di Giuseppe Culicchia
Mondadori, marzo 2026
pp. 168
€ 19,00 (cartaceo)
€ 12,99 (ebook)
Con UAH! Vita e opinioni di Franz Zazzi, gentiluomo Giuseppe Culicchia riporta sulla scena uno dei personaggi più singolari della propria narrativa, trasformandolo nel protagonista assoluto di un racconto che sfugge alle definizioni tradizionali del romanzo. Franz Zazzi prende direttamente la parola e ricostruisce la propria esistenza attraverso una lunga confessione, fatta di ricordi, provocazioni, errori, eccessi e momenti di inattesa fragilità.
UAH! Allora tu scrivi e io detto, mi segui Pè? Buttiamo giù un romanzone dannunziano, no, futurista, dalla serie Zang-Tumb-Tumb! Anzi: Zazz-Punk-Punk! Un libro tostissimo, Pè […] Ma senza che m’interrompi o che c’hai la come cazzo si chiama, sindrome della pagina bianca. C’ho tutto qui, stai cisti. (p. 11)
La narrazione segue il percorso di un uomo che attraversa alcuni dei luoghi e degli ambienti più marginali e contraddittori della vita contemporanea. Tra lavori improbabili, criminalità, dipendenze, esperienze nel mondo della pornografia e periodi di detenzione, Zazzi racconta una vita vissuta sempre al limite, senza cercare giustificazioni né attenuanti. Il risultato è una voce narrativa potente e spesso disturbante, capace di alternare comicità e tragedia, cinismo e tenerezza.
L’avevo conosciuta a un rave in un ex magazzino fatiscente che stava a Gravesend, dov’ero andato a spacciare nell’unica sera della settimana che non lavoravo al Sound, perché lasciamolo dire Pè, io mi sono sempre fatto un mazzo così, sono una specie di Marchionne, mica come te che con la scusa che fai lo scrittore sostieni impunemente e impudicamente che lavori sempre, pure quando sei in vacanza. (p. 93)
Uno degli aspetti più interessanti del libro è il rapporto che si instaura tra autore e personaggio. Zazzi sembra ribellarsi al proprio creatore, rivendicando il diritto di raccontarsi da sé e di correggere l'immagine che altri hanno costruito di lui.
Culicchia costruisce un testo dominato dall'oralità. Il linguaggio è volutamente ruvido, diretto e spesso volgare, ma dietro questa apparente spontaneità emerge un attento lavoro stilistico. Il flusso continuo del racconto, non ci sono suddivisioni in capitoli, restituisce in maniera efficace il carattere impulsivo del protagonista e coinvolge il lettore in una sorta di monologo senza pause.
Franz Zazzi è un personaggio difficile da condividere sul piano morale. Le sue idee estremiste, il razzismo, il sessismo e le continue provocazioni possono risultare sgradevoli e persino respingenti. Tuttavia il romanzo non cerca mai di renderlo un modello positivo. Al contrario, ne mostra tutte le contraddizioni, evidenziando come dietro l'arroganza e la violenza si nascondano insicurezze, solitudine e un profondo bisogno di affetto.
Nella parte finale emerge difatti una dimensione più umana e malinconica. Le riflessioni sulla paternità, sul trascorrere del tempo e sulla possibilità di cambiamento rendono il personaggio meno monolitico e conferiscono al libro una profondità che va oltre la semplice provocazione.
Questa volta ero davvero un nuovo Zazzi, il cui cuore lungi dall’essere di ferro traboccava d’amore, sì lo so Pè, cuore e amore fanno pure rima e assieme non si possono sentire, ma tant’è: il mio cuore traboccava per quel tesorino di bambina, mia figlia, la figlia di Francesco Zazzi detto Franz, ovvero Francesca Zazzi, Franzolina. Se la pensavo, mi commuovevo perfino. (p. 118)
UAH! è un romanzo originale e coraggioso, che mette in discussione tradizioni narrative e convenzioni linguistiche, ponendo l’accento sul potere della scrittura e sul confine tra realtà e finzione. Attraverso una figura eccessiva e scomoda, Culicchia offre uno sguardo sulla marginalità, sull'identità e sulla libertà individuale, senza mai cercare facili moralismi.
Un libro intenso, capace di divertire, scandalizzare e far riflettere allo stesso tempo.
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