Il lunedì non esiste
Traduzione di Clara Nobile
pp. 284
€ 19 (cartaceo)
€ 11,99 (ebook)
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Forse in tutti quegli anni avrei dovuto semplicemente dirgli: «Sto andando a cercare mia sorella». Senza tanti giri di parole. Tutte le parole indicibili in una sola frase. (p. 143)
Un giorno qualunque Steffie va a trovare il padre e lo trova morto. La sua reazione è fredda, distaccata, quasi esilarante, dato il contesto: prende atto della cosa e subito si organizza per i funerali. Non troviamo un momento di empatia o dispiacere, al più una sensazione di seccatura perché questo inconveniente andrà a scombussolare i piani della giornata e, soprattutto, il funerale avrà dei costi. Poi la decisione: forse è il caso di contattare sua sorella Caroline, che non vede da trent’anni. E da qui parte un lungo flashback che racconta la vita di Steffie alle prese con un uomo violento, volgare e che è stato in grado di trascinare la moglie e le due figlie nell’indigenza più totale.
Fra lavori saltuari, cambi continui di appartamenti e dettagli su come ridurre all’osso anche le spese più essenziali, Il lunedì non esiste si snoda lungo i sessant’anni di vita di Steffie. Il racconto delle disavventure è costellato di ironia pungente e momenti cupi, e da lettori non possiamo che empatizzare con la protagonista, anche quando gli eventi si susseguono così rapidamente da rischiare di spezzare il sottile patto che la scrittrice ha stretto con noi. Nella parte finale della storia, quando Steffie racconta la sua vita adulta e il modo in cui, a sessant’anni suonati, è ancora costretta a svolgere mestieri che sarebbero più adatti a dei ragazzi, la sensazione è di una costante corsa contro il tempo che trasmette un senso di oppressione e di ansia, smorzato appena dalla sagacia con cui la protagonista stessa narra le proprie disavventure.
Il conflitto che Steffie deve affrontare, ancorché legato in buona parte alla figura paterna, è certamente personale: laddove la sorella Caroline, almeno nei ricordi che di lei ha, è una figura intelligente, gentile e soprattutto buona, di sé stessa ha un’opinione terribile, conseguenza di una visione quasi manichea della vita. O si è buoni, sembra pensare Steffie, o si è malvagi. Ai buoni capitano cose buone, ai malvagi cose malvagie. E poi lei è figlia di suo padre (come Caroline, si dirà, ma Caroline ha avuto il buonsenso di andarsene di casa prima di compiere diciott’anni), e poiché la vita le ha offerto solo occasioni sbagliate, allora deve necessariamente essere una cattiva persona. Questo modo di affrontare l’esistenza porta Steffie a compiere scelte errate, e questo nonostante il lettore possa vedere quanto in realtà lei sia una bella persona, una che si è sempre rialzata e si è sempre presa cura del prossimo, a cominciare da quel padre che tanto l’ha bistrattata.
Il lunedì non esiste è un romanzo che parla di resistenza e capacità di sopravvivere, di quelle vite ai margini del mondo che spesso vengono ignorate dalla società e che tuttavia esistono, ed esistendo producono un cambiamento minimo ma reale. Le pagine finali, soprattutto, con quel viaggio che sembra attraversare un mondo intero e invece copre una distanza sorprendentemente breve, sono un momento memorabile di altissimo livello narrativo.
David Valentini

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