istinti e sentimenti per trovare un posto nella società? I personaggi Marvel hanno tutti la stessa parola chiave: ambiguità, che poi è anche ciò che caratterizza ogni essere umano, forse è per questo motivo che hanno riscosso così tanto successo.



Le storie. La DC Comics fin dai tempi d’oro del Cavaliere Oscuro ha preferito dare in pasto ai suoi lettori storie dai toni noir e polizieschi (DC sta infatti per Detective Comics) sfornando personaggi come Spirit, un detective mascherato, o Sandman, un uomo con la capacità di controllare i sogni. Tutte le avventure dei personaggi DC Comics si svolgono all’interno dell’Universo DC, che più precisamente è un Multiverso, ovvero un insieme di universi paralleli e alternativi.

La Marvel punta invece su storie dai toni più politici e d’attualità, calcando la mano sulla fantascienza e facendo della personalità dei suoi personaggi il proprio punto di forza. Molto spesso infatti il peggior nemico di un eroe è l’opinione pubblica o il governo americano stesso. Le avventure dei personaggi Marvel si svolgono nel Multiverso Marvel, che, come il Multiverso DC, è un insieme di universi paralleli e alternativi.

§3.3 Caratteristiche comuni dei comics

Diversamente dai manga, i fumetti di origine americana vengono pubblicati interamente a colori, solo raramente in bianco e nero. Lo stile varia in base all’artista che si occupa di illustrare la storia, ma generalmente ciò che salta subito all’occhio è la dinamicità e la plasticità dei corpi, nonché lo stile realistico e l’anatomia molto meno astratta rispetto ai manga. Oggi gran parte dei Comics viene colorata attraverso mezzi digitali, tuttavia il lavoro di disegno e inchiostratura viene svolto ancora a mano. La colorazione digitale offre il grande vantaggio di poter aggiungere effetti di post-elaborazione che rendono le tavole davvero stupefacenti dal punto di vista visivo. I colori materializzano inoltre i toni stessi della storia, entrando spesso in sintonia con l’umore o la natura del personaggio. Ad esempio in Batman, essendo un noir/poliziesco, i toni scuri e notturni sono molto utilizzati per far risaltare la natura tenebrosa del Cavaliere Oscuro, e per rendere lo scenario di Gotham City, una metropoli corrotta, ancora più inquietante. Anche qui i dialoghi e i pensieri dei personaggi vengono espressi tramite i balloon.

§4. I fumetti


La tradizione attribuisce la data di nascita del fumetto italiano al 1908 data in cui viene pubblicato per la prima volta Il Corriere dei Piccoli, in supplemento al Corriere della Sera. Le storie allora venivano proposte in un’unica pagina dove iniziavano e si concludevano. L’idea viene ripresa dalle strisce domenicali dei quotidiani americani, tuttavia la grande differenza è che in Italia i personaggi non si esprimevano attraverso i balloon, ma attraverso delle piccole strofe di ottonari in rima baciata poste sotto le vignette.
Da allora c’è stata una grande evoluzione nel fumetto italiano, che trova un riconoscimento letterario vero e proprio solo negli anni ’60, dove viene equiparato ai romanzi, grazie anche agli studi di figure importanti come Umberto Eco, Elio Vittorini e Roberto Giammanco. E’ in questi anni che Corto Maltese di Hugo Pratt vede la luce, aprendo la strada ad un fumetto più riflessivo, narrativo e letterario. La rivoluzione fumettistica italiana ha così inizio e sempre in questi anni vengono creati personaggi come Diabolik, Kriminal, Alan Ford e Satanik che riflettono il cinismo e la disillusione dell’epoca, dando vita alle storie noir che mettono in dubbio i valori della società a loro contemporanea e creano il mito dell’eroe negativo che in reazione al rifiuto che prova per la società mostra comportamenti anarchici.

Sono anni importanti anche per la figura della donna, personaggi come Eva Kant, compagna di Diabolik, e Valentina, bella e spregiudicata modella milanese, contribuiscono a fornire all’immagine della donna forza di volontà e capacità d’azione, equiparandola così agli eroi maschili. Gli anni ’80 sono invece lo scenario in cui nascono Martin Mystère e Dylan Dog, il detective dell’impossibile e il detective dell’incubo, figure che ancora oggi popolano di diritto l’immaginario comune italiano.


§4.1 Generi

Anche nel fumetto italiano ritroviamo i generi a noi già familiari classificati per contenuto e intreccio. Avventura, azione, fantascienza, giallo, poliziesco, noir, horror e così via. Il tutto rivisitato secondo il gusto e la tradizione italiana che lascia la sua impronta inconfondibile anche nei fumetti.


§4.1 Disegni e intrecci

Per quanto riguarda lo stile di disegno, il fumetto italiano è molto vario, si va dai colorati animali da fattoria di Lupo Alberto, passando per le chine in bianco e nero di Dylan Dog e Tex, per arrivare agli splendidi acquerelli di Corto Maltese. L’astrazione dell’anatomia varia in base al fumetto, e generalmente si adatta al genere della storia. Fumetti umoristici come Sturmtruppen o Cocco Bill sono caratterizzati da un’anatomia astratta e buffa, proprio per adattarsi al tono comico degli intrecci. Dylan Dog, Martin Mystère, Diabolik e Tex vengono rappresentati con disegni molto realistici, soprattutto per quanto riguarda i volti dei personaggi, che spesso si ispirano a quelli di attori e personaggi famosi (eclatante il caso di Groucho, l’assistente di Dylan che è un vero e proprio sosia di Groucho Marx). Va inoltre sottolineato che nel fumetto italiano è raro l’uso dei retini, degli strumenti particolari che vengono usati principalmente nei manga per creare ombreggiature ed effetti grafici: viene prediletto invece un forte uso dei pieni neri per creare intensi contrasti di luce e ombra. Degne di menzione anche le matite di Serpieri che forniscono un’atmosfera del tutto particolare al suo fumetto erotico Druuna.
La particolarità delle trame dei fumetti italiani è la pertinenza storica: gli ambienti di Tex, Corto Maltese e Martin Mystère sono ricreati con molta cura per i dettagli, inoltre non è raro che tra le pagine dei fumetti si incontrino personaggi storici realmente esistiti, poeti e personaggi letterari come Sherlock Holmes o il Conte Dracula fornendo una componente meta-letteraria agli albi prodotti nel nostro Paese.


Il mondo della letteratura illustrata è vario, vasto e molto più complesso di quanto si ci possa aspettare ad un primo esame, l’uso delle immagini per raccontare una storia è insito nella natura umana, come testimoniato dalle pitture rupestri. Manga, Comics e Fumetti sono il risultato di quella spinta artistica, comunicativa ed espressiva tipica dell’uomo.



A. Dario Greco

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