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Viaggio nelle profondità dell'animo umano: "Segreti tra amici" di Hal Ebbott

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Segreti tra amici 
di Hal Ebbott 
Guanda, aprile 2026 

Traduzione di Carlo Prosperi 

pp. 288 
 € 20,00 (cartaceo) 
€ 11,99 (ebook)     

Pluridecennale ormai, la loro amicizia. Dai tempi del college, dal primo giorno di college. Si confidavano, si abbracciavano. Non da maschi, ma da amici. Veri abbracci affettuosi, strette prive di ironia. Gli altri li invidiavano; misuravano la propria vita col metro di paragone del rapporto che li legava loro due. (p. 18) 
Un legame solido, autentico, resistente al passare del tempo: è l’amicizia tra Emerson e Amos, i protagonisti del romanzo di Hal Ebbott, da oggi in libreria per la casa editrice Guanda, nella traduzione di Carlo Prosperi. 

L’inizio di questo rapporto è anche l’inizio del libro: un capitolo breve, introduttivo, racconta una partita di pallone tra adolescenti e l’incontro tra due personalità già delineate, distinte, destinate a completarsi a vicenda. 

Con un importante salto temporale di qualche decennio, nelle pagine successive ritroviamo i due amici, ormai sposati e con prole, pronti a trascorrere un week end nella casa di campagna di Emerson, per festeggiarne il cinquantaduesimo compleanno, insieme alle rispettive famiglie. 
Un sentimento di pienezza pervade le ore precedenti all’evento. Per Amos la vita è «liscia, senza spigoli» (p. 16), «i giorni lussureggianti, levigati come ciottoli di fiume» (p. 21); per Emerson «tutto era bellissimo» (p. 19). 

Ma in queste esistenze così appaganti, il fine settimana di festeggiamenti è destinato a segnare un punto di rottura senza ritorno. Dietro alle manifestazioni d’affetto, al di là delle dichiarazioni diffuse ed evidentemente un po’ ipocrite, serpeggia infatti un fastidio strisciante, un malessere latente, non solo tra i due vecchi compagni di scuola, ma anche all’interno delle due coppie di coniugi, così come tra le due ragazze e tra le madri e le figlie: tensioni più o meno sottili che l’autore registra con grande precisione, concedendo ampio spazio narrativo agli alterni punti di vista di ognuno dei personaggi
Per un istante [Emerson] vide le proprie mani ai lati della faccia di Amos, le dita forti affondate tra i suoi capelli. (p. 67) 
Provava qualcosa dentro. Uno spasmo rivoltante tra schegge di pensieri. Sono il proprietario di questa casa, è tutto mio qui. Allora vattene. E smettila. Smettila di chiedere senza chiedere. (p. 74) 
Niente di veramente grave, solo sensazioni disturbanti che nessuno ha voglia di esternare, per non guastare l’atmosfera idillica di partenza, anche perché esse, comunque, convivono con sentimenti di affetto sinceri e indiscutibili. Almeno fino a quando tra Emerson e Anna, la figlia sedicenne di Amos, non si verifica un episodio spiacevolissimo, che segna la svolta negativa di cui si diceva sopra. 

Con la fine del week-end, culminato con questo ‘fattaccio’, si chiude per Anna il primo tempo della vita (e la prima parte del libro). Dopo mesi di doloroso silenzio, emerge insopprimibile l’esigenza di parlare, di denunciare e, con essa, la definitiva resa dei conti. 
Anna racconta, Emerson nega: chi dice la verità? Chi mente? E, soprattutto, in un caso o nell'altro, tutti si pongono la domanda alla quale è praticamente impossibile rispondere: perché? 
Amos si trova ad affrontare un dilemma insormontabile, diviso tra l'amore viscerale per la figlia e l'attaccamento, altrettanto radicato, nei confronti del migliore amico.

Segreti tra amici è un libro crudo, onesto, profondamente psicologico, che privilegia l’introspezione rispetto all’azione e che restituisce al lettore non una visione manichea dell’animo umano, ma una più realistica varietà di sfumature e gradazioni interiori. 
Ciò è evidente già nella prima parte, tutta basata sulla rilevazione delle altalenanti percezioni dei presenti, l’uno nei confronti degli altri; ma è ancora più eclatante nella seconda, in cui, all’efficace descrizione del vuoto interiore che sconvolge Anna, si accompagna la rappresentazione delle reazioni provocate dalle sue dichiarazioni contro Emerson: reazioni diversissime a seconda dei soggetti considerati, ma spesso compresenti nell’animo di uno stesso personaggio
L’attenzione capillare riservata dall’autore al flusso dei sentimenti e dei pensieri dei protagonisti rallenta il ritmo della storia, anche se un certo movimento è assicurato dall’inserzione di continue analessi, brevi aneddoti, memorie del passato, episodi significativi dell’infanzia, in particolare quella complicatissima di Amos –tra i due amici, il più problematico, «il tizio orfano di genitori pazzoidi; quello senza una famiglia, con un passato di miseria e abbandono» (p. 228) –. 
In generale, questi flashback sono illuminanti e aiutano a comprendere le personalità dei vari protagonisti in tutta la loro complessità. 
La pregevole traduzione rende pienamente l’originalità delle metafore e delle similitudini, di cui il romanzo è ricchissimo. 
L’amore romantico si sigilla, fa coppia e si ritrae. L’amicizia invece è una scala a pioli: è qualcosa che sali; è due mani intrecciate in modo che tu possa vedere al di là dello steccato. (p. 188)

Elide Stagnetti