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Dalla diffidenza alla consapevolezza: itinerario critico fra i meandri di "Il manoscritto di Brodie" di Jorge Luis Borges

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Il manoscritto di Brodie
di Jorge Luis Borges
Adelphi, giugno 2026

Traduzione di Lucia Lorenzini

pp. 130
€12 (cartaceo)

Accostarsi all'universo di Jorge Luis Borges richiede un cambio di pensiero che si distacchi dalle consuete traiettorie di lettura. L'impatto con Il manoscritto di Brodie si configura fin dalle prime pagine come un approccio cauto a un autore la cui voce narrante lascia subito intravedere un'iniziale distanza. L'incontro con le sue architetture narrative, dettate quando ormai la cecità gli imponeva uno sguardo unicamente interiore, traccia infatti un perimetro in cui il confine tra la narrazione verosimile e l'invenzione fantastica perde ogni nitidezza. Lungi dal generare smarrimento, questo non-confine rivela la vocazione più profonda della scrittura borgesiana: rintracciare l'invariante universale che si cela dietro le singole vicende umane.

Ho cercato, non so con quanto successo, di redigere racconti lineari. Non mi azzarderò a dire che sono semplici; sulla terra non c'è una sola pagina, una sola parola che lo sia, giacché tutte postulano l'universo, il cui attributo più noto è la complessità. Voglio solo chiarire che non sono, né sono mai stato, quel che un tempo si chiamava un inventore di favole o un predicatore di parabole e oggi uno scrittore impegnato. (pp. 11-12)

Nei racconti che compongono il testo affiora l'immagine di un'umanità attraversata da una brutalità primordiale. Si tratta di storie popolate da figure ai margini, patriarchi intransigenti, delatori e uomini violenti, immerse in un contesto storico e sociale in cui la serenità appare un miraggio inaccessibile. In questa geografia del conflitto, le presenze femminili restano quasi sempre marginali e relegate sullo sfondo: sono testimoni silenziose di una violenza sistemica che, pur collocandosi nei primi decenni del Novecento, parla con sconcertante attualità al nostro presente. Su tutto domina la percezione di un tempo ciclico e inesorabile, una condanna che costringe l'essere umano a ripetere i propri drammi, lasciando che le rare incrinature di speranza si spezzino quasi sul nascere.

Attraversare gli undici capitoli del volume significa compiere un viaggio dentro le diverse declinazioni di questa condanna. Si passa così dalla spietata genesi di un femminicidio ne L’intrusa, dove i fratelli Nilsen scelgono di sopprimere la giovane Juliana Burgos pur di ripristinare il loro primitivo equilibrio familiare, all'ambiguo percorso di formazione de L’indegno, in cui il giovane Santiago scivola dal ruolo di vittima a quello di carnefice tradendo la fiducia di un bullo di quartiere. Borges dimostra una straordinaria maestria nel manipolare la materia narrativa: in Storia di Rosendo Juárez mette in scena un raffinato gioco metafinzionale incontrando di persona un proprio personaggio per offrirgli la possibilità di riscrivere il proprio passato, suggerendo che scardinare le catene del destino sia, dopotutto, ancora possibile. Nel quarto capitolo, intitolato L’incontro, una inutile e sciocca rissa tra giovani sfocia nel sangue perché è guidata dalla memoria spietata di due lame d'epoca, dimostrando come gli oggetti finiscano per sopravvivere agli uomini, accecati dal rancore. L'elemento misterioso e l'indagine sulla natura sfuggente del tempo sono invece i protagonisti del capitlolo Juan Muraña, mentre ne La signora anziana il ritratto di una centenaria figlia di un eroe dell'indipendenza si trasforma in un componimento poetico dedicato a tutti i combattenti dimenticati dalla grande storia. 

Negli ultimi racconti della raccolta, il tema del conflitto abbandona le armi tradizionali per assumere forme più sottili. In Il duello, la contesa tra due donne si sposta sul terreno della pittura, trasformando i pennelli in strumenti di una rivalità artistica che coincide con la ricerca della propria identità. All'opposto, L’altro duello ripropone l'assurdità di un odio primordiale che si trascina fin davanti alla morte. In Guayaquil, invece due docenti universitari si affrontano nell'ombra di una biblioteca per il possesso di una lettera di Simón Bolívar, una lotta di potere soprattutto psicologico.

Il volume si chiude con i due racconti più significativi e maggiormente carichi di tensione. Il Vangelo secondo Marco, che mostra il lato tragico e perverso dell'evangelizzazione: l'incomprensione della parola sacra da parte di una famiglia di campagnoli isolati si trasforma in una cieca trappola sacrificale ai danni dello studente che voleva istruirli. Infine, il racconto che intitola la nuova edizione pubblicata da Adelphi, ovvero Il manoscritto di Brodie. Questo narra le vicende di un missionario scozzese per descrivere la cruenta tribù degli Yahoos. Ciò che ne emerge è un ritratto spietato della nostra umanità, capace di parlare a quella di ieri come a quella di oggi e speriamo non a quella di domani.  

La grandezza dell'opera si riconferma così come una vera e propria esperienza di formazione: un itinerario che muove dalla diffidenza iniziale per approdare alla piena consapevolezza della magnificenza di Borges e della sua straordinaria capacità di sondare l'animo umano.

Carlotta Lini