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«Non si è mai tanto soli quanto quando si è da soli»: "Bestia di mamma", il romanzo irriverente di David Goudreault

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Bestia di mamma
di David Goudreault
Marcos y Marcos, settembre 2026

Traduzione di Sara Giuliani

pp. 224
€ 18 (cartaceo)

Mia madre si suicidava spesso. Ha cominciato giovanissima, da dilettante. Ben presto, la mamma è riuscita a ottenere il riconoscimento degli psichiatri e le attenzioni riservate ai malati gravi. Elettroshock, dosi massicce di antidepressivi, antipsicotici, ansiolitici e altri stabilizzatori dell'umore hanno scandito il passaggio delle stagioni che attraversava faticosamente. Mentre io collezionavo figurine di hockey, lei accumulava diagnosi. Grazie all'impegno che metteva in ogni crisi, mia madre ha contribuito al progresso della scienza psichiatrica. Se non fosse per questioni di privacy, ci sarebbero università che portano il suo nome. (p. 13, incipit)

Come si cresce quando la propria madre è occupata ad architettare il prossimo suicidio? O – bisognerebbe dire – il prossimo tentato suicidio, perché si ferma sempre un passo prima della morte, fa in modo di chiedere aiuto, spesso al figlioletto, a volte ai vicini, a volte al destino stesso. Queste sono le condizioni in cui cresce la Bestia, l'io narrante protagonista dello spiazzante Bestia di mamma.

Il suo autore, David Goudreault, romanziere, poeta e performer molto apprezzato in Québec, ha l'irriverenza di scardinare alcuni dei capisaldi della letteratura contemporanea. Il primo: non scherzare sulla malattia mentale. Il suo è un romanzo tragicomico, grottesco a tratti, nel raccontare dapprima il girovagare della Bestia da istituti a famiglie affidatarie durante l'infanzia; poi la sua vita da adulto, tra droghe (prese quotidianamente per tenere a bada il vuoto, altrimenti intollerabile), lavori precari (molto precari), furti (tantissimi furti) e incontri sessuali (perlopiù improbabili e di certo fallimentari). 

Violento contro gli animali perché incapace di dominare gli istinti e sostanzialmente privo di coscienza e dunque di sensi di colpa, capiamo che la Bestia è una bomba lì lì per scoppiare. E qualcosa in effetti succede, perché fin dalla primissima pagina, una sorta di premessa, capiamo che tutto il romanzo si configura come una confessione dopo che si è compiuta una tragedia:

Avete trovato il cadavere. Ormai avrete tutte le prove circostanziali e medico-legali di cui avete bisogno. Il caso è chiuso, siete ormai giunti alle conclusioni.
Ma non si può giungere a una conclusione senza conoscere tutta al storia.
Ecco qui la mia versione. [...] (p. 11)

A questo punto, l'effetto della lettura dovrebbe essere quello di rivolgere a un personaggio così tutta la nostra pietà o condannarlo per empatizzare con la/le vittima/vittime, e invece... Invece David Goudreault ci fa ridere.  

Innanzitutto, i pensieri in prima persona sono con ogni evidenza scollati dalla realtà, si riversano sulla pagina, mostrando l'inadeguatezza del personaggio, i continui fraintendimenti con padroni di casa, donne che frequenta, creditori,... Spesso si dà alla fuga, in altri momenti reagisce con una vendetta che è talmente assurda e spropositata rispetto al presunto torto subito da lasciarci senza parole. E così, per quanto sulla pagina avvengano cose terribili, talvolta spietate, non riusciamo a non restare disumanamente divertiti.  Sia chiaro, se sospendiamo qualsiasi giudizio morale. Altrimenti, è meglio evitare di leggere Bestia di mamma o lo si richiuderebbe dopo pochissime pagine. 

Dunque, cosa fa ridere? Forse è la consapevolezza che quello che leggiamo è tutto finto (fortunatamente), forse è la scelta lessicale (meravigliosamente efficace anche in traduzione), forse l'accumulo di fatti improbabili che incontriamo uno dopo l'altro. Quel che è certo è che Bestia di mamma offre pagine di dark humor acre e senza filtri, di una brutalità a volte splatter, altrove inventiva, strappandoci senza dubbio dalla noia delle storie prevedibili. 

Eppure – almeno a me – è successa una cosa che non avevo davvero previsto: verso la metà del romanzo ho iniziato a sentire pena per la Bestia; la sua ricerca della madre, da cui è stato allontanato da anni, diventa un obiettivo che acceca tutto il resto, ribalta le priorità. Salvo poi non trovare il coraggio per presentarsi alla sua porta e rimandare, una, due, tre volte... 

Proprio questa parte obbliga chi legge a percorrere tutto d'un fiato le pagine restanti di Bestia di mamma: se ci si è dimenticati la premessa, si spera in un lieto fine, altrimenti si lascia che David Goudreault prepari ulteriori tragici e al tempo stesso saporiti colpi di scena. 

L'effetto della lettura di Bestia di mamma è quello di una Diavola fatta da un pizzaiolo che ha la mano pesante: se si è abituati ai gusti forti, si apprezzerà totalmente il piccante e l'imprevedibile olio al peperoncino nascosto sotto la mozzarella; se invece si preferiscono i sapori morbidi, si resterà scioccati e con qualche afta in bocca. 

GMGhioni