di Rosie Storey
Questo romanzo colpisce per la sua seducente autenticità: fin dalle prime pagine infatti entriamo nel vivo del lutto di Poppy, una donna timida e impacciata che ha perso la sorella Dandelion, più grande di lei di due anni e mezzo, e a lei superiore in tutto: più disinvolta, più brillante, più sensuale, più vitale. L'unica cosa che hanno davvero in comune è l'aspetto, perché esteticamente sono quasi identiche:
La gente diceva sempre che lei e sua sorella si assomigliavano tanto da poter essere confuse. E, sì, Poppy sapeva che i loro occhi (e i capelli, l'incarnato, la voce, la risata) e quasi certamente anche i loro scheletri erano all'apparenza intercambiabili, ma aveva sempre avuto la sensazione che il paragone con la sorella fosse fin troppo generoso, come paragonare un martedì mattina a un venerdì sera. (p. 15)
Ed è da questi elementi che l'autrice sviluppa la sua storia: morte e relazioni moderne. Poppy è la sorella rimasta, quella che ha sempre vissuto all'ombra della maggiore e che per una volta, spinta da un coraggio inaspettato, sveste i suoi panni e diventa sua sorella, Dandelion. Almeno online. Il mondo delle app di dating sembra più sicuro e confortante perché non ci si vede e non ci si sente, si chatta, ci si scambia emoji che ridono quando nella realtà si è serissimi, tanto l'altro non lo vede e quindi non lo sa.
Sono passati mesi dalla morte della sorella e Poppy, per sentirsi più vicina a lei, entra nella sua vita, sfogliando vecchi album di foto ed entrando nei suoi ricordi attraverso il suo smartphone. Ed è lì su Hinge (praticamente Tinder), che Poppy conosce Jake. I suoi messaggi sono di un anno prima, Dandelion non aveva mai risposto. Lei sì. Viene da chiedersi perché lo faccia, come possa in un momento di perdita simile compiere un gesto così: la risposta è nella vita, o forse nella morte. La vita di Poppy senza sua sorella le appare estranea, come svuotata. Rispondere a quel messaggio, fingersi la sorella morta all'inizio crea disagio, ma avanzando (il ritmo è davvero incalzante, si è totalmente dentro la storia), si arriva a comprendere il forte senso di solitudine di una giovane donna che non sa come affrontare il suo dolore e che con quel gesto tenta come di assorbire il coraggio e la forza di Dandelion per resistere a una vita che senza lei non ha più senso. Non c'è lucidità in questo e il tema della sorellanza è il perno attorno a cui ruota tutta la storia. Immergersi nella vita digitale della sorella defunta per tenerla ancora in vita.
Il dolore non ci rende coscienziosi, non ci rende pacati, ma anzi ci rende più sconsiderati e impulsivi. Il modo in cui l'autrice fa affrontare alla sua protagonista il tema del lutto è reso magnificamente, perché racconta la vita vera. Le ambientazioni british, il fatto che la storia sia ambientata nel 2025 e che la vita reale sia filtrata dal peso che diamo ai social non risulta mai né forzato né finto, ma appunto vero. Il dolore c'è, ma bisogna indossare una maschera, fingere che vada tutto bene e andare avanti. E Poppy paradossalmente ruba un'esistenza per farlo.
«Come si chiamava tua sorella?» chiese Jake con voce sommessa. Lei pigolò qualcosa che lui non sentì. Poi, con più vigore: «Pop-py». «Oh che bel nome» disse Jake. Un altro fiore: Dandelion come il dente di leone, Poppy come il papavero. «Mi piace tantissimo». Le prese la mano serrata, se la portò alle labbra e la baciò. Sbirciò verso un angolo della stanza, perchè per un attimo gli parve che ci fosse qualcuno. «Davvero, Jake?» Lui la guardò, indugiando sul suo viso. Aveva pianto così tanto che era diversa. Era cambiata. «Davvero ti piace il nome Poppy?» insistette lei. Jake visualizzò nella testa un intero campo di papaveri fragili e increspati, sanguigni e sfavillanti. Il simbolo della memoria, che cosa dolce e calzante. «È un nome bellissimo» rispose con tenerezza. Le passò il dorso di un dito sulla guancia appiccicosa. Sorrise. «Mi piace tantissimo, Dandelion, sì». (pp. 135-136)
Storey con questo romanzo ci regala uno sguardo lacerante e ironico sul delicato rapporto tra lutto e amore (nelle sfumature relazionali, fraterno e soprattutto verso se stessi) e lo fa con una grande capacità di equilibrio, senza mai che l'uno sovrasti l'altro sminuendolo, banalizzandolo.
Poppy incontra Jake nel giorno in cui Dandelion avrebbe compiuto quarant’anni. Un gesto impulsivo, audace, proprio come quelli che la sua irrequieta e luminosa sorella avrebbe sempre incoraggiato. Poppy arriva ubriaca all'appuntamento, e Jake è arrivato a un punto della vita in cui desidera qualcosa di vero, perché la sua realtà matrimoniale si è appena sgretolata e per di più il nuovo fidanzato dell'ex moglie vive in casa con suo figlio, e lui lo scopre proprio da quest'ultimo. Quando conosce la versione Dandelion di Poppy, ne rimane immediatamente conquistato: tra loro scocca una scintilla impossibile da ignorare. Ma ciò che nasce tra Jake e Poppy si trasforma presto in qualcosa di più complesso, che va ben oltre le app di incontri.
Intrappolata in una menzogna che non avrebbe mai immaginato di costruire, Poppy conduce una doppia esistenza sempre più difficile da sostenere. Eppure, ogni istante trascorso con Jake le appare autentico e naturale, come se i due fossero predestinati. Finché la verità non inizia a farsi strada, e un nuovo dolore inizia a prendere forma: si può essere felici nella vita di un altro? Ciò che all’inizio appare come una seconda possibilità si trasforma lentamente in un terreno franoso, costruito su tante menzogne. La stessa Dandelion ne raccontava tantissime online, la sua identità virtuale non coincideva mai con la realtà. Quando il confine tra il lutto e l’amore si assottiglia fino quasi a scomparire, Poppy dovrà decidere se continuare a custodire il ricordo della sorella dietro un velo di bugie o mettere a rischio tutto ciò che ha costruito per concedersi la possibilità di essere felice.
Dandelion is Dead, è una storia d’amore contemporanea che esplora il dolore della perdita, il coraggio di tornare a vivere e la sorprendente speranza di sorridere quando meno ce lo aspettiamo.

Social Network